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01/19/2022
HomeLa RivistaEducazione e AmbienteL’ANNO CHE VERRA’ COSA PORTERA’ ALLA MIA CITTA’?

L’ANNO CHE VERRA’ COSA PORTERA’ ALLA MIA CITTA’?

Il Limite/40

L’anno che verrà, che cosa porterà alla mia città?

di Raniero Regni

Rinuncio volentieri al mio pezzo per ospitare nella rubrica il testo di un volantino che è stato diffuso in una pubblica manifestazione nella mia città, Gubbio, la mattina del 6 gennaio. È stato firmato dai comitati ambientalisti a cui pure io appartengono. Ambientalisti? No, direi cittadini che hanno a cuore la salute delle persone, l’ambiente e il paesaggio della loro città, un’immensa opera d’arte vivente. Ambientalisti? Sì, perché se ancora non lo siamo lo dovremo tra poco diventare tutti.

Un cielo scuro si addensa sopra la mia città che non promette niente di buono per il nuovo anno. La speranza è che il vento, che spinge oramai la storia in una diversa direzione, possa disperdere le nuvole. Ecco il testo.

“Il 29 dicembre 2021 la regione Umbria ha autorizzato i due cementifici presenti in città a bruciare 100.000 tonnellate di CSS combustibile derivato dai rifiuti.

Questo trasforma l’Umbria, al di là della retorica del cuore verde, nel punto di caduta del ciclo dei rifiuti del centro Italia e non solo (con aumento del traffico pensante, altro che riduzione del Co2!), condanna Gubbio a diventare la nuova terra dei fumi e dei fuochi.

Nonostante l’opposizione dell’Amministrazione comunale, nonostante l’opposizione della Provincia di Perugia, nonostante il giudizio della USL UMBRIA 1 che imponeva una Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA) per evitare rischi per la salute dei cittadini, nonostante l’opposizione e la protesta di gruppi di cittadini attivi nella difesa della salute e dell’ambiente.

Nonostante la quantità di dati nazionali e internazionali sugli effetti pericolosi per la salute dell’attività delle cementerie, in particolare quando si trasformano in inceneritori ed in prossimità dei centri abitati e di aree densamente popolate.

Nonostante Gubbio da 60 anni subisca gli effetti di due industrie insalubri di prima classe che mai sono state sottoposte a Valutazione d’Impatto Ambientale, obbligatoria per legge.

La Regione ha concesso l’autorizzazione in base al decreto semplificazioni scegliendo di ritenere che, trasformare di fatto i cementifici in inceneritori, non fosse una modifica sostanziale. Lo stesso decreto semplificazioni però, all’ art. 35bis, dà la possibilità di attivare un iter autorizzatorio che preveda anche la Valutazione d’Impatto Ambientale.

Non si tratta quindi di scelte puramente tecniche e di atti dovuti, ma della saldatura tra la volontà del governo regionale dell’Umbria e gli interessi dei cementieri. Non si tratta di salvare posti di lavoro che si garantiscono con la vera innovazione e la diversificazione. Si tratta solo di Business! Significa solo fare scempio della speranza di futuro di questo territorio, calpestando il diritto alla salute, a vivere in un ambiente sano, affossando ogni prospettiva di sviluppo economico durevole e innovativo.

Verranno bruciate 100.000 tonnellate di CSS-C derivato da rifiuti che conterranno oltre 50 tipi di sostanze tra cui plastiche, pneumatici, scarti animali, vernici… che determineranno la produzione di diossina, PCB, metalli pesanti che sono cancerogeni certi.

Ma, tranquilli ci dicono… verranno applicate forme di controllo…delle emissioni gassose direttamente gestite e validate dai cementieri: il controllato è anche il controllore.

Il CSS-C che viene prodotto in minima parte in Italia (chiediamoci da chi, chiediamoci dove, chiediamoci come si riuscirà ad evitare la presenza della gestione malavitosa dei rifiuti in questo grande affare) verrà controllato con un esame visivo, basterà che chi lo trasporta sia nell’elenco dei fornitori, verrà analizzato due volte l’anno dagli stessi cementieri che sceglieranno campioni e laboratori. Saranno sempre i cementieri a controllare il sistema di monitoraggio delle emissioni in continuo, a questi dati, in base all’accordo tra ARPA e cementifici, i cittadini non potranno accedere in tempo reale e non sapranno mai che cosa esce da quei camini.

Anche se il CSS non risultasse conforme, l’Autorizzazione Integrata Ambientale concessa alle due industrie non verrebbe né rivista né bloccata. 

L’unico problema che viene evidenziato, pensate un po’, è il danno da incrostazioni che il CSS determinerà nel forno e nel precalcinatore!

Cosa pensate che determinerà nei nostri polmoni? Nei nostri vasi sanguigni? Nei nostri tessuti? Nel nostro DNA?

Informiamoci e prendiamo posizione contro un progetto dannoso per la salute e l’ambiente, contrario agli interessi di Gubbio e degli Eugubini tutti, piccoli e grandi, contrario alle vocazioni e alle opportunità di questa terra.

Non ci sarà un ritorno, non ci sarà un secondo tempo. I danni che verranno prodotti saranno insanabili e saranno per sempre”.

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