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09/18/2021
HomeEconomiaDistilleria Toro. Casa nuova vista Parco, immersa nel “Green”

Distilleria Toro. Casa nuova vista Parco, immersa nel “Green”

Concluse ad Agosto le attività di trasferimento della produzione della storica Distilleria Toro nel nuovo opificio ubicato in Via Tiburtina Valeria, al km 142,44, sempre nel comune di Tocco Da Casauria (Pe), dove nacque nel 1817 il primo storico ‘Centerba Forte’.

L’area su cui si estende è di ca 5.000 mq, con una superficie coperta è di complessivi 1.450 mq, dove a pian terreno sono ospitati i laboratori, gli impianti, i macchinari e i magazzini, e al secondo piano gli uffici.

La scelta del sito è stata individuata tra quelli non soggetti a particolari vincoli urbanistici che ne precludessero l’ulteriore sviluppo e dove, in ottica di auspicabile crescita, sarà possibile realizzare sullo stesso sito ampliamenti per ulteriori 2.600 mq.

Il potenziamento delle linee di produzione e l’introduzione di sistemi robotizzati per l’elevata automazione dei processi di confezionamento, marcatura ed etichettatura permette oggi a Distilleria Toro di contare su una capacità produttiva giornaliera di 25.000 bottiglie, ca 6 mln/anno. Un potenziale che permetterà all’azienda di rispondere con la massima rapidità alle esigenze della clientela e guadagnare competitività su di un mercato consolidato, sviluppando strategicamente il portafoglio prodotti per espandere il marchio all’estero e rafforzando la divisione dedicata alle produzioni personalizzate conto terzi con un servizio completo, curato internamente dalla ricetta al packaging. 

Dal 1817 il marchio Toro è identificato con il liquore Centerba Forte e con l’Abruzzo…”, spiega Fabrizio Mascioli, C.E.O. dell’azienda, “…a Tocco Da Casauria la Distilleria opera in un rapporto di reciprocità che ha da sempre avuto tra le sue priorità quella di rappresentare un valore aggiunto anche per l’ambiente e il tessuto socio-economico circostante. Per questo senso di appartenenza la necessità di individuare una opzione nuova per fronteggiare la crescita del marchio Toro non poteva che essere soddisfatta qui in Abruzzo, continuando a puntare ad un modello di sviluppo che mette a sistema stimoli ed energia, know-how imprenditoriale e reti locali, ma non solo. Per affrontare la sfida dei mercati oggi non basta modernizzare e attrezzato uno stabilimento, c’è bisogno di diversificazione e di prodotti. Abbiamo investito e continueremo a farlo dando vita ad un nuova linea che vedrà il lancio entro l’inverno in cui, oltre alla qualità intrinseca dei prodotti, puntiamo a racchiude la suggestione e le potenzialità di un territorio, l’Abruzzo, dove il sole e il caldo del mare, l’aspra montagna e la dolcezza delle colline si fondono in un unicum meravigliosamente italiano”. 

Attraverso la nuova linea Distilleria Toro intende valorizzare la qualità di ingredienti autoctoni, coltivati biologicamente in apposite aree controllate e incontaminate dell’ambito geografico dell’Ente Parco Nazionale della Majella col quale ha stipulato apposita intesa, e la capacità di interpretare il valore e l’importanza della protezione dell’ambiente che hanno fatto considerare l’Abruzzo la maggiore area naturalistica d’Europa, vero “Cuore Verde del Mediterraneo”.

La storia della Distilleria Toro, iniziata oltre duecento anni fa, prosegue oggi verso l’orizzonte di quella rivoluzione culturale “Green” che sta disegnando percorsi, stili di vita e modi di generare ricchezza del tutto diversi da quelli conosciuti finora. In questo percorso l’azienda ha avviato una importante collaborazione con il Laboratorio di Chimica delle Sostanze Farmaceutiche Naturali del Dipartimento di Farmacia dell’Università di Chieti Pescara che ha già portato a brevettare l’invenzione del metodo di estrazione selettiva dei principi attivi amari da foglie di Gentiana Lutea come validissima alternativa alla radice.

La coltivazione, di per sé già legata a particolari fattori climatici e geografici, è messa a rischio dall’utilizzo a scopo commerciale della radice che trova la massima profittabilità in organismi di almeno 5 anni di vita (periodo che dovrebbe quindi essere atteso per un efficace ripopolamento). L’impiego delle foglie di Genziana gialla – quindi l’importanza del brevetto – presenta l’indubbio vantaggio di preservare la sopravvivenza nell’ambiente naturale della pianta, protetta dalla Legge Regionale n. 45 dell’11 settembre 1979, e similmente con atti legislativi simili in altre regioni italiane dove la stessa specie è endemica.

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