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05/30/2020
HomeUncategorizedOspedale San Camillo di Atessa, c’è ancora qualche speranza?

Ospedale San Camillo di Atessa, c’è ancora qualche speranza?

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Non si placano le polemiche intorno al San Camillo De Lellis, l’ospedale civile di Atessa, al centro di una diatriba riguardante il suo presunto smantellamento.
In sintesi, con il passaggio a Covid Hospital, la struttura di Atessa si è vista trasferire i  reparti rimasti attivi, oltre alla guardia medica e la chiusura del pronto soccorso. Tutti movimenti che, secondo il direttore della Asl Lanciano – Vasto – Chieti, Schael, dovrebbero essere temporanei. Dopo gli appelli da parte delle istituzioni e dei comitati cittadini, si spera in un dietrofront dei vertici sanitari.

La questione ospedale tiene ancora banco ad Atessa che, insieme al suo circondario, sta cercando di farsi sentire per evitare di rinunciare ai servizi sanitari.
Il fulcro della questione è quello di riportare sul proprio territorio almeno il distretto sanitario di base e la guardia medica già trasferiti, oltre a tenere aperto il pronto soccorso.
Le forze politiche locali si sono riunite domenica sera dove, nel corso della stessa, è stato redatto un documento contenente le richieste, già inoltrate ai vertici regionali e usl.
Nel documento, c’è anche la proposta dell’ex sindaco Nicola Cicchitti, il quale ha indicato i locali ormai vuoti, sede della vecchia pretura, come momentaneamente riadattabili, scongiurando, così, il rischio di rimanere scoperti dei servizi di base.
L’attuale primo cittadino di Atessa, Giulio Borrelli, dopo aver ringraziato Cicchitti, nella giornata di ieri ha dichiarato: “Abbiamo chiesto alla Asl di prendere in considerazione i locali degli ex uffici giudiziari. Il presidente del tribunale di Lanciano, dr. Audino, da me interpellato stamane telefonicamente, ha dato la sua disponibilità a concedere il nulla osta. Se non vanno bene questi locali, si valutino altre soluzioni (l’ex ospedale e il dispensario, di proprietà della Asl, sono stati esclusi perché richiederebbero enormi lavori di ristrutturazione). Si prendano in considerazione, eventualmente, anche strutture prefabbricate da installare temporaneamente all’esterno dell’ospedale, al campo sportivo o in qualsiasi luogo giudicato ideoneo. Sui grandi progetti del futuro avremo modo e tempo di discutere. Intanto, però, i cittadini di Atessa e del circondario non possono essere privati dei servizi sanitari di base e del pronto soccorso.” Lo stesso Borrelli, poco prima, aveva ringraziato tutte le forze politiche del territorio.
Anche il comitato spontaneo in difesa del territorio, così come tutti gli altri movimenti presenti nella riunione,  ha voluto manifestare il proprio ringraziamento per questo fronte comune: “Il Comitato Spontaneo ringrazia tutti i rappresentanti delle forze politiche della nostra città riunitisi domenica 5 aprile, in assemblea straordinaria, per la ratifica unanime (o quasi) dell’istanza indirizzata al direttore Generale della ASL 02 Thomas Schael, al Presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, all’Assessore Regionale alla Salute Antonella Verì e al Direttore Sanitario Angelo Muraglia. Nel documento è stato richiesto di non sopprimere il servizio di Pronto Soccorso e di riportare in Atessa il Distretto Sanitario di Base e la Guardia Medica.
Una menzione particolare la dobbiamo noi del Comitato al Sindaco Giulio Borrelli, che ieri, sul suo profilo Facebook, ha dato totale appoggio all’iniziativa dei drappi “Andrà tutto bene?”, il quale ci sostiene da sempre rispettando le idee di ognuno di noi, spronandoci con obiettività a proseguire nel nostro intento e a portare avanti le iniziative utili alla causa dell’ospedale “San Camillo De Lellis”, e all’ex sindaco Nicola Cicchitti per la proposta di una risoluzione del problema Distretto Sanitario, del quale apprezziamo lo spirito, che è lo stesso che anima il Comitato.”
Dunque, c’è ancora un barlume di speranza per Atessa e i comuni limitrofi, anche se il tempo, inesorabilmente, stringe, in quanto i primi pazienti affetti da Covid 19, sono attesi già per questa settimana al San Camillo e questo non gioca in favore del pronto soccorso.

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