Invia alla redazione

Centralmente è il tuo quotidiano, entra a farne parte!

Invia un articolo, potresti vedere la tua firma pubblicata sul giornale.


12/05/2021
HomeEdizioniChieti“Emozioniamoci per dare un calcio al bullismo” Un convegno propositivo a Lettomanoppello

“Emozioniamoci per dare un calcio al bullismo” Un convegno propositivo a Lettomanoppello

 

di Daniele Rossi

Scuola e sport uniti per dare un calcio al bullismo. Questa la finalità del convegno che ha dato il via al progetto “Emozioniamoci”, promosso dall’associazione Medea Odv. Il convegno ha avuto luogo presso la Sala Consiliare del Comune di Lettomanoppello (PE). L’evento ha visto la collaborazione dell’emittente televisiva Vera Tv, che ne ha curato la diretta all’interno del programma “Vera Mattina”. Il progetto nasce con il patrocinio del Coni, della Regione Abruzzo e della Pescara Calcio. Si tratta di una sorta di staffetta che andrà a toccare anche altre regioni oltre all’Abruzzo, come Marche, Lazio, Toscana, Puglia e Sicilia. Lo sport come mezzo di integrazione sociale può dare un grande contributo per arginare un fenomeno in preoccupante ascesa come il bullismo.che spesso va a condizionare pesantemente il clima all’interno degli istituti scolastici, come ha fatto emergere la prof.ssa Maria De Sanctis, Dirigente Scolastica dell’Istituto Comprensivo di Manoppello, che ha sottolineato come «sia necessario ristabilire un’alleanza educativa con tutte le associazioni del territorio e le famiglie. I ragazzi sono partecipativi quando si tratta dello sport. Il concetto di squadra ha una finalità comune: rispecchiarsi nell’altro. Per il fenomeno del bullismo il Miur ha messo a disposizione una piattaforma. Nel mio istituto comprensivo ho attivato un vero e proprio team con competenze specifiche.» Dunque lo sport deve necessariamente farsi promotore di pratiche di comportamento virtuose, in quanto rappresenta lo specchio della nostra società. Come ha tenuto a ribadire nel suo intervento anche Francesco Longobardi, presidente dell’associazione Medea Odv: «Lo sport è agenzia culturale specchio della società moderna, che può essere utilizzato per diffondere il contrasto al bullismo, un fenomeno in crescita. Vogliamo dialogare con i ragazzi per contrastare questa piaga sociale.» A fare gli onori di casa sono stati il Sindaco di Lettomanoppello, Simone Romano D’Alfonso, e l’Assessore alle Politiche Sociali Luciana Conte, che spiega come «l’associazione Medea ha attivato da quattro anni uno sportello nel Comune di Lettomanoppello. L’anno scorso si è spostata anche nelle scuole perché sono subentrate delle problematiche sociali dopo il lock-down». Accanto alle figure istituzionali erano presenti anche rappresentanti delle Forze dell’Ordine, come il Maggiore Savini, comandante della Compagnia dei Carabinieri di Popoli, insieme ad altri rappresentanti della Questura. Tutti gli enti del territorio hanno così voluto dare un segnale forte per ribadire quanto sia importante attivare una sinergia finalizzata a diffondere la cultura della non violenza, che troppo spesso viene messa in discussione da comportamenti dannosi e lesivi da parte dei più giovani. Era atteso anche il Presidente della Pescara Calcio Daniele Sebastiani, che a causa di un imprevisto è stato costretto a dare forfait. Non ha voluto far mancare la sua presenza invece il campione di tennis in carrozzina Andrea Silvestrone. Lui ha voluto esserci per raccontare la sua esperienza di forza e di coraggio: «Sono affetto da due patologie. La carrozzina mi ha portato ad una forma di libertà, mi ha insegnato tanto. 

Le disavventure della vita possono essere trasformate in una grande opportunità. La sfida è contro le mie patologie, il rischio è sentirsi isolati. Lo sport in tutto questo è stato un volano fondamentale, è uno dei tanti strumenti che non ti fa sentire isolato. 

In ognuno di noi c’è un grande talento. Non ho paura delle mie patologie. Il futuro è scoprire qualcosa di noi che non sapevamo di avere. Il ragazzo vittima di bullismo deve capire che la sua è una sconfitta costruttiva. La vita ricomincia anche quando non ti puoi rialzare.» Quella dell’atleta paralimpico è un’esperienza da tramandare. Un modello di vita che ci insegna come lo sport non conosce confini ed abbatte tutte le barriere.

Post Tags
Nessun Commento

Inserisci un commento