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05/30/2020
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A tu per tu con Manuel Pantalone: per un Abruzzo solidale e ricco di passione

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L’articolo che segue è offerto dagli innovativi monopattini elettrici di Ethicled. 

La bella stagione, nonostante tutte le brutte notizie degli ultimi giorni, sta per tornare: con questa, e con il sole che scalderà le nostre giornate, poche cose saranno ecologicamente al passo con i tempi e divertenti come sfrecciare sui monopattini elettrici di Etichled; per il divertimento dei più piccoli, certamente, ma anche per chi vuole apparire modaiolo ed al passo con i tempi.

Non facciamoci abbattere dal virus e prepariamoci a tornare a vivere le nostre giornate, soprattutto con un aiuto decisivo della bella stagione: che aspettate a prenotare il vostro monopattino elettrico Ethicled? 

 Info/prenotazioni: 333.8590639 per tutta la Regione Abruzzo. 

A tu per tu con Manuel Pantalone: per un Abruzzo solidale e ricco di passione

L’emergenza coronavirus si è abbattuta improvvisamente su tutto il nostro paese, mettendo a dura prova le capacità di tenuta di cittadini e lavoratori. All’interno del periodo più buio e complesso che la nostra nazione sta attraversando dal secondo dopo guerra ad oggi, sia dal punto di vista sanitario che economico, un bellissimo esempio di solidarietà, professionalità e passione giunge proprio dal nostro territorio, quello abruzzese. La Archis, infatti, azienda teatina che da oltre 50 anni opera gloriosamente nell’ambito dell’alta specialistica chirurgica, ha da qualche settimana intrapreso la sua personalissima battaglia al Covid-19, mettendo a sostegno dell’intero stivale le proprie competenze unite ad una solida organizzazione. La tradizione è di quelle più nobili, perché la Archis rappresenta un’azienda leader all’interno della fornitura ospedaliera riguardante l’alta specialistica chirurgica, abbracciando reparti quali la cardiologia, la chirurgia generale, la chirurgia plastica, ma non solo. Gli apparecchi medicali ed elettromedicali forniti dalla Archis interessano svariati ambiti, risultando di vitale importanza all’interno di ospedali ed aziende sanitarie locali. Le criticità dell’ultimo mese, però, non sono minimamente riuscite a scalfire l’intraprendenza ed il vigore di quest’impresa che, anzi, ha deciso di scendere coraggiosamente in campo per la città di Chieti e per l’Italia tutta. L’attività dell’azienda nelle ultime settimane è così duplicata: da un lato la gestione ordinaria, dall’altro la battaglia al Covid-19, tramite la produzione ed il reperimento di dispositivi di protezione individuale, come le mascherine con il filtro (fondamentali per gli operatori sanitari), e di apparecchiature e dispositivi che agevolano la respirazione polmonare dei pazienti. Un atto lodevole, esemplare, sintomo di una regione viva, che reagisce con coraggio alle vistose avversità, e che fornisce tanti esempi da poter raccontare ed esaltare in tutto il mondo. E’ questo l’Abruzzo che ci piace, forte e gentile, che non molla mai. Operosità, dinamismo, esperienza e tanta preparazione a servizio dei cittadini e di un’intera nazione.
Abbiamo avuto l’onore di poter scambiare qualche parola con l’Amministratore Delegato della Archis, Manuel Pantalone, un giovane imprenditore teatino che da tempo opera nel campo della sanità. Laureato in economia aziendale, iscritto all’Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo, ha dimostrato enorme disponibilità e garbo, permettendoci di approfondire più nel dettaglio l’operato della propria azienda, in un momento davvero particolare, a dir poco unico. Molti gli spunti, diverse le curiosità, all’interno di una chiacchierata tanto lunga quanto piacevole ed interessante. Perché Manuel non ha fatto altro che rispettare e rispecchiare l’insigne tradizione dell’azienda da lui rappresentata: serietà, professionalità, solidarietà e passione per il proprio lavoro. Chapeau!
Di seguito l’intervista, colma di temi e riflessioni: dalla sanità all’economia, passando dalla politica nazionale a quella regionale. Quale sarà il nostro futuro? Torneremo mai a quella che noi oggi consideriamo semplice normalità? Prendetevi qualche minuto, non ve ne pentirete.

