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01/17/2022
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Dispersione e pandemia: pensare ad un piano per l’Autunno

Da ormai più di un anno stiamo vivendo un periodo di pandemia che sta interessando tutti gli aspetti della nostra vita, del nostro lavoro, dello studio, della famiglia.

Spesso parliamo della scuola, riferendoci alla scuola dell’infanzia, dai piccolini fino ad arrivare alle scuole superiori. Oggi cerchiamo di fare qualche riflessione sugli studenti delle università perché ovviamente anche loro sono stati travolti da tutti gli effetti e le conseguenze di questa pandemia.

Sicuramente uno dei problemi più importanti è stato quello di aver dovuto interrompere le lezioni in presenza di averle trasformate, anche in questo caso, in lezioni a distanza. Anche gli esami sono stati svolti con modalità on-line.

Gli studenti fuori-sede ospiti delle residenze universitarie che spesso provengono da paesi extraEU hanno sofferto maggiormente questi periodi di lockdown. Sono quelli “capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi” che, secondo l’art.34 della Costituzione, accedono alla borsa di studio universitaria

Pensate infatti che, nel momento in cui tutti siamo stati costretti a chiudersi a casa, ad evitare i viaggi ed anzi anche le uscite da casa se non per necessità primarie, questi studenti universitari si sono ritrovati nelle residenze nell’impossibilità di tornare al proprio paese di residenza. Sono nate però  meravigliose comunità, dove i pasti venivano depositati fuori della porta di coloro che erano risultati positivi e si attivavano immediate riunioni in remoto per risollevare lo spirito dei più malinconici. Mai nessuno si è sentito abbandonato, anche se costretto a vivere  soltanto all’interno della propria stanza. Abbiamo avuto esempi di cittadinanza attiva veramente encomiabili.

Mauro però è demotivato, annoiato. E’ stanco di ore e ore davanti al PC per “sentire la professoressa che spiega e spiega”. Ha deciso. A settembre non andrà più a scuola, cercherà un lavoretto o aiuterà il papà, che lavora come ambulante al mercato.

Tutti i nostri studenti porteranno un segno indelebile: due anni scolastici inimmaginabili, in cui didattica a distanza e rientri contingentati, hanno avviato una parte di loro verso una bocciatura che aumenterà la dispersione scolastica e il disagio complessivo del sistema scolastico italiano, senza intervenire sul problema strutturale che questa pandemia ha scatenato. 

Si sta facendo strada l’impressione che non ci sia preoccupazione per il numero di studenti che rimarranno indietro a causa di quanto sta accadendo in questi mesi, dentro una didattica che ha aumentato, attraverso la distanza, il suo impatto formale. Eppure questa corsa verso la dispersione sembra non preveda forme di contenimento nei prossimi mesi per limitare quello che la pandemia ha minato nel processo di apprendimento dei nostri studenti.

Soprattutto il primo ciclo dell’istruzione è dentro uno stress mai immaginato, non ipotetico, ma reale. E questo acuirà la dispersione soprattutto in quella scuola di passaggio che è ormai diventata la scuola secondaria di primo grado. 

Arriveranno gli esami, con promozioni vere e formali, e, quando partiranno le attività estive, ci sarà comunque una scuola che si troverà a fronteggiare un’improvvisa dispersione. E’ in programma il “Piano estivo per la scuola  al fine di permettere a tutti, in particolare ai più fragili e nelle zone più difficili, di fare l’esperienza delle scuole estive. Per il recupero degli apprendimenti a giugno, la socializzazione e aspetti ricreativi nei mesi di luglio e agosto e l’accoglienza a settembre..  Restituire ai bambini e ai ragazzi i loro spazi sociali e garantire al tempo stesso un supporto al curricolo sono degli obiettivi di grande e difficile portata. Credo, comunque, sia più utile  destinare  fondi aggiuntivi, di cui si parla tanto, più che per l’estate, in massima parte per  l’autunno per  sostenere una partenza “normale, ma rafforzata” del prossimo anno scolastiche e mitigare le difficoltà che ogni avvio di anno scolastico ci ha fatto finora conoscere, soprattutto per ridurre gli effetti di una dispersione preannunciata.

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