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09/22/2021
HomeLa RivistaAttualità e AmarcordZICHICHI AMICO DEL GRAN SASSO SALVERA’ L’ACQUA DEL TRAFORO?

ZICHICHI AMICO DEL GRAN SASSO SALVERA’ L’ACQUA DEL TRAFORO?

      L’Università degli Studi di Teramo e il Santuario di San Gabriele dell’Addolorata ospiteranno il meeting internazionale “La scienza per la pace”. Protagonisti della due giorni saranno i centri di ricerca e le università abruzzesi, con la partecipazione di noti scienziati di fama internazionale. Fra questi il fisico Antonino Zichichi, al quale verrà conferito l’Ordine di Guido II degli Aprutini, la massima onorificenza dell’Ateneo teramano. Un’occasione da non perdere per richiamare l’attenzione dell’illustre uomo di scienza sul problema irrisolto della ”emergenza Gran Sasso”. In riferimento all’inchiesta della magistratura non ancora conclusa sullo stato di alcuni tratti delle gallerie dei laboratori, dove viene raccolta la maggior parte delle acque, poi destinate all’uso idropotabile per 700mila cittadini abruzzesi. “Non è in grado di garantire la collettività”- questa una prima conclusione delle indagini, che forse basta per rinnovare un appello, rispettoso e convinto, al padre del più grande laboratorio sotterraneo del mondo sotto il Gran Sasso: Antonino Zichichi. Maestro di tutti noi per spiegarci, con lo studio dei neutrini, come è fatto l’universo che ci circonda. Una eccellenza che il mondo vorrebbe copiarci e che ora dispiace collegare alle misere carenze ambientali dei Laboratori e all’acqua che beviamo. Vecchio rebus irrisolto che anche il prof. Zichichi conosce dal 2002, quando capitò il primo rischioso incidente con contorno rovente di polemiche. Per l’occasione, l’illustre studioso usò parole forti e rassicuranti. Vorremmo ricordargliele:” Noi scienziati siamo gli ultimi a voler recare danno al nostro paese…abbiamo realizzato progetti pilota come quello di Chernobyl per dire ai governi: se volete risolvere davvero i problemi delle “emergenze planetarie”, noi vi diciamo cosa occorre fare”. Ma per il Gran Sasso i governanti non sanno chiedere né sanno fare: inadempienti e basta. Non resta che rinnovare l’appello della speranza al prof. Zichichi, autorità di alto profilo, che le soluzioni sa sicuramente ottenerle per restituire a tutti la salubrità dell’acqua che beviamo.

    Da ricordare che il prof. Zichichi è un vero protagonista, fra scienza e fede, ai vertici del CERN di Ginevra e padre nobile dei Laboratori di Fisica Nucleare del Gran Sasso. Di quelle grandi infrastrutture fantascientifiche che attirano studiosi da ogni parte del mondo, conosciute da molti grazie alla non comune bravura di raffinato divulgatore del prof. Zichichi, che a suo tempo ha introdotto anche gli sprovveduti ai segreti della rete mondiale di rivelatori che osservano i vari aspetti del fenomeno delle Supernovae, le “stelle che esplodono”.

L’illustre studioso sa che, fra comunità locale e Laboratori dell’IFN, i rapporti non sono mai stati idilliaci e sereni. Dalle roventi polemiche per il “no” alla galleria di servizio e poi per il grave incidente del 16 agosto 2002, quando Zichichi si confermò bravissimo nel difendere i Laboratori del Gran Sasso. “Nella mia qualità di membro della Federazione Mondiale degli Scienziati –sono sue affermazioni-, debbo dirvi che noi siamo l’unica associazione scientifica al mondo ad aver realizzato progetti-pilota come quello di Chernobyl. Per dire ai governi: se volete risolvere davvero i problemi delle ‘emergenze planetarie’, noi vi diciamo cosa occorre fare. Siamo gli unici al mondo a poter essere presi sul serio”. Ecco perché, dopo quanto si è drammaticamente verificato per l’acqua del Traforo, il tema dovrebbe avere la giusta attenzione degli studiosi e del prof. Zichichi in particolare. Il quale, rompendo il silenzio, può farsi certamente assertore, supervisore e garante di quel “piano d’interventi”, attualmente ancora nel vago, per dare urgente riscontro alle gravi problematiche ambientali del Traforo e dei Laboratori dell’IFN, che a causa del “rischio inquinamento” sono oggi guardati con sospetto e preoccupazione. Una “emergenza” ancora in attesa di rassicuranti risposte sull’acqua che i cittadini abruzzesi sono costretti a bere quotidianamente.

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