Invia alla redazione

Centralmente è il tuo quotidiano, entra a farne parte!

Invia un articolo, potresti vedere la tua firma pubblicata sul giornale.


12/09/2021
HomeEditorialiL’ORRENDA STRAGE DEGLI INNOCENTI: I NO-PADRI FUORI DI TESTA E DI CUORE

L’ORRENDA STRAGE DEGLI INNOCENTI: I NO-PADRI FUORI DI TESTA E DI CUORE

Editoriale/33

di Pierluigi Palmieri

“La mano che ti doveva proteggere

è quella che ti ha tolto la vita”

Che orrore! Verrebbe voglia di gettare via la tastiera e non parlarne. Quando sei di fronte a un bambino di due anni scatta automaticamente la voglia di fargli una carezza di prenderlo in braccio e sbaciucchiartelo. Vederlo sgambettare e sentirlo esprimere i suoi primi desideri è uno spettacolo che ti fa brillare gli occhi di gioia. Il cucciolo dell’uomo che nei suoi primi anni di vita recepisce ed elabora miracolosamente migliaia di stimoli per gettare le basi del suo sviluppo. Minuto dopo minuto, dà la prova della sua crescita, non desidera altro che essere gratificato dall’adulto dei suoi sforzi gioiosi . Adulto una parola grossa che sta a significare che una persona, se tale è, ha attraversato tutte le fasi dello sviluppo e, superato il tortuoso periodo dell’adolescenza, vive correttamente la comunità. Due soggetti non persone, ché di persona portano solo il nome anagrafico, in questa settimana hanno aggiunto alla vergognosa catena di delitti contro le donne, mogli o compagne, quello orrendo, dell’uccisione dei loro figli. L’incredulità e il disgusto sfociano nella rabbia quando si pensa all’età delle vittime: due e cinque anni Ismaele e Sami, i fratellini di Sassuolo; dieci anni Mathias il bambino di Vetralla nel viterbese.

Danil e Mirko i nomi dei no-padri, che hanno un denominatore comune sia nella motivazione che nell’arma del delitto. Quest’ultima, un coltello, arma emblematica della vendetta attraverso lo sfregio e soprattuto del sacrificio. La motivazione comune sta nella rottura dell’armonia nella coppia e nella famiglia che provoca odio e morte anche verso i bambini. Come ha ben evidenziato Il Resto del Carlinol’uomo che uccide vuole togliere alla madre oltre che la vita anche l’affetto più profondo, quello dei figli” –  soprattutto questo aggiungo io- “e, dietro queste esplosioni

 drammatiche, ci sono sempre scenari precedenti di minacce fatte da uomini che non sopportano la fine di un rapporto, lo strappo di un amore prima intenso e poi svanito. Ciò sta a significare che tra i due componenti ce ne uno che non può vantare alcuna delle categorie dell’intelligenza individuate da Haward Gadner. La loro follia, paradossalmente, non ha nulla a che vedere con quella di Erode, che volle ordinare la strage di figli innocenti di  “altri “.

Questo Nanil, originario della Tunisia, non ha accettato di essere stato lasciato dalla compagna, che, esasperata dalle sue violenze, aveva scelto ti rifugiarsi con i suoi tre bambini presso la mamma. Un mese dopo si presenta in “famiglia” per  compiere la più incrdibile e cruenta  delle  mattanze. Nella sua premeditazione è’ arrivato a simulare un tentativo di riconciliazione, e si è presentato con due “Ovetti Kinder”, acquistati in zona poco prima. Un gesto di strumentale tenerezza propedeutico all’annientamento della tenerezza delle due innocenti sorelline.

Questo Mirko, originario della Polonia, qualche mese fa aveva minacciato la compagna Mariola di fare una strage (“ti do fuoco con la benzina e poi mi ammazzo pure io”)

Ma, come se che i due senza testa e senza cuore si fossero accordati per mettere in atto il loro inconcepibile orrendo gesto, pressoché contemporaneamente e con le stesse modalità, ha deciso di usare il coltello come suo “collega” in follia di Sassuolo. Non più la benzina per dare fuoco alla donna ma il coltello per sgozzare come un capretto l’innocente e tenero Mathias. Questi assassini della più infima specie ci lasciano fortemente esterrefatti, ma una riflessione è d’obbligo e lo spunto ci viene dalle parole pronunciale dal sacerdote durante l’omelia per Mathias, che in sintesi, ha invitato tutti a chiedere perdono per non aver saputo stare vicino alle persone che ci stanno …”accanto”, facendosi complici del male. Un richiamo che vorrebbe restituire il suo ruolo protettivo alla Comunità, minata sempre all’indifferenza . Un male che fino a qualche tempo fa riguardava le grandi metropoli dove domina la solitudine nella folla, caratteristica della “società liquida”, di baumaniana memoria, che è priva di certezze e produce asocialità. La Comunità può e deve prendere le distanze dalla noncuranza, difendendosi con le armi dell’empatia, con il vedere se stessi nell’altro e guardando dentro le sue tragedie. La Comunità adottà l’attenzione come principio primo e combattere l’indifferenza alla radice, con la responsabilità dell’affiancamento e della denuncia.

Il tunisino e il polacco, vengono da terre diverse per tradizione religiosa, per organizzazione sociale e anche per riconoscimento dei diritti della donna. ma hanno afferrato la stessa arma nel compiere il più efferato dei delitti. L’attenzione dei vicini avrebbe molto probabilmente contribuito a fermare forse, anche più di quella delle istituzioni, la loro mano. Il musulmano e il cattolico uniti in una prova di misero sadismo . Torna alla mente il gesto di Abramo, che alza il coltello per sacrificare Isacco, chiamato da Dio a dare prova della sua fede in Lui. Dio considera il figlio come il bene più prezioso e manda l’angelo a fermare la mano di un padre che con la Sua benedizione vedrà moltiplicare il suo seme “come le stelle dei cieli e come i granelli di sabbia che sono sulla spiaggia del mare. Nei secoli dei secoli sarebbe così nata l’Umanità. L’umanità come sentimento non ha sfiorato neanche un po’ chi i figli doveva proteggere e invece, assassino, gli ha tolto la vita.

Di solito per i neonati si sceglie il nome di un santo. Non so se esistono santi con questi nomi ma purtroppo Nanil e Mirko nella mia mente risuoneranno come quelli di due bestie. 

Articolo precedente
Articolo successivo
Nessun Commento

Inserisci un commento