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05/09/2021
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LE PULIZIE DI PRIMAVERA E’ il momento del ..”tagliando”

Siamo fuori dall’inverno e, secondo le più classiche delle raccomandazioni, è il momento di fare le “pulizie di primavera” e non solo per la casa. Il lungo periodo di pandemia ci ha portato a evenienze che nulla hanno a che fare con il benessere, per cui la pulizia è un’esigenza! Bisogna tornare alla giustezza organica e questo è il momento di pensare a ricostruire il nostro equilibrio psico-fisico ed a rinvigorire le nostre funzioni, per fare “la prova costume” della nostra forma.   

   Una similitudine esemplificativa, per parlare dell’urgenza di risvegliare la funzionalità, può essere data dal paragone fra l’automobile e l’uomo. La comparazione mette in rapporto il bisogno di realizzare regolarmente i tagliandi meccanici dell’auto con l’esigenza di fare quelli strutturali del nostro corpo.    

   Tutti capiscono quanto sia importante, per lo stato della propria auto, fare delle verifiche cicliche e rimetterla in buono stato, soprattutto prima di fare dei lunghi viaggi. Cambiare l’olio, registrare i ritmi del motore, verificare la carburazione, pulire i filtri, controllare le batterie e altro, rappresentano le indispensabili azioni di manutenzione, per mantenere l’efficienza del mezzo meccanico.

   Lo stesso “tagliando” dovrebbe essere fatto, prima della bella stagione, per gli apparati vitali del nostro corpo, per mantenerci in buona salute e goderci la vita!    Dobbiamo pulire ciò che si è sporcato, da un punto di vista organico, per aver vissuto uno stile di vita squilibrato: abbiamo fatto meno movimento, mangiato di più e limitato il rapporto con gli altri.

Ecco, allora, l’importanza di fare un tagliando funzionale della nostra unità psico-fisica, per sanificare quegli organi emuntori che, a contatto con i nostri ambienti inquinati e sporcati dai ritmi

scorretti della nostra esistenza, si sono intasati e lavorano sotto sforzo. Bisogna depurare i filtri fisici e mentali; rinnovare il gusto per il movimento e riaccendere un apparato locomotore ingrigito dal non uso.

   Dobbiamo vivere, con responsabilità, un percorso disintossicante per la pulizia di quelle unità anatomiche che hanno opacizzato la loro funzione e reso mesto il nostro spirito.

   Il fine del percorso disintossicante è socio-culturale. Bisogna cambiare lo stile di vita, inserendo nella quotidianità i modi ed i tempi del benessere, che non devono avere il sapore della terapia, ma di una rinascita.    Mangiare sano, masticare a lungo, fare cinque giusti pasti quotidiani, bere a piccoli sorsi durante tutta la giornata ed altre semplici regole dovrebbero diventare il modus vivendi che deve prevedere, anche, una giusta dose di movimento ed una socialità ricca di sane risate.

   Il percorso disintossicante, cioè, deve portare ad un diverso modo di vivere per metabolizzare le emozioni negative della quotidianità e favorire le “pulizie di primavera”. Con il protocollo studiato per la disintossicazione, i processi negativi devono essere riconvertiti, togliendo i deficit energetici e creando le premesse per la nascita del benessere.

   L’uomo, in questo modo, può beneficiare di spinte riequilibranti per rimettere a bolla l’alterazione del ritmo sonno-veglia; per riaccendere il sorriso della mente; per ricaricare “le batterie”, rovinate dallo stress del vivere male, e per rifunzionalizzare l’intera unità psico-fisica.  Il sole, una scientifica integrazione alimentare e un’attività fisica regolare completano l’azione della disintossicazione della funzionalità organica e ci portano  alla conquista del benessere ed al rafforzamento del sistema immunitario.

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