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08/04/2020
HomeA tu per tuIl coraggio di rinnovare Chieti: a tu per tu con Damiano Zappone

Il coraggio di rinnovare Chieti: a tu per tu con Damiano Zappone

L’estate è nel suo picco più caldo ma l’avvicinarsi del mese di settembre, per i più vicini al mondo della politica, significa meno di sessanta giorni alle elezioni amministrative. Fra i vari comuni chiamati al voto c’è Chieti. La sfida è apertissima ed incerta, nel delicato bivio fra conservare e rinnovare. Sulla seconda scia si schiera la nuova coalizione civica guidata dal candidato sindaco Paolo De Cesare, sostenuto da quattro liste. Al loro interno, diversi i giovani con la voglia di sterzare e migliorare una città in piena difficoltà. Oggi abbiamo il piacere di intervistare Damiano Zappone, ventitreenne teatino alla prima candidatura comunale.
Supporta la lista “Chieti c’è” ed il suo slogan è già tutto un programma…

Ciao Damiano. Partiamo proprio da lì: perché “Il coraggio di rinnovare Chieti”?
Buon pomeriggio e grazie innanzitutto per l’intervista. “Il coraggio di rinnovare Chieti” nasce dal forte desiderio di trasmettere ai cittadini una scelta di rottura totale con il passato. C’è la volontà di restituire il prestigio e il decoro che Chieti merita, così da liberarla dalle solite contraddizioni e dalle imposizioni dei partiti che ne hanno comportato una regressione culturale, economica e sociale.
Il rinnovamento consiste nella possibilità di tornare a decidere il futuro della nostra città a Chieti, e non a Roma, con persone della società civile teatina che non vivono di politica e che ogni giorno si distinguono nella loro professione con serietà e competenza.

Quali sono i punti chiave della vostra coalizione?
Innanzitutto riportare vitalità ed ordinarietà in città. Ingredienti che mancano da troppo tempo e da cui è indispensabile partire. Questo al fine di restituire una visione strategica in tutti i settori dell’amministrazione, dopo anni di totale improvvisazione. Serve una mentalità nuova, con una gestione manageriale e oculata della cosa pubblica.
Per quanto riguarda le priorità concrete, poi, svariano dal rilancio del centro storico alla riqualificazione delle periferie, passando per la soluzione all’atavico problema della carenza idrica fino alla riapertura degli asili nido con ripristino del servizio degli scuolabus.
Fondamentale è anche la riorganizzazione della macchina amministrativa comunale a partire dai dirigenti, contando poi sulla riapertura del distretto sanitario a Chieti Scalo.

I giovani al centro di Chieti: quali iniziative a sostegno della loro permanenza e del loro futuro?
Personalmente ne presento diverse: dal mix di aiuti economici e formazione per i giovani imprenditori e commercianti, agli incentivi alle aziende dell’area industriale ad assumere giovani virtuosi dell’Ud’A. E’ un mio cavallo di battaglia su cui mi spenderò fino all’ultimo.

Le lacune maggiori in città? Da dove ripartire?
La lacuna maggiore è secondo me una e le ricomprende tutte, che ho citato anche prima: la mancanza di visione e strategia di una città che negli anni è stata abituata alla mediocrità ed a cui, purtroppo, molti cittadini si sono a loro volta abituati, perdendo le speranze rispetto a questa situazione di perenne immobilismo.

Quali emozioni nel mettersi in gioco per il bene della propria terra?
Le emozioni sono tante perché sono un tipo passionale, sanguigno, legato in maniera viscerale alla città. Non posso negare che, a volte, nel vederla ridotta così mi verrebbe anche da piangere.  Non potevo restare inerme davanti a tutto questo, non lo merita la città.

Perché Paolo De Cesare può rappresentare la scelta vincente?
In primo luogo perché è un ragazzo veramente capace e preparato, nonostante la giovane età, che ha rivestito ruoli importanti in istituzioni di livello portando risultati tangibili e sotto gli occhi di tutti.
È la scelta vincente perché porta un progetto nuovo, fresco e in controtendenza con il passato.
La sua è un’idea di città che proietterà Chieti finalmente in una dimensione che gli compete e che renderà di nuovo fieri i teatini della città in cui vivono.
Inoltre i nostri avversari, tra chi ripresenta tutta l’amministrazione uscente, chi ha composto un minestrone mascherato da civismo solo di convenienza e di potere, chi invece vive lacerazioni interne come la sinistra, non offrono quel rinnovamento definitivo che Chieti e i teatini attendono.

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