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ESERCIZI DI MEMORIA: UNA PASSEGGIATA AL CAMPO DI CONCENTRAMENTO DI AVEZZANO

Marsica Sharing /44

Esercizi di memoria: una passeggiata

 al Campo di Concentramento di Avezzano

di Giulio Gentile

La valorizzazione del territorio e della sua cultura, le variabili in termini di  progressi e gli intoppi, caratterizzano l’iniziativa di Marsica Sharing, che, via web, a cadenza regolare approfondisce tematiche sempre interessanti. Del gruppo di animatori culturali fa parte Giulio Gentile che, di volta in volta nell’apposito spazio che abbiamo dedicato Marsica Sharing su Centralmente Quotidiano e Rivista, con puntualità e sinteticità, aggiorna i nostri lettori. In questa occasione il nostro ci porta in uno dei luoghi più significativi della memoria e dell’attualità  del Capoluogo della Marsica: Il “Concentramento” di Avezzano (PLP)

. 

La situazione contemporanea oscilla tra un eccesso di memoria e una considerazione dei ricordi come se fossero un bene in sé, staccati dalla trama relazionale del presente. Non si è più in grado di usare il passato per la vita-in-atto, mettendolo al servizio di un’azione rivolta al futuro. La memoria non dovrebbe procedere disgiunta dai compiti vitali e impellenti del nostro tempo ma piuttosto dovrebbe essere funzionale ed adeguata ad essi.

Famosa è la seconda delle Considerazioni inattuali di Nietzsche intitolata Sull’utilità e il danno della storia per la vita in cui il filosofo tedesco analizza la funzione della memoria e i pericoli che possono emergere da un rapporto sbagliato con la storia. Se da una parte nessuna sequenza di eventi accaduti merita l’appellativo di “archetipo irraggiungibile” o di “età dell’oro ineguagliabile”, dall’altra bisogna ricordarsi che non si può procedere come dei ciechi, eludendo le tracce di chi è venuto prima di noi. Ma in che modalità il passato può manifestarsi nel presente? Come può tornarci utile? 
Durante l’ultimo incontro di Marsica Sharing è emerso quanto sia importante tentare di rispondere a queste domande se si vuole rivalorizzare un territorio. Grazie alla collaborazione con la Piccola Biblioteca Marsicana e all’Associazione Teatrale Lanciavicchio si è organizzata una mattinata a Borgo Pineta di Avezzano con l’obiettivo di rivivere, attraverso la recitazione e la lettura, i momenti topici di quel luogo.  In particolare il racconto si è soffermato sugli anni appena seguenti il sisma del 1915 in cui si è costruito un enorme campo di concentramento, nella zona nord della città, destinato ad accogliere migliaia di prigionieri di guerra e tutti i soldati italiani addetti alla sorveglianza. Fu scelta Avezzano per due ragioni: per la sua posizione lontana dal mare e dai fronti di guerra, ma anche per sopperire alla mancanza di forza-lavoro durante i difficili mesi della ricostruzione. Il campo occupava circa 33 ettari con 192 padiglioni in legno e/o muratura.  Del campo, utilizzato anche nella Seconda Guerra Mondiale, rimangono oggi alcune baracche, i caratteristici serbatoi di approvvigionamento idrico, le cosiddette tre Conche, Il Villino Cimarosa (sede dell’ufficio- magazzino del genio militare), una stele ubicata nei pressi del cimitero per i prigionieri e resti di baracche e altre opere civili. I
prigionieri che cominciano ad affluirvi agli inizi del 1917 provenivano da vari paesi europei, allora appartenenti all’Impero austro-ungarico: cecoslovacchi, ungheresi, polacchi, tedeschi, austriaci e soprattutto rumeni, circa 3400. Ben 850 prigionieri trovarono la morte del campo di Avezzano e tra questi 123 Legionari rumeni a causa soprattutto di malattie: il il tifo petecchiale per prima e la pandemia di spagnola dopo. Molti altri prigionieri si tolsero la vita per esaurimento nervoso determinato dalla lontananza dalla famiglia dalla nostalgia del paese dal freddo insopportabile dalla fame.

Le salme furono inumate nel vecchio Camposanto della città situato sotto il Monte Salviano lungo via Piana in località Chiusa Resta: aperto nel 1656 dopo un’epidemia di peste poi trasformato in cimitero comunale fino al 1808, riaperto nel 1917 per essere riconvertito in cimitero di guerra dopo l’epidemia di spagnola. Vista la quantità di vite che hanno attraversato il nostro territorio. Oggi nei stessi luoghi di Borgo Pineta, un tempo adibiti a campo di concentramento, sono stati costruiti vari centri sportivi e centri per la salute come la Piscina Comunale, lo Stadio dei Pini, il Centro Polisportivo Appolloni e l’Ospedale. Gli edifici in questione hanno permesso uno sviluppo sostanziale della città, rendendola polo di riferimento per tutto il comprensorio della Marsica. Oggi c’è bisogno di rivalorizzare questi edifici, in tutte le loro funzioni, senza abbandonare il valore storico di ciò che hanno tutt’intorno. C’è bisogno di esercizio, tanto per il corpo che per la memoria. 

Il tema del mese di febbraio sarà quello della “RIGENERAZIONE”. 

Per tutte le informazioni sui prossimi eventi: https://www.marsicasharing.com/

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