In una simile fase di profonda emergenza, come riuscite a livello pratico, strategico, a gestire il vostro naturale lavoro che riguarda l’alta specialistica chirurgica con il lavoro aggiuntivo provocato dal Covid-19?
E’ sicuramente un momento particolare, di estrema urgenza, che però stiamo riuscendo a gestire al meglio poiché siamo dotati di una organizzazione decisamente strutturata. In questo momento stiamo utilizzando le moderne tecnologie di home working per quel che afferisce alle funzioni interne, mentre per ciò che concerne la logistica ed il personale tecnico che è necessariamente più esposto lo abbiamo munito di tutti i dispositivi di protezione individuale necessari. Stiamo cercando di far fronte alle numerosissime richieste che arrivano da tutta Italia riguardo l’emergenza Covid, tramite un’oculata amministrazione delle stesse. Stiamo riuscendo a garantire l’approvvigionamento di mascherine con i nostri canali produttivi, cosa da non trascurare viste le numerose difficoltà di reperimento di DPI avute, purtroppo, anche dagli enti stessi. Cerchiamo altresì di porci nei confronti della P.A. con prezzi decisamente virtuosi, confermando la nostra storia e la nostra gloriosa tradizione, improntata da sempre sulla serietà e sull’affidabilità.


All’interno della battaglia al Covid-19, com’è stata l’evoluzione del vostro operato dal giorno zero ad oggi? Qual è l’atteggiamento con il quale ospedali ed operatori sanitari locali si pongono nei vostri confronti? Notate prospettive di miglioramento?

L’evoluzione ha riguardato soprattutto l’enorme mole di lavoro e la frenesia con la quale va necessariamente fronteggiata questa emergenza, perché oltre all’ordinaria amministrazione, che è già di per sé un’urgenza considerando la vocazione del nostro settore, si è aggiunto ciò che non era possibile programmare ne preventivare: il vero ulteriore cambio di passo è relativo al fatto che, ad oggi, c’è da parte nostra la necessità di far coesistere, alla normale mole di lavoro, un’azione rapida indispensabile per garantire un servizio efficiente e tempestivo nei confronti delle aziende sanitarie locali della nostra Regione e del Paese. Questi aspetti molto spesso si scontrano con problematiche di carattere generale, indipendenti da noi come ad esempio lo sdoganamento della merce o i lunghi processi in fase di preparazione della stessa sui canali produttivi all’estero, che un po’ tutti coloro che operano nel nostro settore stanno toccando con mano, ma che noi stiamo riuscendo a gestire attraverso la nostra esperienza ed il nostro background. Siamo molto soddisfatti di come la Regione Abruzzo ed il suo Assessorato alla Salute stiano procedendo. Siamo ovviamente in una fase di grande emergenza, ragion per cui la necessità da parte delle aziende sanitarie locali è quella di avere il materiale il prima possibile poiché i fabbisogni elevati implicano, come dicevo prima, una rapidità d’azione conseguente.


