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02/25/2021
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Possibile fare una top 11 dell’Atessa calcio? Ci abbiamo provato…

Ci abbiamo provato per quasi un mese ma, dopo una lunga ricerca e aver sentito innumerevoli pareri di tifosi, addetti ai lavori e specialisti, non siamo proprio riusciti a stilare un classico e puro top 11 per quanto riguarda l’Atessa Calcio, società che, tra periodi di inattività, fusioni e rifondazioni, è comunque presente nella scena calcistica abruzzese dall’anno della sua affiliazione alla Figc, datata 1932, oltre a delle selezioni locale attive anche precedentemente.
2 campionati di IV serie (attuale serie D), 1 campionato IV serie riconducibile al massimo campionato regionale (1932, girone di qualificazione), 32 campionati di Eccellenza (fino al 90-91 denominata promozione), 13 campionati di promozione (fino al 90-91 denominata prima categoria), 4 campionati di prima categoria, 3 campionati di seconda categoria, 2 campionati di terza categoria. Questo è l’elenco completo delle partecipazioni a tornei ufficiali dell’Atessa. Tanti, troppi forse, per ridurre gli innumerevoli giocatori che si sono avvicendati in maglia rossoblù (o anche spesso in maglia gialla, usata negli anni ’30, con i giornali dell’epoca che usavano l’appellativo di “canarini”, granata, nel dopoguerra, e gialloblù, oltre ad altre varianti tra cui il bianco) ad una semplice top 11.
Dunque, proviamo a stilare un elenco di miglior giocatori, separati per ruolo e anche per decenni, mettiamola così, menzionando solo quelli che hanno calcato i palcoscenici più alti, separandoli da coloro che si sono susseguiti dal 2011, anno della “rifondazione”, impegnati nei campionati di terza, seconda e prima categoria, a cui potremmo dedicare un altro articolo. Stessa sorte per i fortissimi calciatori che hanno militato nelle tre stagioni dell’Atessa Val di Sangro, in serie D, tra il 2009 e il 2012.
In porta, non possiamo non menzionare il primo portiere di cui si abbia traccia, tale Nasuti, numero uno dell’Atessa negli anni 30. Dopo di lui, trova posto Andreazzoli, portiere protagonista nelle due storiche annate in quarta serie; a seguire ci sono Tano e Zengaro, per poi arrivare ai più recenti Dell’Osa, D’Ovidio, Lepore e Marchioli, quest’ultimi due estremi difensori tra la fine degli anni 90 e l’inizio del nuovo millennio.
Nella retroguardia non può mancare Domenico Chiacchiaretta, centrale difensivo, leader e specialista nei calci piazzati, fianco a fianco con Nino Di Fonzo, capitano di quelle stagioni in D. Insieme a loro, menzoniamo capitan Frati (allenatore – giocatore degli anni 50), capitan Natale, Di Tullio, Aquilano e Michetti, per poi avvicinarci ai giorni nostri con granatieri del calibro di Menna, Antonini, Carpineta, Tieri, Suero, Pomilio, De Marinis, Cianguitto, Silva, Marini, Bisbano e Di Brigida.
In linea mediana cominciano a venir fuori delle qualità assolute ed una tecnica fuori dal normale, accompagnati anche dalla tanta quantità che serve. I classici numeri 4 di rottura sono Basilico, negli anni della quarta serie, e capitan Farina (attuale allenatore dei rossoblù) a cavallo dei due millenni; in mezzo al campo è doveroso citare anche il compianto Gennaro Romagnoli e, insieme a lui, non possono che trovare spazio i vari Rucci, Crastia, Nanni, Papponetti, Villanova, per poi passare ai più recenti Sorrentino, Conti, Di Cencio, Cancellier, Di Giovanni, Carafa, Battista, Campli, Tonti, Fasciani, Zanetti e Di Camillo, tra i tanti altri.
Per quanto riguarda la prima linea, è stato veramente difficile lasciare fuori qualcuno. Il primo nome della lista, non ce ne vogliano gli altri, spetta a Sulejman Demollari, vera e propria stella del calcio dei Balcani, tra l’altro 46 presenze (e uno storico gol contro la Germania) con la maglia della nazionale albanese. Uno dei più talentuosi tra i centravanti, nelle storiche annate della quarta serie e anche negli anni a venire, resta l’atessano purosangue Nino Villanese, che con il tempo indosserà anche la fascia sul braccio. Oltre loro, troviamo, tra i più amati e prolifici, Ettore Giannico e Beppe Soria, con quest’ultimo che, grazie alle sue strepitose annate di inizio 2000, per poco non riusciva a riportare in serie D l’Atessa, sfumata solo all’ultima giornata nel famoso “suicidio sportivo” di Francavilla del 2005. Amatissimo anche Eddy Farias, negli stessi anni, così come Max Palombizio, match winner dell’ultimo trofeo di rilievo vinto dai rossoblù, la coppa Italia di Eccellenza del 2008 (1-0 con L’Aquila ai supplementari). Andando a ritroso, da citare anche Lanci, i fratelli Cericola, Maglio, Crognale, Lanci, Zocaro e Sarmiento. Rientrano nella lista anche quei calciatori che ovunque hanno fatto parlare di se ma che ad Atessa non si sono distinti per un gran feeling con il gol, dimostrando comunque il proprio valore, come Zaccaro e Padolecchia. Meritano una menzione anche quei grandi attaccanti che, da fuoriquota, hanno mosso i primi passi di una carriera ricca di gol e soddisfazioni come Danilo Aureli, Luca Lannutti, Luzio Canuto e Mattia Mainella.
Le stagioni sono tantissime e sappiamo già che qualche nome lo abbiamo tralasciato, chiedendo anticipatamente venia.
Detto questo, se proprio non se ne può fare a meno, proviamo a tirar su una formazione ideale, schierando un offensivo 3-4-3, da destra verso sinistra:
Zengaro; Carpineta, Chiacchiaretta, Silva; Rucci, Campli, Romagnoli, Nanni; Demollari, Villanese, Soria.

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