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05/09/2021
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UN NUOVO GALATEO PER LA SCUOLA SUPER DIGITALE

La situazione di emergenza, la sospensione delle lezioni in presenza, la drastica riduzione delle relazioni sociali, l’azzeramento da un momento all’altro delle interazioni educative in presenza hanno radicalmente mutato lo scenario della scuola ed il suo orizzonte di senso

Di fronte  alla necessità di favorire, in via straordinaria ed emergenziale, il diritto all’istruzione attraverso modalità di apprendimento a distanza, la DaD, poi diventata Did, cioè  didattica integrata (in parte in classe e in parte a casa per garantire il distanziamento nelle aule) ha costretto la scuola a ridefinirsi in maniera precisa come comunità di relazione, dove ci si prende vicendevolmente cura gli uni degli altri. Docenti, studenti, genitori, personale e dirigenti hanno dovuto fare i conti con le proprie criticità e debolezze tecnologiche, didattiche e organizzative, 

oltre che con le proprie ansie e paure; sono state stravolte certezze,  luoghi comuni e tradizioni del  processo di apprendimento. Nello specifico, sono stati relativizzati tempo e spazio; hanno perso centralità i contenuti rigidi che un tempo si chiamavano programmi; sono andate in crisi le classiche e storiche modalità di valutazione e di vigilanza. Sono apparse alcune linee di tendenza che inizialmente la stragrande maggioranza delle scuole ha faticato ad

assorbire. Tra queste: la centralità delle competenze di base (soft skills); la consapevolezza che il vero compito della scuola, in questa situazione di emergenza, consiste nel continuare ad essere razionali, saper gestire il flusso di informazioni, la responsabilità collettiva dei comportamenti individuali, imparare a cooperare anche a distanza, imparare a prendersi cura reciprocamente.  Prendere atto che la personalizzazione dei percorsi di apprendimento si impone come normalità dell’educazione; l’esperienza diretta di quanto la cittadinanza digitale e il digital divide non siano solo contenuti dell’art. 5 della legge 92/2019 sulla Educazione Civica, ma anche sostanza delle nostre relazioni e fondamento e struttura dell’essere cittadini oggi. Ruoli e impegni di alunni, docenti, dirigenti, genitori vengono a collocarsi e a displicarsi in una dimensione spazio temporale differente.

ALUNNO- L’apprendimento a distanza viene favorito dalla presenza pervasiva di internet e dalla continua innovazione tecnologica che ha portato a nuove modalità comunicative e di condivisione, nonché di accesso alle informazioni. Le nuove tecnologie e i canali di comunicazione disponibili sono divenuti ottimi alleati per ovviare alla distanza fisica e permettere agli studenti di vivere una dimensione molto più ampia e varia di una classe tradizionale. L’apprendimento a distanza consente di studiare e di insegnare anche da casa rispettando i propri tempi ed organizzando autonomamente la scansione temporale dello studio.

DOCENTE- Nella didattica a distanza l’attività educativa è mediata dal computer e dalla connessione internet. Il docente, diventa una sorta di regista/tutor che prepara il materiale, determina e segue le attività svolte dallo studente, attiva pratiche

valutative. Ha il compito di creare delle situazioni di apprendimento di cui gli studenti possano fruire autonomamente, dalla propria abitazione. I ragazzi possono essere indirizzati indifferentemente a lavorare in autonomia, ma anche  a collaborare con i compagni, in attività prive di un feedback immediato o con la costante assistenza del docente. Questi è chiamato a decidere se e quando intervenire in questo processo di autoapprendimento,  per valutare, orientare e creare ulteriori occasioni educative per stimolare la riflessione e l’approfondimento.

DIRIGENTE- Il dirigente scolastico ha il dovere di supportare il personale, indicare la strada da seguire perché inevitabilmente molti docenti hanno avuto un iniziale smarrimento, interrogandosi: come rimodulare la didattica, la differenza tra le attività sincrone ed asincrone, come rispettare i tempi per far sì che gli studenti non passassero da una lezione all’altra come una catena di montaggio: quanti minuti da erogare a distanza, quante pause per rispettare la corretta esposizione al videoterminale. La gestione di tutto questo è non facile compito dei dirigenti scolastici, anche in considerazione delle carenze dell’edilizia scolastica, e la conseguente riorganizzazione degli  spazi in presenza delle storiche “classi pollaio” e della inadeguatezza del sistema dei trasporti,  che ha comportato continue modifiche alla struttura degli orari.

FAMIGLIA- Va detto che un carico non indifferente della innovazione lo hanno subito le famiglie degli studenti che, relativamente alle loro possibilità, sono state disponibili e collaborativi sottoscrivendo il Patto di corresponsabilità per garantire una corretta applicazione delle misure di sicurezza per gli studenti anche una volta usciti da scuola.

Si può dire che la Scuola nel suo complesso se la stia cavando, Quando questo brutto periodo finirà e ci potremo ritrovar ancora più uniti  e, con la consapevolezza del bagaglio  di competenze da utilizzare. Comunque altri passi vanno fatti per far sì che tra le formule, molto spesso “inventate”, per far fronte all’emergenza,  si selezionino quelle più efficaci per offrire valido supporto per nuove  modalità e stili di relazione e, nel digitale, si affermi la necessaria netiquette. Da qui anche la necessità di ripensare le modalità dell’interazione didattica, della verifica e della valutazione. Credo che un Nuovo Galateo vada scritto per la Scuola vera del prossimo futuro.

di Federica Consolini

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