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10/25/2021
HomeLa RivistaFolklore e dialettiATTRARRE, SEDURRE, AFFASCINARE…UN’ARTE?

ATTRARRE, SEDURRE, AFFASCINARE…UN’ARTE?

E’ trascorso veloce l’ultimo tratto del mese di Agosto, quello che ha fatto i conti con la fine delle vacanze ed ha aperto all’approccio con il nuovo anno scolastico. 

Non abbiamo fatto in tempo a metterci dietro le spalle quello trascorso che già incombono le nuove, si fa per dire, istruzioni d’uso per il prossimo. 

Ad essere sinceri durante questi mesi estivi le televisioni, più o meno tutte, hanno fatte a gara nel ricordarci che saremmo dovuti tornare a scuola, che i problemi del nuovo anno scolastico, tanto simili ai vecchi, anzi ancor più marcati, stavano per venirci incontro, che avremmo dovuto  si sarebbe dovuto…  sarebbe stato il caso di… Consigli per lo più gratuiti e ispirati al convincimento che quello che non si è fatto a suo tempo lo si sarebbe fatto durante la chiusura delle scuole, cioè tra luglio e agosto, due mesi straordinari e strani. Sì, perché una prima parte di Luglio se ne va per completare le incombenze connesse con le prove di esame, per la conclusione  delle attività e per ricordare e sollecitare, ancora volta e a chi di dovere, soprattutto ad enti comunali e provinciali, gli interventi segnalati ripetutamente e mai soddisfatti.  

La seconda metà del mese non dura più di quindici giorni e, subito dopo, c’è l’inizio di agosto che fa i conti con le fatidiche chiusure connesse con motivi “ricreativi”. 

Il bello è che siamo ancora convinti che ciò che non è stato fatto prima lo si possa fare dopo Ferragosto, quando tutto muove intorno al dilemma “Green pass: si o no?” E se “si”, per chi? E col controllo di chi?

Insomma un’estate che non ha risparmiato di tediare quanti la scuola l’avevano appena lasciata per una giusta meritata pausa di relax e chi, soprattutto genitori che, per la prima volta, l’avrebbero vissuta, a settembre,  con i loro figlioli.

I primi di settembre vedono il rincorrersi di pareri e consigli dei diversi esperti (psicologi, sociologi, pedagogisti, nutrizionisti, qualunquisti…) in merito al senso dell’educazione di giovani e giovanissimi. Non manca, ovviamente, il bombardamento pubblicitario che tocca da vicino i più piccoli. C’è di tutto: dai colori più colorati e meglio coloranti, agli zainetti alla moda, ai troller 

Sì, a scuola col troller! Ogni bambino col suo così è più facile, all’uscita, intralciarsi a vicenda, magari ruzzolare – e anche rovinosamente – se non si è riuscito, ancora, a fare a meno, all’interno degli edifici, della presenza di gradinate e scalini.

Il personale scolastico non arriva più all’inizio del nuovo anno scolastico con la piacevole emozione della nuova avventura. 

No! Ci arriva con l’ansia per le cosiddette “incognite” che non si riferiscono più alle competenze, bensì alle incombenze sempre più stravaganti e meno legate al suo professionale. 

Di rimando l’ansia degli insegnanti toglie alla ripresa dell’attività tutto il bello ch’essa ha sempre avuto e che si traduceva in una festa dell’accoglienza non solo per chi accedeva per la prima volta nel mondo scolastico, ma anche per quanti tornavano ad accedervi, di volta in volta più cresciuti, perciò diversi da come ne erano usciti per le vacanze.

 

Da dirigente scolastico, ho visto genitori commuoversi nell’affidare i loro figlioli agli insegnanti, ma ho visto anche tanti insegnanti, soprattutto di Scuola dell’infanzia, condividere quella commozione nell’accogliere i bimbi ed anche nel condividere il loro passaggio dall’Infanzia alla Primaria, nel “facilitare” quel passaggio, un rituale dell’ affidamento e non della semplice consegna. L’avvio del nuovo anno scolastico rappresentava comunque una festa: una festa di colori, di attenzioni, di emozioni. 

