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04/20/2021
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Il caldo ed il freddo per il benessere

È legata alla cultura di ogni popolo la maniera di sfruttare il caldo o il freddo per creare piacevolezza per il benessere, anche se i modi sono diversi a seconda della localizzazione geografica (ambiente costiero, collinare o montano), in ragione degli habitat lavorativi ed in relazione alle sostanze che veicolano la temperatura.

   Il caldo ed il freddo, variamente indotti ed applicati, sono stati, da sempre, mezzi efficaci per creare situazioni per star bene o usati come rimedi naturali nelle culture marinare, contadine o boscaiole.

   Immergere i piedi in secchi di fresca acqua di mare procurava piacere al pescatore che, in barca, con le reti calate in mare, aspettava sotto il sole estivo il tempo del ritiro e della pesca.

   Il “mattone riscaldato” che, avvolto in panni di lana, il contadino si portava a letto, d’inverno, per appoggiarvi i piedi durante le ore del sonno, creava benessere.

   Il sale, riscaldato e chiuso in sacchetti di tela, che il boscaiolo si appoggiava sul collo o sulle spalle, la sera, prima di andare a letto, dopo una giornata autunnale di lavoro con i tronchi, favoriva lo smaltimento della fatica.

   Le “pezze fredde” (brandelli di stoffa bagnata nelle acque dei ruscelli) che, d’estate, i pellegrini si applicavano sui piedi, nelle soste dei loro lunghi “percorsi di fede”, toglievano la stanchezza e davano sollievo.

   Tutte queste maniere di usare il caldo o il freddo testimoniano come l’uomo abbia ricercato, con il loro utilizzo, la condizione, naturale, dello “star meglio”. Si pensi come, per uso e per costume, sono legati al benessere i bagni in acqua fredda, che fanno i popoli del nord Europa, o i “bagni di sabbia calda”, che fanno i popoli costieri, o i bagni di calore (bagni turchi), che fanno i popoli di altre latitudini.

Questi modi, ristoratori o rilassanti, sono antichissimi e sono diventati cultura di popolo: tradizioni semplici e naturali per continuare a stare bene o per stare meglio. Non sono terapie o medicine, ma rappresentano la ricerca di una condizione di serenità, come prevenzione ai danni che la quotidianità può provocare.

La felice intuizione di usare la diversa temperatura dell’acqua, per creare benessere, fu dell’abate tedesco Sebastian Kneipp (1821-1897) che curò, con l’alternanza delle immersioni in acqua fredda ed in acqua calda, alcune affezioni dell’arciduca d’Austria e d’Ungheria e del papa Leone XIII che, in segno di riconoscimento, lo nominò monsignore e gli assegnò la medaglia d’oro del Vaticano.

Oggi, nelle SPA e nei centri benessere, sono state predisposte delle vaschette, chiamate Kneipp, piene di acqua calda e di acqua fredda, che permettono di immergere i piedi, alternativamente, realizzando una preziosa ginnastica vascolare (il caldo è vasodilatatore ed il freddo è vasocostrittore) che riduce i gonfiori e toglie la stanchezza: lo shock termico vivifica la circolazione ematica e linfatica degli arti inferiori, creando sensazioni di rilassamento e di leggerezza. 

L’uomo d’oggi ha rivisitato, con il bagaglio scientifico che gli appartiene, le “sollecitazioni” salutistiche del passato ed ha codificato, con metodi scientifici, la cultura del benessere che si ottiene con l’uso del caldo e del freddo.

   Il “bisogno di star bene”, che scaturisce da una esigenza per vivere il quotidiano, prevede, inoltre, la voglia del “naturale” nell’alimentazione o nei prodotti da massaggio, per sdoganarsi da una chimica asfissiante e per disintossicarsi da un inquinamento che ha turbato il rapporto con il proprio ambiente.

Vi è il desiderio di tornare ad un sistema di vita in cui si rivaluti la “salute”, guidati dalla “necessità del pulito”, per riequilibrare il rapporto con sé stessi e con la natura.

Questa è la ricerca del benessere del nostro mondo.

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