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L’AMICIZIA DAL GINEPRAIO AL FATO

Benessere Psicofisico / 52

L’amicizia dal ginepraio al fato

  di Lorena Menditto 

Le Amiche ci mostrano un nuovo modo di stare al mondo. L’una vede senza filtri, oltre, si distrugge, se ne esce con un progetto, lo spinge. L’altra osserva, valuta, affianca, accompagna. Ci ragiona, scrive, porta fuori un pensiero, lo rende disponibile al mondo. L’una si infila nel ginepraio, a rischio della propria integrità, fisica e psichica, perché non tollera l’ingiustizia, l’ineluttabilità  tipica del mondo bugiardo degli adulti. Si brucia col fuoco, mentre si lascia illuminare. L’altra interviene quando il fato si fa estremo, riporta ordine per quanto possibile, sostenendo i nuovi assetti emergenti, continua il processo tramite il potere apollineo della parola, laddove Pan aveva creato spirali di giostre pirotecniche. L’una comprende la passione dell’altra, irraggiungibile per tanti aspetti, e come può la appoggia, le sta al pari percorrendo altre strade. L’altra non comprende piani che vanno oltre la comprensione – perché  vanno oltre la vita stessa, e il suo mantenimento ignavo. Non c’è dicotomia come vogliono farci credere. C’è dicotomia tra le due facce della Luna? O tra mezzogiorno e mezzanotte? Due aspetti dell’essere che si rinforzano, sicuri uno dell’ esistere dell’altro.

Ed e’ per questo che ci inquietano. Ci tengono incollati fino a tarda notte. Prima sul foglio stampato, ora sullo schermo. Perché quelle luci e ombre ci appartengono, anche se noi forse non siamo altrettanto coraggiosi.

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