Invia alla redazione

Centralmente è il tuo quotidiano, entra a farne parte!

Invia un articolo, potresti vedere la tua firma pubblicata sul giornale.


07/30/2021
HomeCalcioL’ITALIA con l’AUSTRIA può bissare il successo del 1936 a Berlino nel nome di Annibale Frossi che fece due gol alle Olimpiadi

L’ITALIA con l’AUSTRIA può bissare il successo del 1936 a Berlino nel nome di Annibale Frossi che fece due gol alle Olimpiadi

di Dante Capaldi

Sono trascorsi 85 anni dalla  storica vittoria dell’Italia ai danni dell’Austria per 2-1 che fece vincere agli azzurri di Pozzo l’Unica Olimpiade della Storia,a Berlino.

Un successo della nostra nazionale che scegliamo, tra gli altri, perché prestigioso e  ben augurante per una possibile replica, sabato 26 giugno pv, alle 21,  negli attuali “europei” a Londra.

In quella occasione i due gol furono  messi a segno da Annibale Frossi (che realizzò 8 reti nelle cinque partite in cui giocò) e che costituisco ancora oggi un vero record.

Ma chi era Annibale Frossi?

Un atleta che  militava con la maglia dell’Aquila calcio acquistato  da Adelchi Serena ( per fare grande AQUILA) e che era nato  a Muzzana del Turgnano (Udine) il 6 aprile 1911.

Frossi fu convocato da Pozzo per dare all’Italia velocità e  capacità di penetrazione e il capocannoniere ripagò la fiducia del C.T. con una prestazione esaltante e vincente.

Giocava con gli occhiali e fu soprannominato “il Dottor Sottile”, avendo già conseguito la laurea in giurisprudenza nonostante la sua giovanissima età.

Dopo l’epica olimpiade berlinese, Frossi fu ceduto all’Ambrosiana Inter per 40 mila lire e giocò in seguito a: Padova, Bari , Busto Arsizio con la Pro Patria. e il Como nel 1945-46.

E’ stato anche un brillante allenatore ed ha chiuso la carriera di tecnico al Napoli, dopo l’esperienza giornalistica al “Corriere della Sera” e a  “Il  Giornale Nuovo”.

Quando lo intervistammo nella città partenopea, prima della sua morte ( avvenuta  il 2 marzo 1999), alla nostra domanda : quale fosse la partita perfetta  ci rispose che:  “era quella che, ben giocata, terminava  O-O!

Il pensiero, oggi ,è volato indietro nel tempo e ci ha fatto rivedere quella vittoria sugli austriaci che  lo consacrò “ l’eroe di quella spedizione.”

Che cosa ricordava degli avversari che aveva battuto?

“Giocarono con molta foga e determinazione.

“Li battemmo con le armi dell’anticipo e della rapidità nelle azioni”.-ci disse- “Sul campo tentarono di

provocarci, ma noi fummo bravi a non cadere nella trappola e vincemmo meritatamente la partita che ci  consacrò   nel mondo olimpico  del 1936:  nel mezzo di due Campionati mondiali di Roma e Parigi del 1934 e 1938 e che ci  consentirono di essere onorati e rispettati  dalle altre Nazioni a livello – calcistico,- sportivo, soprattutto dagli inglesi considerati  I Maestri di questo gioco”.  Ancora oggi,   a distanza di tanti decenni, l’ombra di Annibale FROSSI aleggia nei ricordi di quello storico successo che potrebbe ripetersi e far proseguire la marcia vittoriosa di Roberto Mancini e della sua  squadra azzurra.

Un sogno che può diventare realtà.

 

Nessun Commento

Inserisci un commento