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01/17/2022
HomeLa RivistaCultura&ArteRED ZONE – GALLERIA PAVART ROMA – A CURA DI VELIA LITTERA

RED ZONE – GALLERIA PAVART ROMA – A CURA DI VELIA LITTERA

La manifestazione alla PAVART di Roma, costruita dalla intuizione e sicura capacità organizzativa di Velia Littera, vuole essere un momento di riflessione sulla contemporaneità del fare arte nel suo rapporto con la situazione di contingenza legata alla pur necessaria pletora di precauzioni che, le nostre comunità, vivono dentro il fenomeno pandemico che le attanaglia, fuori comunque dalla normalità del vivere quotidiano. Il senso di costrizione, la paura costante, la diffidenza verso l’altro, comunque la distanza “dall’untore” e poi la speranza che tutto ciò, l’incubo, la malattia, la paura si volatilizzino. Questo è il senso di questa mostra che combatte, con il linguaggio che le è proprio, la claustrofobia che ci attanaglia tutti nella certezza che non possa diventare anche la nostra futura realtà quotidiana.

Dodici artisti sono stati scelti come testimoni, a dar voce, attraverso il loro lavoro,  alla contestualizazione del senso della paura di una nuova normalità. Da qui il grido PERICOLO !

 La mostra RED ZONE ha come protagonisti: ANTONIO LA ROSA, CAROLA MASINI, FERDINANDO CARBONE, FRANCESCA NESTERI, GIOVANNI TRIMANI, GIUSEPPE BARTOLOMEI, MANUELA SCANNAVINI, MONICA SARANDREA, OLGA TEKSHEVA, ROBERTA MORZETTI, SALVATORE CAMMILLERI, STEFANO TRAPPOLINI, CALTANINO, BARBARA LO FARO.

Per meglio comprendere il senso dato alla mostra dagli sviluppi formali di ognuno proveremo a tracciare un breve profilo degli artisti, lasciando ai lettori il piacere della visita alla mostra nella scoperta delle intuizioni formali “urlate” dalle diverse sensibilità espressive presenti.

ANTONIO LA ROSA si è formato culturalmente alla scuola di recitazione di Carlo Merlo a Roma e, a Los Angeles, sotto la guida di Bernard Hiller. Affascinato da tutti gli elementi che ruotano intorno a quel mondo si dedica anche, professionalmente, alla pittura e alla scultura, che sono diventati oggi i suoi principali ferri del mestiere. Esprime la propria vocazione attraverso opere che raccontano forme che ricordano architetture razionali, liberamente manipolate e deformate e sempre isolate dal mondo circostante, espresse anche pittoricamente attraverso un gesto veloce e particolarmente colorato .

    

CAROLA MASINI. La sua ricerca, incentrata sulla scultura e sulla pittura privilegia l’uso di materiali poveri e di recupero. Il risultato è un prodotto bi- tridimensionale colto, dove l’uso della materia è perfettamente coerente con lo spazio che la contiene, dentro il campo visivo ordinatamente padroneggiato dall’artista che, discrezionalmente, se ne serve per dar vita e corpo a situazioni formali di differente natura. Tutto ciò in armonia con il colore, la forma i materiali di costruzione, dal quale emerge, prepotentemente, una sensibilità poetica che conferisce al suo lavoro quell’aura di bellezza e di mistero possibile solamente nel mondo al femminile.

 

FERDINANDO CARBONE è un avvocato professionista  folgorato “ sulla via di Damasco” dal linguaggio della pittura. Questo amore per la qualità del segno espressionista che racconta le forme, unito ad una non comune sensibilità pittorica nell’uso del colore, narra di un mondo strettamente personale popolato di forme figure e immagini che si fondono. In ogni quadro una storia.

    

FRANCESCA NESTERI. La sua formazione avviene fra il Conservatorio di Firenze, la laurea in Lettere, l’accademia di Belle Arti di Roma. Il connubio di queste conoscenze origina le motivazioni formali del suo lavoro che si articola fra performance e opere tridimensionali dove, fra la personale rielaborazione di echi di modernità novecentesche si sviluppa la narrazione notevolmente supportata da una chiara conoscenza tecnico-formale.

