Invia alla redazione

Centralmente è il tuo quotidiano, entra a farne parte!

Invia un articolo, potresti vedere la tua firma pubblicata sul giornale.


12/09/2021

BAROLO MASCARELLO

Quando si parla di Bartolo Mascarello si parla di uno dei miti delle Langhe piemontesi, capace di realizzare, nel rispetto della tradizione, vini  di livello eccelso. La storia della cantina ha inizio nel 1918 con Giulio che, reduce dal Primo Conflitto Mondiale, torna a Barolo deciso a iniziare un percorso produttivo separato dalla cantina sociale del comune. Giulio, dopo aver studiato il territorio,  comincia a comporre il proprio “puzzle” di vigneti acquistando piccoli lotti a Cannubi, Ruè e San Lorenzo, nomi che, per gli appassionati di Barolo piemontesi, significano molto ancora oggi. Negli anni 60’ in cantina entra Bartolo, giovane dalla personalità decisa che imprime una svolta alla produzione del padre, delineando i contorni di uno stile produttivo che, ancora oggi, è il marchio di fabbrica dell’azienda. La tradizione per Bartolo rappresenta la guida e, in questo percorso, non c’è spazio per mode e nuove tendenze;  egli rifugge l’utilizzo della barrique introdotto dai cosiddetti “modernisti” continuando ad usare le classiche botti grandi da sempre utilizzate in Langa; .
La cantina mantiene ancora oggi una dimensione piccola con soli cinque ettari vitati dove è il nebbiolo a essere protagonista, vinificato rigorosamente assieme nonostante provenga da diversi appezzamenti. Bartolo non ha mai avuto problemi a esporre, anche con ardore, le proprie idee, sia nel mondo del vino sia in quello dell’attualità politica. Celeberrima rimane, ancora oggi, l’etichetta di Barolo intitolata “No Barrique, No Berlusconi” . Un uomo duro, tutto d’un pezzo, la cui eredità è custodita dalla figlia Maria Teresa, che ne porta avanti le convinzioni con coerenza e passione; La produzione è solamente di 30.000 bottiglie circa – che hanno sempre molto da raccontare a livello organolettico e di struttura. Naturalmente il prezzo di questo vino, ammesso che sia reperibile in commercio, è del tutto secondario.

 

Provenienza:  Barolo – Cuneo  – Piemonte

Annata : 2006

Gradazione alcolica: 14,0% vol.

Varietà delle uve: Nebbiolo 100%

Vinificazione: Le uve, provenienti da quattro appezzamenti (Cannubi, Rué, Rocche di La Morra e San Lorenzo) vengono fatte fermentare spontaneamente sui lieviti indigeni e macerate in vasche di cemento con costante controllo termico, per almeno 2-3 settimane. Il vino quindi matura in grandi botti di rovere di slavonia per 24 mesi prima di essere imbottigliato e lasciato riposare per altri 12 mesi.

Caratteristiche organolettiche: È un vino di grande classe dal colore rosso granato; al  naso è raffinato, pregiato, dotato di espressione pura di ciliegia fresca, lampone, fragolina di bosco, liquirizia cuoio in sottofondo. Al gusto non tradisce le attese e conferma l’equilibrio e la precisione dell’avvio. Ha volume e pienezza, perfetto sviluppo, tannino sfumato e compiuto, con persistenza lunga e fruttata. Eccellente. Un vero capolavoro.

Temperatura di servizio: 19-20 °C  previa ossigenazione per almeno 2 ore;

Longevità : se ben conservato può dare belle soddisfazioni fino al 2030;

Abbinamenti : Perfetto in abbinamento con gli gnocchi alla bava (taleggio,gorgonzola panna, parmigiano e pepe) o con una sella di agnellone al forno. Ma, per chi vuole osare, consiglio di provarlo con un timballo di crepes (salsiccia,mozzarella e funghi porcini o steccherini, parmigiano e besciamella).

(M.Travaglini)

Nessun Commento

Inserisci un commento