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06/24/2021
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L’ARIA FRITTA A CARO PREZZO DI ROMA CAPUT MUNDI L’esaperazione di chi sogna il “delizioso andar” delle Carrozzelle

Capita ogni giorno di ascoltare notiziari, assistere a dibattiti e di leggere resoconti in cui, con termini colloquiali e/o giornalistici, Parigi  sta per il governo francese, Berlino per  quello tedesco,  Londra per quello della Gran Bretagna ecc..

A me, che ne sono assiduo frequentatore, Roma invece, rimanda al caos che vi regna sovrano, all’annosa carenza di strategie e alla cronica incapacità progettuale di chi la governa, che  mortifica il “marchio” di Città Eterna.

Quando, già qualche lustro fa, venne lanciato il programma Roma Capitale, negli italiani   si ingenerarono non poche aspettative per una recupero in termini di decoro e di vivibilità di uno dei siti più preziosi della storia e della cultura dell’intera umanità. Auspicammo che Roma avrebbe rivissuto lo splendore dell’epoca dei Cesari, ma anche quello di “Roma nun fa la stupida stasera”, e  quello “immortalato” dal Pinelli e cantato da Rascel in Arrivederci Roma, o dai Matia Bazar in Vacanze romane

                                                                                                           .

Oggi chi sale  sull’auto per portarsi nel centro storico di Roma sa bene che per scenderne dovrà scovare un posto libero all’interno delle famigerate “strisce blu”, laddove la parola parcheggio è sinonimo di “lotteria”. A causa della pandemia, il cinquanta per cento degli spazi è occupato dai tavoli dei ristoranti e tra un “tilt” e l’altro del traffico, girerà a vuoto, spesso per più di un’ora, e vincerà il posto con le stesse probabilità offerte dal gratta&vinci. Il fortunato dovrà pagare lo scotto della… “vittoria”, tocca passare alla cassa. Ecco che scende in campo la  colonnina mangiasoldi che al primo errore emette la sentenza: “ transazione annullata!”. Guai poi a digitare una lettera o un numero errato della Targa o a ritardare di qualche minuto il prelievo di un nuovo Ticket. Sul parabrezza già spicca  il foglio che annuncia la sostanziosa multa propinata dal solito uomo invisibile. Gli “avvoltoi”, con una velocità sconcertante si avventano sulla vettura con il foglio già compilato per svanire nel nulla (neanche la soddisfazione di ascoltare un bel “Concilia?”.  Probabilmente  cadono  giù dagli alberi o forse escono dai tombini…..  I tempi impiegati per compilare il foglio sono infinitesimali rispetto a quelli spesi  dal malcapitato automobilista per stanare il posto macchina.

Questo martirio costa un’enormità sia in termini economici che di salute mentale se a quello per la sosta (€ 1,20 per un’ora) quello legato alla perdita di produttività in termini di tempo/lavoro provocata dalla “ricerca forzosa” di un parcheggio da parte di quello stesso automobilista che  paga una tassa di circolazione che gli consente di muoversi.. liberamente su tutto il territorio.

Conviene chiudere gli occhi per qualche istante e sognare la “Carrozzella” di Odoardo Spataro, dove è “delizioso andar sotto braccio alla tua bella”.). La canzone inizia con

Oggi la carrozza può sembrare un curioso avanzo dell′antichità”. Strumento antico la “carrozzella”, ma romantico emblema di un modo di vivere a misura d’uomo ( e di cavallo…), che nella Roma di oggi possiamo solo sognare.

                                                                                                                 

In conclusione  Ripresa e Resilienza sono, ormai da mesi,  i termini che vanno per la maggiore perché legati al piano straordinario che “dovrebbe” salvare la martoriata economia del nostro Paese.  Gli amministratori di Roma, e i dirigenti dei partiti che si li hanno proposti,  sono andati, per lustri, ripetendo ad ogni loro insediamento al Campidoglio, che la Città e suoi cittadini sarebbero tornati a vivere nella normalità.  Le promesse sono rimaste tali ed i responsabili del cattivo andamento della vita nella Città di Roma continuano a farci pagare la loro aria fritta.

Il PNRR è stato vagliato , in  tre numeri successivi di questa rivista, dal nostro M. Travaglini, che ha evidenziato che “dell’importo complessivo di aiuti destinati all’Italia  ben 120 miliardi sono costituiti da prestiti”, legati peraltro alla realizzazione di grandi opere. Contestualmente il Codacons ha commentato i dati diffusi da Bankitalia, rilevando che il debito pubblico dell’Italia pesa per ben 44.735 euro a cittadino residente, neonati inclusi, e in un solo mese ha registrato una crescita pari a 265,3 euro a famiglia. Ebbene se ci si deve indebitare lo si faccia in primis per “liberare” Roma, la  Capitale dalle ormai  “eterne” sabbie mobili in cui nella quotidianità affondano gli incolpevoli suoi cittadini. Lo si faccia con una Grande Opera ispirata da  menti aperte alla strategia della vivibilità e non dai venditori di aria fritta.

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