Per quanto di competenza e con una vera intesa collaborativa fra sciola e famiglie ci siamo convinti che l’arte della seduzione in educazione fa miracoli.

                                           

Ma per sedurre bisogna affascinare, saper essere attrattivi nei modi, nel fare e non fare, nel comunicare e tacere, nell’ascoltare e parlare, soprattutto nell’avere il coraggio di essere se stessi sempre.

Il problema non risiede nella quantità-qualità di cultura che si possiede, nei “” e nei “no” che si utilizzano quanto, piuttosto, nel saper essere coerenti e sorridenti sempre, nel pronunciare sia l’uno che l’altro e di non farlo mai cervelloticamente. 

L’educazione è davvero l’avventura più bella che gli adulti hanno il privilegio di poter vivere insieme ai più giovani, una osmosi non solo culturale, ma socio-affettiva e umana e della quale è possibile verificare i risultati. 

L’educazione, si realizza vivendo e la vita è sempre, e comunque, un percorso educativo per chi la vive, anche se a volte, e a tratti, intenzionale ed altre volte, e a tratti, occasionale. 

Scuola e famiglia non hanno alibi che possano giustificare i fallimenti. I figli vengono al mondo perché due persone fanno in modo che ciò accada. 

I bambini iniziano a frequentare la Scuola perché degli adulti “genitori” e degli adulti “maestri” si impegnano, con un contratto formativo, a co-gestire al meglio e per il meglio la sua poliedrica formazione.

Attrarre, Affascinare, Sedurre

Per attrarre, cara Scuola, niente più specchietti per allodole, niente vetrine accattivanti, ma solo tanta vita vera in più all’interno dei Piani formativi, i POF o PTOF, che già nel nome sanno di tonfo, di caduta, di appiattimento verso il basso. 

Non corse sulla Luna, ma camminate sulla Terra, camminate da fare tutti insieme e nel rispetto della specificità di ciascuno, dei suoi tempi e ritmi. 

Ci sarà qualcuno dal passo spedito, qualche altro che ama saltellare; alcuni si incanteranno, se di sera, a contare le stelle, altri a stupirsi del creato. 

Ci saranno gli instancabili del pallone, i taciturni, gli innamorati della musica, i ciarlieri, i digitali e gli amanuensi. 

Ci saranno i pigri e gli sveltoni, i semplici e i furbi. Bene, dovrà esserci considerazione per ognuno e apprezzamento per i diversi impegni individuali e di gruppo; soprattutto dovremo fare in modo che si accordino le diversità dei singoli e diventino sussidiarie le specificità di ciascuno. 

L’educazione è orchestrazione!

Attrarre è già tanto, ma non basta, occorre anche affascinare. Che vuol dire?

Semplicemente che non è sufficiente far sì che qualcuno sia attratto, che si avvicini; bisogna, poi, trasmettergli e accendergli il desiderio del vivere l’esperienza promessa e ciò è possibile se ognuno trova credito vero, accoglienza per ciò che è, facilità di comunicazione e disponibilità di ascolto e sostegno. Insomma una partitura per ciascuno nel rispetto degli strumenti di ciascuno.

Tutto questo fa parte dell’affascinare: del rendere piacevole e soddisfacente l’ambiente umano e quello fisico, comprensivi i linguaggi, graduate le attività, stimolanti i percorsi formativi.

Come si fa ad affascinare? Non certo fingendo di essere ciò che non si è, ma rinforzando e curando al meglio le proprie qualità personali, umane e professionali e fare sì che appaiano, che siano visibilissime. Non dimenticando mai che  affascinare” vuol dire  attirare e non respingere, conquistare e non abbandonare.

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