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09/18/2021
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Aiutare è l’infinito del verbo rugby

Il “ Ravagliolano” Direttore di questo  interessante giornale on line, Pierluigi Palmieri, mi sollecita a tornare a scrivere di Sport., dopo un lungo silenzio da parte mia, complice la battaglia  scatenata dal Covid 19 contro di me.  Lo faccio volentieri e voglio dal iniziare mondo del rugby di casa nostra, anche alla luce di quanto da me scritto in Passione Ovale,ovvero “La Storia dell’Aquila Rugby dal 1936 al 2014”. Lì ricordando la massima di Sergio Carnovali ”AIUTARE E’ L’INFINITO DEL VERBO RUGBY”,mettevo in risalto i valori di questo magnifico sport che aiuta a formare l’uomo e il cittadino del futuro.

Lo può confermare lo stesso prof. Palmieri, personaggio doc del mondo sportivo, per i suoi molteplici titoli  e le sue pubblicazioni di alto valore scientifico e specialistico, che è stato in passato molto vicino  ai colori del rugby aquilano, presenziando a numerosi  incontri del Campionato di serie A e di varie gare a livello internazionale con l’Italia tra le  squadre protagoniste.

La prima riflessione   che mi si  prospetta e mi avvilisce… è la sparizione della gloriosa Aquila Rugby  dal mondo rugbystico nazionale ed europeo. Nel 1936 la squadra fu creata da Guglielmo Zoffoli e la società  fu fondata  nel 1946 da Tommaso Fattori, rugbista  che dieci anni prima aveva conquistato il suo secondo scudetto con la Roma e vantava un palmares prestigioso con 5 scudetti, due Coppe Italia e un Campionato Italiano.

Certamente si doveva e poteva fare molto di più per salvare la barca neroverde dalla cancellazione della geografia nazionale, usando  maggiore accortezza ed oculatezza, assecondando il lavoro oscuro di Sergio Parisse e Paolo Mariani, nonché di alcuni importanti personaggi del mondo economico aquilano, si poteva salvare un patrimonio che ci era invidiato anche a livello internazionale.

Lo stesso Galileo Fattori, figliolo di quel grande dirigente a cui è stato intitolato lo Stadio dell’Aquila , mi ha più volte rappresentato che la somma necessaria  per la salvezza era alla portata delle tasche degli aquilani.

Questa considerazione non può che accrescere  il  rammarico e il disappunto  per ciò che si sarebbe potuto fare e non si fece, a causa delle solite  diatribe miste di invidia e gelosia.

 

Ora si dovrà riprendere la storia interrotta con una nuova ripartenza e rinnovata realtà sportiva ed organizzativa, a livello dirigenziale.

Ma per realizzare questo Progetto si dovranno coinvolgere solidalmente altri Club abruzzesi, come il  Sambuceto dell’amico Angelone, ma  dando la priorità  al tandem provinciale Sulmona- Avezzano. L’Unione sportiva  Avezzano rugby fondata nel 1977,dopo varie brillanti vittorie in  serie B, ha partecipato anche alla serie A1 e ha avuto in passato personalità importanti, come  il compianto Angelo Trombetta, Presidente Regionale della FIR, il cui testimone è stato  preso, oggi, dall’aquilano Giorgio Morelli ex nazionale.

Insomma,le premesse ci sono tutte per impostare e far ripartire un NUOVO Corso tenuto conto che nel nostro Abruzzo sportivo vi sono società e realtà composte da atleti davvero  importanti che sono in grado di ripercorrere le gesta di chi li ha preceduti: un nome su tutti: GiovanBattista VENDITTI, di Avezzano: un’ala prestigiosa della nazionale azzurra.

Per il momento mi accontento di parlare della storia. Ci tornerò ancora. 

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