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03/09/2021
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Virus e sport: se non andiamo avanti adesso, non andremo avanti mai

E’ a suo modo sconvolgente quello che sta accadendo, dal pomeriggio di sabato, nel calcio abruzzese. Non tanto perché alcune società, al fine di tutelare la salute dei propri tesserati (bene primario e, sottolineiamolo con forza, assolutamente inarrivabile rispetto a tutti gli altri in ballo), abbiano chiesto il rinvio dei proprio match; non tanto, ovviamente, perché questo genere di notizie abbia preso spazio in modo forse eccessivo sui quotidiani locali (vedendone qualcuno addirittura schierato); ma anche e soprattutto perché, ad un evento ampiamente prevedibile e previsto, ha fatto seguito una prosopopea di commenti e prese di posizione che con il mondo dello sport (e di chi lo sport l’ha sempre vissuto anche da dentro) ha davvero poco in comune.

In fin dei conti, dobbiamo essere veramente chiari con noi stessi: lo sport dilettantistico aveva ampiamente messo in conto l’eventualità della recrudescenza del coronavirus nei mesi autunnali. E la LND Abruzzo, in modo estremamente condivisibile, aveva preparato dei gironi dalla Promozione in giù con un numero ridotto di partite e di squadre, proprio al fine di poter disporre di ampi spazi per i recuperi dei match da rimandare causa-virus. Ed ora, dopo appena qualche ora, mentre la catena del contagio è cresciuta in modo impressionante nella Regione, in tutti gli ambiti della vita umana e dunque di logica conseguenza anche in quello sportivo, ecco che si è alzato un coro preoccupato che si è schierato addirittura con società che hanno smesso di allenarsi a ridosso dell’avvio dei campionati. Ora, la questione è semplice: ognuno ha la totale disposizione delle proprie scelte, nel mondo dilettantistico ed anche in quello professionistico, se si mette alla base di questo ragionamento la salute. Ma, proprio da quel mondo dilettantistico e/o professionistico, che era partito con la consapevolezza di convivere con questa situazione e che non deve perdere il suo ultimo barlume di credibilità, ci si devono attendere le conseguenze previste dal regolamento. Limitatamente riguardo al proprio ambito, limitatamente per quanto pattuito in precedenza; ma la certezza del diritto, anche nello sport, deve esistere.

E’ la nostra ultima chiamata, per lo sport come per la vita: o si convive davvero con questo virus, o tanto vale tornare tutti dentro le case e prepararsi ai cori dai balconi.

E voi, da quale parte state?

Il Direttore – Dott. Giovanni Sidoni

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