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10/23/2021
HomeCalcioPescara, per la salvezza serve un miracolo

Pescara, per la salvezza serve un miracolo

Penultima posizione in classifica, peggior attacco e peggior difesa della serie B, tre allenatori che si sono avvicendati in panchina. Basterebbero questi numeri a descrivere una stagione a dir poco fallimentare del Pescara. Anche le ultime prestazioni della squadra di Grassadonia hanno messo in luce l’assoluta mancanza di reazione da parte della squadra. Non si tratta di un discorso tecnico-tattico, ma di giocatori che sembrano aver tirato i remi in barca, soprattutto dopo la sconfitta nello scontro diretto contro l’Ascoli. Le maggiori responsabilità di questa infausta stagione sono da attribuire in primis alla società, rea di aver allestito una squadra già dall’inizio apparsa non all’altezza. L’epilogo della passata stagione richiedeva una rivoluzione, sia nell’organico che ai vertici societari, dopo una salvezza arrivata solo ai rigori nella coda dei play-out contro il Perugia. Invece si è andati avanti con un progetto centrato sull’ampio ricorso a prestiti di giocatori provenienti dai settori giovanili di altre squadre, che non hanno mai consentito ai biancazzurri di creare un’ossatura di squadra stabile e consolidata, capace di aprire un ciclo. Anzi sono stati proposti rinnovi contrattuali a giocatori a fine carriera, che quest’anno hanno avuto un rendimento al di sotto delle aspettative. Per ripartire a inizio anno Sebastiani scelse Oddo, capace di collezionare sette sconfitte in nove partite, complice anche un rapporto non propriamente idilliaco con i senatori all’interno dello spogliatoio. Dopo il suo esonero ci si è affidati a Breda, che inizialmente aveva dato una scossa al gruppo ed era stato in grado di risalire posizioni in classifica. Ma l’effetto-Breda ben presto è svanito, il suo calcio fatto di scelte conservative e baricentro basso alla lunga non ha sortito gli effetti sperati. Così il terzo cambio in panchina, con la conduzione della squadra affidata a Grassadonia, legato al sodalizio biancazzurro da un contratto fino a giugno. Il tecnico ha cercato di ricreare gli stimoli giusti, ma dal punto di vista dei risultati è cambiato ben poco. Questo potendo disporre di una rosa a dir poco ampia, che

conta in totale ben trenta giocatori. Nel mercato di gennaio sono arrivati giocatori in condizione fisica precaria e per giunta senza ritmo partita. Sulla carta questa squadra presenta anche elementi di indubbio valore, ma che purtroppo sono stati falcidiati da continui infortuni, emblematico il caso di Ceter. I giocatori con il maggior tasso tecnico sono quelli che hanno avuto maggiori difficoltà a trovare una giusta collocazione tattica, vedi Galano e Maistro, che sono stati penalizzati dal 3-5-2. Perfino il ritorno di Machin ha deluso le attese, anche a causa di un giocatore che non ha mai mostrato le giuste motivazioni. Il tempo degli alibi per il presidente Sebastiani sembra essere finito. Sicuramente sarebbe servito un atteggiamento diverso da un punto di vista temperamentale da parte dei giocatori. Così come hanno fatto Ascoli e Cosenza, che si giocheranno la salvezza fino alla fine. A noi non resta altro che sperare di iniziare a fare punti per agguantare quella posizione che in questo finale di stagione ci garantirebbe almeno la disputa dei play-out. Alla luce dei fatti, servirebbe un vero e proprio miracolo. Per chi ai miracoli ancora ci crede.

Daniele Rossi

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