Invia alla redazione

Centralmente è il tuo quotidiano, entra a farne parte!

Invia un articolo, potresti vedere la tua firma pubblicata sul giornale.


09/22/2021
HomeLa RivistaFolklore e dialettiAielli, l’arte e l’originalità di Borgo Universo

Aielli, l’arte e l’originalità di Borgo Universo

Un universo di forme e colori. Espressioni artistiche ritratte sui muri delle case di un piccolo borgo, che si presenta in una veste inedita. Il paese di Aielli è diventato così Borgo Universo. L’idea innovativa nasce nel 2017 da un gruppo di giovani del posto. Un progetto che aveva come finalità quella di accogliere il festival di street art che si svolge nel periodo estivo. Una novità non da poco per chi era abituato a veder campeggiare i murales solo sui muri malridotti delle periferie metropolitane. Questa nuova forma d’arte ha saputo uscire dalle realtà underground per approdare in nuovi scenari. Il borgo marsicano ai piedi del Sirente è diventato così una sorta di museo a cielo aperto, che accoglie le opere di street artist di fama mondiale. Quest’anno Aielli riprenderà vita dal 12 luglio all’8 agosto. Saranno quattro settimane di festival, dove l’arte di strada si mescolerà con le sonorità della musica dal vivo e i sapori dello street food. Il nome “Borgo Universo” è stato scelto per ricordare l’astronomo Filippo Angelitti, che aveva definito proprio così Aielli, suo paese natale. L’arte infatti si unisce all’astronomia, creando una meravigliosa sinergia. Sì, perché il paese è sede della Torre delle Stelle, costruzione risalente al XIV secolo che ospita un osservatorio astronomico. Qui è presente inoltre un grande planetario capace di proiettare in maniera suggestiva gli astri. Le opere artistiche hanno come contenuto soprattutto l’universo e le stelle. Altri temi ricorrenti sono quelli del lavoro nei campi e del terremoto del 1915, che ripercorrono le origini e la storia del paese. Proprio dopo il terremoto buona parte del paese è stata ricostruita nella parte bassa. Filo conduttore è l’energia, che muove gli astri ma animava anche la vita di paese, che incarna l’essenza della cultura contadina. Diversi gli artisti che hanno preso parte alla rassegna, primo fra tutti Okuda San Miguel, artista spagnolo portavoce del Surrealismo Pop. I suoi murales evocano geometrie capaci di trasformarsi in corpi privi di identità. Ed hanno riscosso successo in tutto il mondo.

Le opere di questi artisti hanno ridato colore ad un borgo a rischio spopolamento. E che in questo modo è rinato a nuova vita, ospitando tanti turisti che mossi dalla curiosità sono venuti da queste parti. L’opera Illuminary Palace, con il suo splendido arco, è la porta di accesso al borgo e ci introduce in una realtà surreale, dove si intercalano soggetti eterogenei, che danno forma ed espressione all’emotività dell’animo umano. Figure che si integrano e si trasformano, dando vita ad identità animalesche che entrano in simbiosi con le geometrie delle costruzioni e i colori del cielo. Il percorso all’interno del borgo culmina in cima, dove sorge la Torre delle Stelle. Qui su un muro scorrono i versi di “Fontamara”, romanzo scritto da Ignazio Silone, vissuto proprio da queste parti. Una storia che racconta la quotidianità della povera gente. Racconti di cultura contadina radicata proprio nella Marsica. Qui i “cafoni” venivano sfruttati e sopraffatti dai potenti. Anche questi versi sono arte. Un modo per riappropriarsi delle proprie origini, prima di uscire a riveder le stelle.

Daniele Rossi

Post Correlati

Nessun Commento

Inserisci un commento