Invia alla redazione

Centralmente è il tuo quotidiano, entra a farne parte!

Invia un articolo, potresti vedere la tua firma pubblicata sul giornale.


09/18/2021
HomeLa RivistaMancini-Vialli, un’amicizia che vale l’Europeo

Mancini-Vialli, un’amicizia che vale l’Europeo

Quell’abbraccio e quelle lacrime resteranno l’immagine più bella della finale di Wembley. E non solo per la vittoria di questo Europeo. Ma perché certi legami vanno ben oltre il calcio. Mancini-Vialli, un’accoppiata vincente nata ai tempi della Sampdoria, quando i due erano giovani calciatori di belle speranze. Coppia-gol che portò quella Samp allo scudetto del 1991. E anche alla grande delusione di una Coppa dei Campioni persa l’anno successivo contro il Barcellona in finale, proprio a Wembley. Così i due con la Nazionale si sono andati a riprendere quello che avevano lasciato 29 anni fa nello stadio londinese. Una piccola rivincita personale insomma, all’interno di questa gioia immensa che gli Azzurri sono stati in grado di regalare. Per questa avventura il Mancio aveva voluto proprio il suo amico Luca in veste di capo-delegazione. A dire il vero, per Vialli questa chiamata era arrivata dopo un periodo non facile. Lui era riuscito a vincere la battaglia più dura, quella contro il cancro.

E proprio il Mancio ha pensato bene di ridargli i giusti stimoli, facendolo tornare nel suo mondo, quello del calcio. Così Vialli ha contribuito a far comprendere a questi giocatori l’importanza di vestire la maglia azzurra e di rappresentare una nazione intera. «Se sei azzurro una volta, sei azzurro per sempre», aveva sottolineato alla viglia dell’Europeo. I due insieme hanno saputo realizzare un’alchimia vincente. Proprio quella del gruppo è stata una componente importante per gli Azzurri. Da subito si è visto come tra i ragazzi di Mancini si sia creato un grande affiatamento. Hanno saputo essere una squadra nel vero senso della parola, dimostrando di saper lottare nei momenti più duri, al di là dei valori tecnici. Un gruppo dove ha sempre regnato l’armonia e il sorriso, quella voglia di sdrammatizzare anche nei momenti più delicati. In questo Vialli ha saputo fare da maestro, lui che di partite importanti ne ha giocate davvero tante. Proprio insieme al ct, quando erano allenati da un certo Vujadin Boskov. Più che un allenatore, un maestro di vita. Celebri sono rimaste le sue tante massime, a testimonianza del suo grande carisma. I “gemelli del gol” hanno imparato tanto da lui, riuscendo a riproporre i suoi insegnamenti e creando un gruppo vincente. Mancini ha scelto uno staff nel segno del blucerchiato includendo, oltre a Vialli, anche il suo vice Evani e i collaboratori Lombardo, Salsano e Nuciari. Tutti accomunati da trascorsi doriani. L’ottimo lavoro del CT e dei suoi uomini ha saputo mettere d’accordo un po’ tutti, a suon di vittorie. Dietro a questo successo c’è però anche un retroscena, che vede protagonista proprio Gianluca Vialli. Infatti nella prima partita  degli Europei vinta contro la Turchia, l’autista del pullman dimenticò il capo-delegazione. Così è nato una sorta di rito scaramantico, con Vialli costretto a salire sempre per ultimo sul pullman prima di ogni partita. Un rito che, a giudicare dai risultati, ha sortito gli effetti sperati. Insomma, un ritardo più che giustificato. Che anche uno come Boskov avrebbe concesso volentieri.

Post Correlati

Nessun Commento

Inserisci un commento