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01/17/2022
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MARCELLO COLUSSO INTELLETTUALE ARTISTA

Sono passati ventuno anni dalla sua scomparsa . L’area d’azione dei suo interessi abbracciava con curiosità ed ironia “l’espressività” attraverso la scrittura e la pittura che viaggiavano, nella sua ricerca, in perfetta sintonia. 

Per ciò che attiene al suo fare pittorico ricordiamo quanto scritto da Rita Bellini in occasione della mostra postuma a lui dedicata nel 2004: ” Nello scorrere dei lavori esposti è ben visibile una esperienza acquisita attraverso un lungo lavoro, infatti lo stesso Colusso (come Assunta Cuozzo dirà nella presentazione) sosteneva ” Che l’operare dell’artista implica un’esperienza didattica”. D’altro canto, nel passato gli artisti  acquisivano tecniche varie, ben esercitandosi per anni, cioè formandosi nelle “Botteghe”, poi nelle Scuole… usanza, oggi, molto spesso dimenticata!  

A significare quella che è stata la attività principe della sua esistenza, quella di docente e ricercatore. Docente nella cattedra di storia dell’arte dell’accademia di belle arti di  Brera, a Milano, in questa veste ricercatore, docente e divulgatore, attraverso la pubblicazione di testi specifici sulla storia dell’arte, presentazioni di mostre ma anche scrittore di racconti divertenti come quello costruito ad hoc: IL DISCORSO DEL PROF. GERHARD SCHÖNBERG DIRETTORE DEL MUSEO INTERNAZIONALE DEL CAVATAPPI, che lo ricorda Conversando con lui mi accorsi subito che era persona di grande cultura e dotato di notevole sense of humour. Per di più lo sentii molto interessato al collezionismo del cavatappi. Mi propose di scrivere un racconto sull’argomento: “Le scriverò il discorso che il direttore del Museo Internazionale del Cavatappi fece in occasione dell’inaugurazione”. L’idea mi piacque perché nel racconto avrei probabilmente trovato la descrizione di cavatappi che nessun collezionista potrà mai possedere, in quanto frutto di fantasia letteraria e che possono appartenere solamente ad un museo virtuale.” Marcello Colussi oltre che scrittore e pittore era anche un abilissimo incisore, percorso che, forse più intimamente sentito, gli ha consentito un rapporto privilegiato con il campo visivo nel quale operava e che animava con le sue figurazioni attraverso tonalità differenti di grigio (acquatinta) una libertà espressiva più coerente con il suo mondo immaginario. La sua pittura racconta una storia che, con un linguaggio personale ricca di citazioni dell’esperienza artistica del moderno , assume un tratto assolutamente personale, culturalmente libero da condizionamenti modaioli dell’epoca , sopratutto da quelli che vedevano, nell’uso o citazione della figurazione, una sorta di dietrologia dell’arte.

 

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