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10/25/2021
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Il “Forum Trabocchi” interviene sulla legge regionale

Di seguito, quanto inviato in redazione dal “Forum Trabocchi”:

La sola probabilità che l’amministrazione comunale di Vasto possa recepire la Legge regionale n. 7/2019, la quale rende possibile l’estensione dei trabocchi esistenti, desta forti preoccupazione e non può che allarmarci.
Procedendo su questa strada la costa vastese vedrebbe infatti una radicale trasformazione che non ha nulla a che vedere con la tutela ambientale, ecologica e paesaggistica di questi luoghi, né con il così tanto sbandierato turismo sostenibile.
Va infatti ricordato che proprio in virtù di quella norma, a ogni trabocco, sarebbe concessa una superficie massima complessiva di ben 2.000 mq, che in definitiva li trasformerebbe in  vere e proprie mega strutture ricettive in mare, non compatibili con  la valorizzazione del patrimonio culturale e marinaro di questo territorio.
Vasto è la città che conta il maggior numero di trabocchi presenti lunga la costa e, semmai la norma regionale venisse realmente recepita, nel giro di poco tempo i vastesi si ritroverebbero un paesaggio costiero completamente trasformato per la presenza di enormi costruzioni che non avrebbero più niente a che fare con la tradizione traboccante.

Non possiamo dimenticare che la cosiddetta Costa dei Trabocchi è sottoposta a stringenti vincoli ambientali, paesaggistici e urbanistici dettati sia da norme nazionali che regionali, e i dubbi riguardo al loro pieno rispetto, laddove vi fossero questi importanti ampliamenti, sarebbero ancora maggiori.

Numerose sono infatti le domande che necessitano di dettagliate e puntuali risposte: dove finiscono le acque dei servizi igienici, o degli scarichi delle cucine o quelle con i detersivi delle pulizie? Come sarebbero gestiti i parcheggi posto che i regolamenti comunali fissano parametri stringenti per tutte le attività ricettive prevedendo uno spazio minimo a disposizione per ogni cliente (il rischio di pesanti interventi sulla costa è tutt’altro che remoto)?.

Da parte nostra non possiamo che manifestare la nostra contrarietà al recepimento della legge regionale in questione, ricordando che ultimo a decidere su tale possibilità è proprio il Comune, ovvero l’ente competente sul Piano del Demanio Marittimo Comunale, strumento che, in caso di recepimento, sarebbe oggetto di intervento.

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