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09/18/2021
HomeLa RivistaCultura&ArteNannerl Mozart. STORIA DI UN SILENZIO

Nannerl Mozart. STORIA DI UN SILENZIO

 La grande Arte non conosce limiti temporali. Sebbene nasca in contesti ed epoche a noi lontane, riesce  sempre a dimostrarsi più attuale che mai.

Nella storia che sto per raccontarvi, però, non è solo l’emozione di un’opera a rispecchiarsi nel presente, ma anche un’importante problematica di natura sociale: quella della discriminazione di    genere.

Ci troviamo nell’Austria del 1700, precisamente a Salisburgo, la città che i natali ad uno dei massimi geni della Storia della Musica: Wolfgang Amadeus Mozart.

Accanto a lui c’è una ragazza poco più grande, che porta il suo stesso cognome ma soprattutto condivide la sua stessa passione. È sua sorella maggiore, Maria Anna Walburga Ignatia, detta Nannerl.

Nannerl e Wolfgang sono rispettivamente la quarta e l’ultimo di sette fratelli, ma sono gli unici ad aver           superato l’infanzia. La loro madre, Anna Maria, è una donna vivace e schietta, sottomessa però all’autorità del marito Leopold, musicista e uomo dal carattere severo.

È proprio il padre ad intuire sin da subito il grande talento dei due ragazzi, a cominciare da Nannerl.

Ma… è una femmina, purtroppo.

Avviata comunque allo studio del clavicembalo, la bimba dimostra immediatamente una spiccata predisposizione alla musica. “A dodici anni, la mia piccola ragazza è fra i migliori pianisti d’Europa!”, esclama Leopold fieramente.

Wolfgang stesso è motivato dal talento della sorella ed è così che i due bambini, legati da un rapporto simbiotico, iniziano a suonare in duo.

È l’inizio di anni frenetici, di spostamenti continui. Il duo verrà richiesto e apprezzato dall’Europa intera. Concerti, applausi in ogni dove, ma anche malattie: durante i viaggi, i piccoli sono infatti esposti a continui malanni. A Nannerl verrà data addirittura l’estrema unzione in seguito ad una feroce bronchite.

Ma i due fratelli resistono, uniti più che mai dall’amore per la Musica.

Il loro è un rapporto costruttivo, sono l’una lo stimolo dell’altro. Iniziano così a sperimentare, a comporre; Wolfgang, parlando di Nannerl come di “mia sorella, colei che possiede il vero talento”, è      solito chiederle pareri sulle proprie opere e con lo stesso entusiasmo la esorta a fare lo stesso perché, come scrive in alcune lettere giovanili in riferimento alle composizioni della ragazza, “la tua musica, in una parola, è bella!”.

Tuttavia, nessuna musica composta da Nannerl è giunta fino a noi.

Mentre le tournée si susseguono veloci la ragazza cresce, e con lei anche il peso dell’essere una pianista        ed una compositrice in un mondo dominato dagli uomini.

Ormai è un’adolescente e Leopold decide così di metterla “da parte”, poiché  un maschio sarebbe stato più “adatto” a portare il nome della famiglia in giro per il mondo, e parte con Wolfgang per l’Italia. in cerca della gloria.

Nannerl, nel frattempo, resta a Salisburgo a dare lezioni di clavicembalo con lo scopo di finanziare il   viaggio e l’ascesa del fratello.

Umiliata, dimenticata, messa a tacere per la sola “colpa” di essere donna.

Si ritrova così costretta a fare solamente ciò che ci si aspetta da una ragazza della sua età: si sposa con un anziano barone e lascia Salisburgo. Mette al mondo tre figli e accoglie in casa anche quelli che il marito ha avuto da matrimoni precedenti.

I sogni, lo studio, la musica divengono sempre più flebili, sino a venire soffocati in un silenzio che avvolge anche il rapporto con Wolfgang, soprattutto in seguito al matrimonio di lui e alla morte del padre.

Il filo che legava indissolubilmente i due fratelli si rompe. Il duo che aveva incantato l’Europa si    separa, sul palco e nelle quinte.

È il 5 Dicembre del 1791 quando Wolfgang ci lascia. Ha solo 35 anni, e la notizia squarcia il silenzio   nel cuore di Nannerl.

Quel che resta è una vita intera dedicata alla Musica: composizioni preziose che devono essere protette,          promosse, rese immortali.

Ed è lei che decide di occuparsene. Rimasta vedova torna a Salisburgo, come intenta a riprendere in mano la sua vita esattamente dove era stata costretta ad interromperla.

Con entusiasmo e un po’ di amarezza riprende ad insegnare il clavicembalo, e nel frattempo promuove     con fervore la figura e le opere del fratello.

Poco prima della sua morte allaccia con gioia un rapporto amorevole con Franz, uno dei figli di Wolfgang, a sua volta musicista. Sentirlo suonare è una gioia, che la riporta con la mente e con il cuore a quegli anni di speranza e amore per la Musica; un amore che, nonostante tutto, non è mai finito.

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