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01/17/2022
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Il bellum Marsicum e la nascita dell’Italia

Uno degli episodi più rilevanti della storia romana, e capace esso solo di gettare le basi per quella che è la nostra realtà contemporanea, avvenne nel 91 A.C., e di esso non si ha spesso adeguata memoria.

In quel periodo, Roma aveva conquistato gran parte della penisola, assoggettando e costringendo all’alleanza i numerosi popoli autoctoni che occupavano da secoli le regioni attorno all’Urbe.

Fra di essi, anche la potente tribù dei Marsi si era vista sottomessa, già dai tempi della seconda guerra sannitica, dalla superiorità militare delle legioni romane.

Per quasi due secoli, tuttavia, la Marsica rimase insofferente al dominio di Roma ed ai soprusi che venivano commessi avverso le popolazioni assoggettate.

L’apice di questo scontro avvenne quando Marco Livio Druso, tribuno della plebe e grande difensore dei diritti dei popoli sottomessi, venne assassinato da estremisti che volevano mantenere la supremazia sociale e giuridica di Roma sui latini e sugli italici.

I popoli oppressi, privati della speranza di una pacifica transizione verso una più vera integrazione con Roma, si organizzarono nella Lega Italica, finanziando il proprio sforzo militare attraverso il conio di monete, alcune delle quali riportarono, per la prima volta, la scritta “Italia”.

Nella guerra marsica, come è da alcuni storici denominata, venne in rilievo la figura di Quinto Poppedio Silone, grande stratega militare e capo della lega degli italici, di fiere origini marse, i cui riferimenti storici familiari sono ammirabili in una stele funeraria conservata all’Aia dei Musei di Avezzano.

Silone riorganizzò militarmente le truppe ribelli sotto nuovi ed avanzati schemi militari, guidando vittoriosamente in battaglia oltre centomila uomini.

Nonostante l’eccezionale abilità, la superiorità dei romani riportò sotto il controllo dell’Urbe le città ribelli, e il grande condottiero marso perì in battaglia.

La sua opera, tuttavia, contribuì in modo determinante all’unificazione dei popoli italici, costringendo Roma alla concessione della cittadinanza agli abitanti della penisola, e ponendo una pietra fondamentale per rendere l’Italia Domina Provinciarum, cuore dell’impero, e avviando così quel processo di unificazione sociale, giuridica, linguistica, che porterà duemila anni dopo alla nascita del moderno stato italiano.

Il marsicano Quinto Poppedio Silone, dunque, ben può annoverarsi tra i più importanti personaggi della storia d’Italia e uno dei più illustri condottieri della storia di tutto il popolo marso.

Avv. Gianmaria A. Ruscitti

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