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09/22/2021
HomeLa RivistaLavori socialmente utili per il riscatto sociale dei minori che commettono reati – Intervista a un giudice

Lavori socialmente utili per il riscatto sociale dei minori che commettono reati – Intervista a un giudice

«Per il minore che commette un  reato il problema è  decidere quale sanzione applicare».

È un giudice di un Tribuna­le per minorenni a spiegarmi che nei confronti dei ragazzi, che non hanno an­cora raggiunto la maggiore età, è necessario interveni­re in modo tale da far ac­quisire al minore le pro­prie responsabilità, ma non deve mancare an­che un’azio­ne di pre­venzione, so­prattutto all’interno dei nuclei familiari.

Dottore crede che il nostro codice penale contenga norme adeguate da appli­care nel confronti del mi­norenni?

«Io non condivido com­pletamente gli articoli del testo, secondo me è inadeguato perché è stato pensa­to solo per gli adulti e non per i ragazzi che compio­no reati sotto i diciotto an­ni».

Cosa dovrebbe essere in­serito nel codice?

«In base alla mia espe­rienza bisognerebbe per­mettere ai minori di porta­re avanti più prestazioni di lavoro socialmente utili per tentare di correggere gli errori che hanno com­messo».

Che condanne possono es­sere inflitte ad un minore per un omicidio?

«Anche per loro si può partire da trent’anni di car­cere, ma gli anni di reclu­sione che possono essere inflitti arrivano fino a un terzo della pena».

Per combattere invece la pedofilia quali soluzioni utilizzerebbe?

«Di certo non farei come in Australia che hanno isti­tuito un registro dove saranno iscrit­ti nomi e co­gnomi dei pedofili con­dannati, mi lasciano molto perplesso que­ste soluzio­ni che si prestano an­che a dimi­nuire i dirit­ti dei cittadini. Non credo proprio che siano rimedi efficaci per combattere questo fenomeno. Il pro­blema è evitare che perso­ne deboli imitino i fatti che vengono resi pubblici. In questo periodo però de­vo ammettere che la poli­zia telematica sta svolgen­do un eccellente lavoro».

Chi può aiutare le forze dell’ordine in questo?

«Le famiglie hanno un ruolo molto importante, devono tentare di non cre­are forme di psicosi in ca­sa, guai a far vivere i figli in un clima di preoccupa­zione e di tensione all’in­terno del nucleo familiare, i minori non devono cre­scere in un clima del gene­re».

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