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12/09/2021
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ZAN, ZAN E ZACCHETE.. BUONANOTTE AI SENATORI E’ sempre un problema di educazione

A Palazzo Madama come allo Stadio

I ritardi della politica contro la maladucazione

                                                                                                                                   di Pierluigi Palmieri

Prima notizia:lomobitransfobia è salita alla ribalta. Chi l’avrebbe mai detto che un neologismo così complesso, che somiglia tanto a uno scioglilingua e non è stato ancora inserito nella sua interezza nel vocabolario della lingua italiana, sarebbe stata acquisita nel bagaglio lessicale di milioni di italiani battendo con ogni probabilità la gettonatissima precivitevolissimevolmente.

Seconda notizia: il nuovo sistema di reclutamento per gli insegnanti delle scuole italiane, nei prossimi mesi potrebbe prendere forma e l’educazione motoria e sportiva nella scuola primaria insegnata da specialisti.

Sembrano due temi lontani un miglio tra loro, ma che al contrario sono strettamente collegati.

Il disegno di legge contro l’omobitransfobia, (leggasi contrasto a fobie varie verso l’orientamento sesuale) , è stato accantonato dal Senato, proprio mentre Patrizio Bianchi, come Ministro dell’Istruzione ha annunciato di voler dare avvio alla riforma dei criteri di assunzione di chi vuole diventare insegnante rendendo strutturale la formazione pedagogica in tutti i corsi di laurea che danno accesso alle cattedre e di voler affidare la guida delle attività motorie dei bambini a persone esperte e competenti . 

Dove sta il nesso tra le due notizie? Innazitutto nel cronico ritardo del cambiamento. Il blocco del contrasto alle fobie ha trovato un ostacolo inconcepibile nelle assurde motivazioni fornite dagli oppositori, tutte improntate alla difesa della “libertà di parola”, che sarebbe messa in discussione dal fatto che “la legge punisce chi istiga a commettere atti di discriminazione o violenza fondati su sesso, genere, orientamento sessuale, identità di genere o disabilità e chi commette atti violenti per le stesse motivazioni”. Si è perseverato nel contrasto nonostante che l’art. 4   del disegno di legge che la Camera dei deputati aveva già approvato,  avesse precisato che  non sono oggetto di penalizzazione “la libera espressione di convincimenti od opinioni nonché le condotte legittime riconducibili al pluralismo delle idee o alla libertà delle scelte, purché non idonee a determinare il concreto pericolo del compimento di atti discriminatori o violenti.

Al passaggio al Senato a seguito di un voto segreto che ha visto prevalere gli oppositori (154 a 136) il provvedimento non ha avuto il via libera . Non si cambia quindi e si arretra sul fronte del contrasto alla discriminazione e alla violenza per l’orientamento sessuale e, cosa ancor più grave, dai banchi di Palazzo Madama arriva l’esultanza degna delle “curve” da stadio. Ovviamente niente da dire sullo “sfogo” dei tifosi “delle sud e delle nord” lo stadio esiste anche e forse soprattutto per questo. Non a caso in “Filosofia dello sport” Fabrizio Ravaglioli ha inquadrato il comportamento dei tifosi con le loro espressioni di giubilo, il rullare di tamburi e  lo sbandieramento dei vessilli e perfino lo “sfottò” come un “ritorno dell’arcaismo nella modernità”, molto utile per scaricare le tensioni e per offrire pause di esaltazione contro la routine del quotidiano. Ma in Parlamento NO. Mostrare il vessillo dell’avversione elevando le braccia al cielo come per la realizzazione di un rigore nella porta avversaria NO. Dovremmo indicare ai nostri scolari e ai nostri studenti Montecitorio e Palazzo Madama, come i luoghi in cui si lavora per adeguare le norme alle sempre nuove esigenza , garantire condizioni di vita sempre più dignitose e una convivenza civile degna di questo nome attraverso un leale confronto delle rispettive idee crescita civile e, in quegli “stadi” li facciamo assistere a scene da derby Roma- Lazio.

E’ proprio ai bambini e ai ragazzi delle nuove generazioni, privati dei punti cardinali essenziali per il loro orientamento in termini di valori e di rispetto per gli altri. Il dirompente dominio della tecnologia al servizio dell’informazione di superficie e le carenze del nostro sistema educativo dovrebbero essere le cosiddette “Istituzioni “a dare forti segnali di serietà e di obiettività.

Non è stato così. Il coltello dell’opportunismo politico ha allargato la piaga , in conseguenza  di quella  sorta di fobia sociale  che ha colpito i leader politici per paura di perdere i consensi elettorali  dei portatori proprio di quelle  fobie di cui alla omobitransfobia,

Segnali di presa di coscienza delle gravi lacune in termini di educazione e di civismo della classe politica, o almeno di una gran parte di essa, arrivano da fuori le aule dei due “palazzi” dal Ministro della pubblica Istruzione Bianchi. La manifestata volontà di caraterizzare i percorsi di laurea dei futuri insegnanti in direzione pedagogica e la concomitante idea di dare spazio a personale specializzato nelle attività motorie nella scuola primaria potrà costituire l’antidoto alle carenze dell’attuale classe politica. E proprio una questione di Educazione. Probabilmente se gli esultanti ed esaltati “senatori tifosi” ai loro tempi fossero stati educati al rispetto di chi non ha il loro stesso orientamento sessuale, oggi avrebbero evitato di manifestare allo stesso modo di quando, solo poche settimane fa, dal salotto di casa, lo hanno fatto per Paula Egonu. Ilmartello” della nostra nazionale di Pallavolo ha portato l’Italia sul gradino più alto d’Europa e ha cantato l’Inno di Mameli a squarciagola.

Nata a Cittadella da genitori nigeriani è cittadina “italiana a tutti gli effetti” sempre o solamente quando buca il campo avversario con i suoi fendenti da oltre tre metri di altezza? E’ cittadina italiana anhe quando dichiara di aver avuto come compagna, non solo di squadra, la polacca Katarzina Scorupa?.

Sono passati più di dieci anni dalla presentazione del libro “Ragazze che amano ragazze” di Giovanna Nina Palmieri, che vi ha trascritto una selzione dei suoi servizi  della serie i Viaggi di Nina andati in onda per due anni di seguito su La7.

  Razzismo omofobia e società civile, un’equazione impossibile” è il tema sviluppato nel convegno organizzato dall’ Associazione CREDICI per la tutela dei “diritti civili”   . La foto con “le ragazze che amano” e con l’autrice seguiterà a campeggiare nella mia pagina Facebook fino all’approvazione di una legge equa contro ogni… arcaismo. E buonanotte ai SENATORI.

Ma Ministro Bianchi si sbrighi!

 

 

 

 

 

 

 

 

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