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05/09/2021
HomeLa RivistaUna camminata per star bene in una “palestra” a cielo Aperto

Una camminata per star bene in una “palestra” a cielo Aperto

La sedentarietà, in un uomo fisicamente sano, è causata da motivi psicologici: una sorta di stanchezza mentale crea un temporaneo rallentamento dell’efficienza motoria che, per un circolo vizioso, determina pigrizia ed indolenza. Un po’ alla volta, cioè, la mancanza di movimento razionale, voluta da una iniziale apatia, ingenera uno stato di torpore psicologico che porta a rifiutare qualunque forma di attività fisica.

   Questo stato psico-somatico è l’inizio della sedentarietà; l’inerzia psicologica produce inoperosità fisica ed uno stato generale di abbandono su una poltrona e davanti ad un monitor, che diventano i rifugi per digerire una stanchezza che, invece di dissolversi col divano, origina altra stanchezza, con diffuse cefalee, disturbi di digestione, dolori muscolari ed articolari, gonfiori alle caviglie ed alle gambe, in un corpo che, ai controlli medici e di laboratorio, risulta essere perfettamente sano!

   Perfino il quotidiano internazionale americano Wall Street Journal (oltre due milioni di copie stampate giornalmente), già nel 2012, titolava che “il divano uccide più del fumo”, riportando i risultati di uno studio che dimostrava la preziosità del movimento, in soggetti sedentari. L’articolo riferiva che il Prof. Peter Katzmarzyk (Pennington Biomedical Research Center di Baton Rouge, in Luisiana) aveva condotto, per 14 anni, una ricerca su un campione di 167 mila adulti, dimostrando l’indispensabilità del movimento per star bene; nello stesso periodo, un analogo studio australiano, anche se fatto su un numero minore di soggetti esaminati, era arrivato alle stesse conclusioni: il movimento è salute!

Come iniziare, allora, a sconfiggere la sedentarietà? Col buon senso e con la presa di coscienza del problema, da affrontare con i tempi ed i modi giusti.

   Per cominciare, basta camminare e farlo come se fosse una medicina, da prendere tutti i giorni, alla stessa ora e con la stessa dose. Bisogna stabilire un itinerario, indossare una tuta e delle comode scarpe (è importante “vestire” questo momento progettuale: lo distingue dalla normalità quotidiana), uscire di casa e camminare di buon passo, ad un ritmo che non impedisca di parlare (senza arrivare all’affanno respiratorio), per un tempo di 15 minuti e, poi, girarsi tornare a casa.

   Questa “medicina”, che combatte l’indolenza psico-fisica e tutte le sue conseguenze, non ha controindicazioni, come potrebbe avere la corsa, soprattutto in soggetti con disturbi alla colonna vertebrale o alle ginocchia o in forte sovrappeso o del tutto fuori allenamento o con problemi cardiaci.

   L’andatura sostenuta rinforza le ossa, sollecitandone positivamente la struttura interna, e le articolazioni, rimettendo in uso le superfici di contatto, senza correre il rischio di cadute, essendo un’attività con poco impatto traumatico.

   Il cammino controllato aiuta a ridurre la pressione sanguigna, prevenendo problemi cardiaci (secondo numerosi studi, una successione di falcate intense, per trenta minuti al giorno, riduce notevolmente i rischi d’infarto e d’ictus).

   Il passo rapido, rispetto alla corsa, brucia molto più grasso e, quindi, fa perdere maggior peso, soprattutto in un periodo post dieta, evitando di riprendere i chili persi.

Il movimento regolare della deambulazione organizzata combatte lo stress e fa dormire meglio (il cammino è un antidepressivo naturale, perché, con l’attivazione muscolare, produce endorfine che risollevano l’umore).

   La motricità della marcia migliora le funzioni cognitive, aumentando in maniera equilibrata l’irrorazione sanguigna e stimolando adeguatamente la funzionalità cardio-respiratoria (dai risultati positivi di uno studio, condotto su centoventiquattro sedentari, che hanno camminato per quarantacinque minuti, tre volte alla settimana, per un anno).

   Dal punto di vista sociale, inoltre, muoversi nel proprio habitat permette, cambiando itinerario, di scoprire posti nuovi che, stando seduti su una poltrona o girando con i mezzi, sarebbero rimasti del tutto ignoti.

   Non è difficile rimettersi in forma: basta volersi bene e … fare quattro passi, in una palestra a cielo aperto!

  

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