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09/18/2021
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L’AUTONOMIA PSICOMOTORIA

   Le attività motorie razionali sono, in alcuni periodi della nostra vita, necessarie e, in altri, essenziali e non dovrebbe essere lo “spirito” del singolo o la necessità del momento a ricordarcelo.

   Il gusto per il movimento sano dovrebbe trovarsi nell’animo di chiunque ami sé stesso e la propria dimensione psico-fisica.

   L’età evolutiva, con i suoi processi auxologici, incomincia nella vita intra-uterina e si sviluppa attraverso varie fasi, vari periodi, caratterizzati da momenti diversi di crescita e di cronologica maturità psico-fisica, etica e sociale, fino ad oltre il ventunesimo anno di età.

   Il processo di crescita riconosce, nel primo periodo della vita post-natale, la formazione strutturale primaria e per essa prevede la più grande delicatezza d’intervento e soppesa la negativa disponibilità, del bambino, ad assorbire i più vari e disparati fenomeni che possano influenzare il suo sviluppo.

   Questo primo periodo è delicato perché mutevole ed influenzabile, è l’inizio di ogni processo di accrescimento, dal campo umano, a quello animale, a quello vegetale. È delicato perché l’IO, nocchiero della futura unità psico-fisica, ha ancora dei contorni così labili e si presenta con una struttura così sfuocata, che non sa essere regolo di autonomo potere decisionale; ha bisogno di un canovaccio di vita organico, razionale e di un ambiente consono e adeguato.

   La motricità prenatale è capitolo fondamentale per capire lo sviluppo psico-motorio successivo. La gestualità, al momento del parto, si presenta con poche, ma significative, posture e con dinamismi convulsi e fatti, principalmente, di flesso-estensioni: l’area uterina è stata una preziosa palestra, ma di “ridotte” proporzioni!

   Tutta la gestualità parte dal ricordo della posizione fetale e dai vivaci movimenti (soprattutto degli arti inferiori) che, dopo il parto, diventano basi per la futura, grande, motricità del primo anno di vita.

   I suoni, le luci ed i colori, rappresentano gli stimoli indispensabili per arrivare alla parola. I rapporti oculo-motori ed i riflessi posturali portano alla deambulazione quadrupedica ed a quella eretta, con il passaggio dalla lallazione alla parola.

   Il commercio ludico è gioco d’esercizio e tutto si fa per soddisfare la necessità del movimento funzionalizzante, accompagnato da espressioni verbali mature e significative. Questa fase porta il bambino al dialogo con gli altri ed al passaggio dal gioco in parallelo al gioco sociale. Dalla fase dell’imitazione passa a quella della regola, mentre matura sempre di più il linguaggio.

   I movimenti si fanno volontari, con precise immagini ideomotorie, per arrivare alla motricità automatica.

   Il simbolismo corporeo degli anni precedenti ha portato il bambino al gesto simbolico ed ha trasformato il suo linguaggio psicofisico in espressione verbale. Lo sviluppo della psicomotricità dipende dalla maturazione, ma è altrettanto legato all’ambiente ed all’apprendimento.

   Il linguaggio verbale, quindi, diventa ponte fra il pensiero e l’azione, ma ad esso si arriva, solo, con l’esperienza del gioco sensomotorio e con l’apprendimento gestuale del simbolismo, ricordando che l’ambiente equilibrato è base importante, alla pari dell’esperienza ludica, per arrivare alla maturazione posturale e gestuale.

   Tutte queste fasi dello sviluppo, che saranno oggetto dei futuri articoli sulla scienza del movimento e del benessere, sono momenti del processo di crescita che conducono il bambino all’autonomia relazionale. Lo sviluppo, in età evolutiva, porta l’unità psicofisica ad una relativa stabilità delle caratteristiche personali, che saranno base per la piena maturità fisica, psicologica e sociale del futuro uomo. 

   

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