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10/19/2021
HomeLa RivistaCucina&CantinaOTELLO Nero di Lambrusco della cantina CECI

OTELLO Nero di Lambrusco della cantina CECI

LAMBRUSCO

Diciamo la verità: il lambrusco è stato per molto tempo considerato un vino di scarto sia per la sua bassa qualità che per la scarsa propensione ad abbinarlo a ciò che arrivava in tavola . Da qualche decennio le cose sono cambiate radicalmente tanto da diventare il simbolo enologico di una intera regione. Oggi mettiamo nel nostro bicchiere un fuoriclasse assoluto: OTELLO  Nero di Lambrusco della cantina CECI. Ebbene, come è nato il mito della cantina Ceci ?  Era il 1938  quando Otello Ceci, famoso oste della bassa provincia parmense, si accorse che nella sua piccola trattoria gli avventori apprezzavano tanto i tradizionali salumi, quanto il lambrusco che produceva con i suoi figli acquistando l’uva dai contadini della zona, per poi destinarne il vino alla mescita. Da allora, quando i figli di Otello, Giovanni e Bruno, erano ancora dei bambini, anno dopo anno, stagione dopo stagione, non è stato mai mancato l’appuntamento con il rito della vendemmia e della vinificazione, che presto diventò la principale attività di Otello e dei suoi figli, tanto che i quasi quattrocento viticoltori della zona iniziarono a fare a gara per vendere alla famiglia Ceci il meglio del loro raccolto.
Nonostante siano passati diversi decenni, l’azienda è ancora oggi saldamente nelle mani dei figli e dei nipoti di Otello, ed è proprio dalle loro menti e dalle loro mani che, con il trascorrere degli anni, hanno visto la luce alcuni dei prodotti più apprezzati del territorio, dal mitico Lambrusco “Terre Verdiane” al grande “Otello Nero di Lambrusco”. Al momento, sono oltre due milioni le bottiglie prodotte annualmente: una quantità enorme, che però è figlia della stessa filosofia di un tempo, per cui interpretando le più antiche tradizioni territoriali, senza mai stravolgerle, prendono vita alcuni dei vini più simbolici dell’intero panorama enologico emiliano. Ma non finisce qui: l’intelligenza e la lungimiranza delle nuove generazioni che reggono le redini dell’impresa, è stata tale da riuscire, non solo a innalzare il livello qualitativo del prodotto, ma anche di veicolare l’immagine del Lambrusco sfruttando un packaging inconfondibile e accattivante. 

Provenienza:  Parma – Emilia

Annata : 2019

Gradazione alcolica: 11% vol.

Varietà delle uve:  Lambrusco Maestri100%

Tipologia: Le vigne sono ubicate sulle colline del comune di Parma .

Vinificazione: la vendemmia viene fatta tra fine settembre ed inizi di ottobre attuando una macerazione breve di 5 7 giorni  sulle bucce  a bassa temperatura e presa di spuma con il metodo Martinotti  . 

Caratteristiche organolettiche:  Colore Rosso porpora  con riflessi violacei tendenti al nero; al naso esprime delle note allegre di fragola, di mora, di lmpone, di liquirizia, di cannella; una complessità inconsueta  per un lambrusco  che al palato conferma la sua dolcezza accattivante, spessa, cremosa, fruttata e persistente. Qualcuno, a dire il vero con molta immaginazione, l’ha definito  “ lo champagne rosso dell’Emilia”.

Temperatura di servizio: 8-10 °C  mantenendolo al fresco. Personalmente consiglio di berlo a 4-6° C specie  se utilizzato in aperitivo.

Abbinamenti : il meglio lo esprime con i salumi della tradizione parmense, con un piatto di culatello,parmigiano e gnocco fritto, con agnolotti burro e salvia ma, per chi vuole osare, può provarloin aperitivo con una bruschettina di fegato di merluzzo e scagliette di parmigiano. 

m. travaglini

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