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05/09/2021
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Il borgo incantato di Santo Stefano, modello di turismo di prossimità

Risorgerà presto anche la Torre Medicea, collocata sulla sommità del borgo, ricostruita mattone su mattone dopo il crollo dovuto al sisma del 6 aprile. Una delle tante bellezze che impreziosiscono Santo Stefano di Sessanio, paesino ai piedi del Gran Sasso, che negli ultimi anni è diventato modello di sviluppo turistico dei piccoli borghi. Grazie soprattutto all’opera di Daniele Kihlgren, imprenditore italo-svedese, che di Santo Stefano ha saputo fare un albergo diffuso, cogliendo per primo il fascino e le potenzialità di un borgo che rischiava lo spopolamento. Lo scoprì per caso, facendo un giro in moto. Ne rimase letteralmente folgorato: «Tanti anni fa arrivai per caso in un borgo quasi integralmente abbandonato della terra d’Abruzzo, Santo Stefano di Sessanio. Nel borgo antico e nel paesaggio agrario circostante non vi era segno alcuno del ventesimo secolo. Tutto si era fermato al tempo passato. Solo il borgo di pietra che si fondeva con un paesaggio rurale ricco di segni di antiche pratiche di sussistenza ormai quasi in disuso. Erano anni che cercavo luoghi dove ancora non si era corrotto un paesaggio storicamente così identificante il nostro paese fino a diventarne uno stereotipo dell’immaginario: borghi incastellati eretti sulla sommità delle colline, circondati dal territorio campestre…», così scrive nella sua autobiografia “I tormenti del giovane Kihlgren”. Da qui l’idea di far rinascere Santo Stefano, conservando nelle abitazioni l’architettura e l’arredamento di un secolo fa. Come se il tempo si fosse magicamente fermato. Tra i vicoli stretti e le viuzze sorgono botteghe che richiamano le attività di un tempo, fino a confluire nella piccola ma suggestiva piazzetta Medicea. Santo Stefano è stato inserito di diritto tra i “Borghi più belli d’Italia”. La sua storia inizia tra l’ XI e il XII secolo, quando nasce dai ruderi di un paese noto come Sextantio. Raggiunse il periodo di massimo splendore in epoca medievale, sotto la

dominazione dei Medici, dal 1579 al 1743. In questo periodo divenne una vera e propria capitale del commercio della lana, prodotta proprio da queste parti e che poi arrivava fino in Toscana. Il paese, grazie alla sua posizione strategica, divenne crocevia del percorso della transumanza compiuto dai pastori. Altro fiore all’occhiello è rappresentato dalla coltivazione della lenticchia. Siamo all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, dove sorgono a pochi chilometri di distanza anche Rocca Calascio, Castel del Monte e l’altopiano di Campo Imperatore.

Oggi, causa pandemia, il turismo di prossimità rappresenta sempre più una risorsa. Così la rivalorizzazione dei piccoli borghi può essere un’opportunità di sviluppo e di rilancio dell’economia. Un turismo che molti definiscono esperienziale, dando vita ad espressioni autentiche che ridefiniscono i contorni di cultura, storia e tradizioni. Elementi che si fondono all’interno di percorsi capaci di condurci alla riscoperta del passato e delle origini.

Il modello Santo Stefano di Sessanio è destinato a fare scuola. Già Matera ha seguito il suo esempio di albergo diffuso, proponendolo all’interno  dei suoi “sassi”. Anche altri paesi stanno progettando la riqualificazione dei centri storici, promuovendoli come risorse di interesse turistico e non più come silenziosi reperti di un passato lasciato giacere per troppo tempo nel dimenticatoio.

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