       

GIOVANNI TRIMANI. Artista, pittore, scultore, performer. Il suo lavoro si indirizza verso una ricerca che vede la banalità del quotidiano focalizzarsi, nella fotografia dell’attimo, e quell’attimo è l’intero racconto. La tecnica, sviluppata da autodidata, si è affinata con gli anni dentro una padronanza disegnativa e di sintesi, notevole.

     

GIUSEPPE BARTOLOMEI. Pittore colto e raffinato nella sua sintesi pittorica che racconta dei “muri” su tela. Attraverso una colorazione tonale, raramente inframmezzata da qualche contrasto violento,  racconta la visione di una realtà statica che si modifica con lo scorrere del tempo diversificandone, alla percezione, luci, ombre, spessori. Una sorta di pittorica poetica fra lo Zen e la Metafisica, la meditazione della forma che si rivela nella sua natura formale e pittorica.

   

MANUELA SCANNAVINI. Sociologa artista. Nel suo immaginario convivono varie forme espressive che danno origine a manufatti di uso diverso, dalla gioielleria alla pittura.  In questo contesto sposa il progetto della stilista Elena Binni e crea le CalzeAdArte.

MONICA SARANDREA, artista particolarmente sensibile ai fenomeni della natura che ci circonda riassume, nell’elaborazione della forma che le racconta, figure simboliche e organiche intrise di sensazioni “intimamente legate al femminile”.

  

OLGA TEKSHEVA. Laurea in storia dell’arte presso l’università di Mosca , diploma europeo in fashion, costume design. Il suo lavoro d’artista nasce proprio da quest’ultima specificità, nella rivisitazione del concetto di arte tessile dentro le tecniche tradizionali nella libertà del gioco e della sperimentazione di esse.

     

ROBERTA MORZETTI Si forma all’Accademia delle Belle Arti “Lorenzo da Viterbo” a Viterbo. Inizia le sue esperienze lavorative nel mondo della moda, ideando linee di abbigliamento con materiali riciclati. I medesimi concetti emergono nella lavorazione delle sue sculture eseguite con tecnica mista e originate dal calco positivo-negativo del corpo umano, rimaneggiate attraverso mestiche, le più diverse.

  

SALVATORE CAMMILLERI. La sua formazione avviene dal mondo della grafica e del web design. L’artista indaga con ironia le certezze e le illusioni del vivere contemporaneo attraverso la narrazione ironica della quotidianità.

STEFANO TRAPPOLINI si forma presso l’accademia di belle arti di Roma. La sua ricerca è prevalentemente indirizzata alla pittura ed alla video-arte. Il suo lavoro, dentro una sperimentazione inform-razionale restituisce, in momenti diversi, allusioni ad una personale figurazione espressionista dove il soggetto umano, simile a tanti altri, vive costantemente la propria identità in solitudine.

  

CALTANINO, artista immergente. Con questa simpaticissima definizione di se stesso si presenta con le sue opere nel web. Questo atteggiamento giocoso e apparentemente superficiale, racconta di una intelligenza viva e colta che sguarda in maniera professionale e, allo stesso modo, racconta attraverso una chiara visione dei percorsi della contemporaneità. Le sue sagome-immagini sono veramente ed abilmente immerse nello spazio che le contiene, composite dal punto di vista formale e della colorazione a loro, di volta in volta. riservata.

BARBARA LO FARO. Il suo lavoro si caratterizza attraverso una rara sensibilità nell’uso di una tecnica, apparentemente facile ma sempre estremamente complicata, anche per i professionisti più affermati. L’acquarello con l’aggiunta di matite stemperate in acqua racconta, attraverso la serie di figurazioni – ritratto sempre molto soft, dove solo alcune parti sono abilmente accentuate, di una personalità pittorica attenta ai linguaggi della comunicazione contemporanea, anche nella scelta dei soggetti- autoritratto, narrazione in ognuno di una sensazione unica e irripetibile.

 

Velia Littera nel suo progetto curatoriale e nella scelta degli artisti, ha dato un corpo al disagio del nostro vissuto quotidiano “…la zona rossa, insinuata nella nostra mente, non diventi una ferita permanente tale da bloccare il nostro futuro ma solamente una cicatrice indelebile che rimane lì solo per ricordarci del brutto periodo vissuto…” 

 Velia Littera

      

Pavart Arte Contemporanea, con sede a Roma nello storico quartiere di MonteVerde Vecchio vicino al Gianicolo, in Via Giuseppe Dezza, 6b

 

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