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UN ENORME BUCO STORIOGRAFICO

Marsica Sharing/42

Un enorme buco storiografico 

                                                                  di Giulio Gentile 


Per un popolo che vuole ricostruire la propria identità non è possibile prescindere dalla storia del territorio che abita. Nell’ultimo appuntamento di Marsica Sharing si è infatti discusso di memoria e del rapporto inscindibile che c’è tra storia e rigenerazione. Gli ospiti del dibattito sono stati Filiberto Ciaglia (collaboratore della Società Geografica Italiana e dottorando in “Scienze documentarie, Linguistiche e Letterarie“) e Antonio Maria Socciarelli (ricercatore, scrittore e archivista presso l’archivio storico diocesano dei Marsi di Avezzano) che egregiamente hanno saputo esporre il particolare lavoro dello storico e raccontare le varie fratture che hanno stravolto il lieto vivere dei popoli marsicani durante gli ultimi secoli. Tra i principali sconvolgimenti non possiamo che ricordare la peste del ‘600, i grandi terremoti (dai terremoti del ‘700 a quello più recente del 1915) e l’emigrazione italiana di fine ‘800. La stessa Marsica ha infatti cambiato aspetto e confini durante i secoli, tanto che è possibile pensare all’esistenza non di una sola Marsica ma di più “Marsiche”.

Durante  l’incontro è emerso che il nostro territorio manca di una storiografia consistente, puntale e che sappia rispettare il metodo scientifico. La storiografia è, secondo l’enciclopedia Treccani, la scienza e la pratica dello “scrivere opere relative a eventi storici del passato, in quanto si possano riconoscere in essa un’indagine critica e dei principi metodologici.”

 Il buco storiografico più grande lo abbiamo per quanto riguarda l’età moderna e la prima parte dell’età contemporanea. Oggi non troviamo quasi nessuno che si impegna a colmare questo vuoto, pochi sono gli storici che lavorano verso quest’obiettivo e il popolo marso si trova privo di identità e di riferimenti storico-esperienziali puntuali. Ci si affida sempre di più a miti e leggende popolari, abbandonando così il rigore della ricerca scientifica. Eppure storie da far riemergere ce ne sarebbero, tanto del nostro passato più lontano che di quello più recente. In pochi hanno forza e coraggio di scavare in un terreno che è in realtà pieno di ricchezze. L’ultima opera ad ampio respiro, capace di analizzare la Marsica dal 500 al 700, è quella dello storico Piccioni Marsica vicereale (1999). Dopo di lui c’è un vuoto, prevale nel nostro territorio un modo di fare storia legato alla mitologia e ai miti fondativi delle città che non tiene separati i periodi storici e non si prende cura di una stratificazione della produzione letteraria e scientifica

Il prossimo incontro di Marsica Sharing sul tema della memoria sarà in collaborazione con  Alessio De Stefano della Piccola Biblioteca Marsicana e il Teatro Lanciavicchio. Domenica 30 si avrà infatti la possibilità di scoprire le storie custodite nel parco di Borgo Pineta attraverso la recitazione e la lettura. Tutte le novità sull’evento: http://www.marsicasharing.com/
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