In questo momento, le esigenze di produzione e reperimento nella battaglia anti-Covid sono essenzialmente due: dispositivi di protezione individuale e apparecchiature che agevolano la respirazione dei pazienti nella fase pre-intubale ed intubale. Come vi collocate all’interno di questa duplice richiesta?
Noi ci siamo maggiormente concentrati sull’aspetto delle mascherine con il filtro (diverse dalle mascherine chirurgiche) e sulle apparecchiature per l’intubazione difficile. C’è, però, anche un altro tema: per essere davvero d’aiuto sulle apparecchiature salvavita di difficile reperimento, nei prossimi giorni andremo a consegnare due ventilatori alla pneumologia di Chieti, dando un contributo importante ad un’iniziativa messa in campo da un’associazione di servizio della città di Chieti. Riuscire a reperire i ventilatori in questa fase è davvero complesso per non dire impossibile ed il fatto di esserci riusciti ci inorgoglisce perché sappiamo quanto questo nostro gesto potrà incidere nel salvare la vita dei pazienti. Inoltre ci siamo focalizzati anche su altri dispositivi di protezione individuale come i caschi protettivi e sui sistemi per la sanificazione per gli ambienti. Naturalmente per essere degli operatori affidabili e per garantire fabbisogni importanti, bisogna focalizzarsi su una determinata tipologia di materiale. Per far fronte all’elevatissima domanda, ciascun operatore dovrebbe concentrarsi a mio avviso su un aspetto e farlo bene, è questa la strada da seguire. Per quello che afferisce alle nostre linee, riusciremo a rispettare una media di circa centomila mascherine ogni dieci giorni, destinate all’Abruzzo ed al Paese, sia per quanto riguarda la pubblica amministrazione che per ciò che concerne i privati. 


Un commento, da giovane imprenditore che opera nell’ambito della sanità, sulla situazione emergenziale nella quale versa il nostro paese proprio in ambito sanitario. E’ frutto di una cattiva gestione politica, comunicativa, oppure è il riflesso di alcune laceranti lacune del nostro sistema sanitario nazionale e regionale?

La qualità del nostro sistema sanitario nazionale è ottima. Per quello che riguarda l’aspetto regionale, siamo una Regione virtuosa che può considerarsi un modello nella gestione di quest’emergenza. A livello centrale invece il governo probabilmente avrebbe dovuto attuare determinate misure prima di quanto non l’abbia fatto. Si poteva valutare meglio la situazione dall’inizio e non sottovalutarla. Inoltre è sull’aspetto economico che si riscontrano le più grandi mancanze. E’ evidente, infatti, che al di là degli annunci, si è fatto poco per le imprese e molto di più si sarebbe dovuto fare, sperando che lo si faccia nelle prossime settimane. Le imprese, soprattutto in comparti più esposti come quello ricettivo, avvertono la necessità di avere delle risposte dal governo nazionale, in materia di fondi straordinari ad esse dedicati, in materia di sgravi fiscali, veri e non di sospensioni di qualche mese dei pagamenti, in materia di una gestione diversa che non riguardi soltanto l’aspetto della cassa integrazione ma che consenta alle imprese di gestire la fase successiva. E’ proprio nel post emergenza che occorrerà individuare delle misure efficaci che possano consentire alle imprese di riprendere la propria attività senza accusare troppo il colpo.


Uno sguardo al futuro: dovremo abituarci a convivere a lungo con quest’emergenza? Saremo costretti a cambiare stile di vita anche nella quotidianità?
Il periodo di ritorno alla normalità sarà sicuramente lungo. Ci vorrà tempo, non sarà un ritorno immediato, bisognerà avere grande senso di responsabilità, soprattutto quando le limitazioni attuali saranno meno stringenti. Si dovrà davvero fare appello al buon senso di tutti gli italiani, perché il processo di ritorno alla normalità necessiterà di diversi mesi. Bisognerà rispettare in maniera pedissequa tutte le prossime misure, anche se meno rigide. Bisognerà adottare tutte le precauzioni, come le mascherine e gli altri dispositivi di protezione individuale, ma in generale dovremo evitare gli assembramenti, stando molto attenti anche quando queste limitazioni verranno parzialmente meno, perché altrimenti si vanificherebbe il grande sforzo profuso nel corso di questi mesi.


Chiosa finale. Lei è iscritto all’Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo: una domanda a piacere che, da giornalista, porrebbe a se stesso?

La domanda che mi farei è: quanto il grande sforzo che abbiamo profuso in questi mesi, relativamente alle gestione di queste criticità, inciderà poi in una fase post emergenza? La risposta è che questo inciderà soprattutto a livello organizzativo. Gli attuali strumenti di smart working che abbiamo predisposto risulteranno utilissimi anche in futuro perché garantiscono una maggiore responsabilizzazione del team ed una capacità di agire in maniera ancor più organizzata.

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