Invia alla redazione

Centralmente è il tuo quotidiano, entra a farne parte!

Invia un articolo, potresti vedere la tua firma pubblicata sul giornale.


03/04/2021
HomeA tu per tuCollarmele, mister Trinchini si racconta ai nostri microfoni

Collarmele, mister Trinchini si racconta ai nostri microfoni

Causa Covid raggiungo solo telefonicamente il mister del Collarmele, Andrea Trinchini, per una bella chiacchierata. 37 anni vissuti in campo con le giovanili del San Benedetto, fino alla Juniores, poi al Borgo Pineta e dal 2012 come difensore centrale del Collarmele, fino alla stagione 2017-18. Una personalità briosa, un vulcano di idee che attraverso la società vuole far crescere anche il paese: il discorso si apre subito con il grande assente degli ultimi anni, il campo sportivo “Antidormi” ancora in fase di ristrutturazione.

D: Una domanda che mi preme in quanto autoctona e molto legata a questa terra: quando verrà riconsegnato il campo sportivo “Antidormi” alla squadra ed alla popolazione? E quali sono le opere di rifacimento?

R: Parto dalla seconda domanda; la principale opera di rifacimento è il manto in erba sintetica, che rispetto alla pozzolana crea meno disagi ai giocatori. In futuro, se ci fosse la possibilità di aprire una scuola calcio, i bambini potrebbero approcciarsi poi a questo sport in tutta sicurezza, vivendo un rettangolo di gioco anche bello esteticamente. Da padre, penso soprattutto ai miei figli che per questo motivo mi vedo costretto a portare nel vicino campo di Aielli, mentre per motivi di lavoro e vicinanza (oltre che di affetto) preferirei farli restare a Collarmele. Per quanto riguarda il termine dei lavori speriamo che per l’eventuale ripresa del campionato potremo tornare a giocare e magari anche inaugurare il nostro “gioiellino””.

D: Dunque negli scorsi campionati dove avete giocato la partite “in casa”?

R: Abbiamo giocato nel campo sportivo di Pescina, dove abbiamo trovato un bell’ambiente, e dove avevamo anche un bel seguito di tifosi a riempire lo stadio. Presto però “l’onda verdenera” tornerà a casa.

D: Colgo l’occasione a questo punto per passare a una domanda che credo interesserà gli appassionati: quando si prevede il calcio d’inizio della Seconda Categoria?

R: Si parla del prossimo anno, ormai, e si spera magari per febbraio; in ogni caso, è prevista una riunione a metà novembre con la Lega per decidere come ed in che modalità far ripartire il campionato. Noi come società sportiva abbiamo votato a favore della sospensione, visti i vari casi che il paese ha riportato durante la prima ondata. Detto ciò, anche durante gli allenamenti abbiamo mantenuto il massimo rispetto del protocollo, nonostante molte volte ci sembrasse restrittivo e non adeguato ad una piccola realtà come la nostra.

D: Quali sono nel frattempo le attività svolte quest’anno o che ha in mente di svolgere?

R: Durante il lockdown in primavera abbiamo scritto una canzone per ricordare Simone Mostacci (ex attaccante della squadra, scomparso quasi due anni fa) e l’inno del Collarmele che purtroppo a causa del virus ancora non abbiamo diffuso. La particolarità è che abbiamo fatto cantare direttamente i giocatori, una cosa molto goliardica. Un punto fermo su cui mi batterò sempre è il rispetto, verso sé stessi e gli altri, delle regole non solo all’interno del campo ma nella vita. Faccio un esempio: sono riuscito a convincere i ragazzi ad andare in chiesa, puoi immaginare le loro espressioni!
Risate di entrambi, quindi il mister continua: “Voglio creare una rete sociale con la popolazione attraverso giornate ecologiche, una sorta di servizio civile verso gli anziani o le persone più bisognose, a Natale organizzare una tombolata e in tempi migliori anche una cena per sentire vicini i propri tifosi. Consideriamo che di Collarmele ci sono ben 16 calciatori tra under ed over, una novità assoluta di quest’anno. Nelle prime due giornate di Coppa Abruzzo abbiamo giocato proprio con 2 under classe 2000. Una cosa che ritengo fondamentale è avere il senso di appartenenza verso il paese: dato che il borgo è piccolo si pensa che non ha molto da offrire, soprattutto in inverno, quando lo vediamo spopolato e questo ci fa molto male”.

D: A proposito di senso di appartenenza, da quando sono piccola sogno la sciarpa del Collarmele: che si può fare?

Il mister ride, prima di rispondere: “A tal proposito, io sono un sostenitore dei gadget, per cui senza anticipare nulla ti posso solo dire che ho l’intenzione di farne di vario tipo: lo scopo è di distribuirli a tutta la popolazione”.

D: Ultima domanda mister. Per quanto riguarda il calcio nazionale, che idea ha?

R: “Guarda, un po’ per mancanza di tempo, un po’ per basso interesse non lo seguo più come prima. Ti basti pensare che, essendo un business milionario, è l’unico a non esser stato sospeso. La mia idea è che purtroppo non è più visto solo come uno sport… A differenza della passione che ci si mette nelle “nostre” categorie: noi, quando perdiamo, non stiamo male, stiamo NERI!”.

QUESTA NOTIZIA TI INTERESSA? ENTRA A FAR PARTE DEL NOSTRO GRUPPO PER RICEVERNE OGNI GIORNO DI SIMILI: CLICCA “MI PIACE” SU CENTRALMENTE MARSICA QUI!

Nessun Commento

Inserisci un commento