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05/30/2020
HomeUncategorizedAtessa, il comunicato in difesa del territorio: “morire di Covid o di malasanità?”

Atessa, il comunicato in difesa del territorio: “morire di Covid o di malasanità?”

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Non si placano le polemiche intorno al San Camillo De Lellis, l’ospedale civile di Atessa, al centro di una diatriba riguardante il suo presunto smantellamento.
In sintesi, con il passaggio a Covid Hospital, la struttura di Atessa si è vista trasferire i due reparti rimasti attivi, oltre alla guardia medica e la chiusura del pronto soccorso. Tutti movimenti che, secondo il direttore della Asl Lanciano – Vasto – Chieti, Schael, dovrebbero essere temporanei. A questo proposito, il comitato ha rilasciato il seguente comunicato.

“Venerdi scorso il COMITATO SPONTANEO IN DIFESA DEL TERRITORIO ha preso parte all’ispezione organizzativa del nostro “San Camillo” insieme alla commissione capeggiata dal direttore sanitario Schael, con diversi primari, dirigenti e tecnici della ASL Lanciano-Vasto-Chieti.
Non sono mancati momenti di tensione sfociati in una seria discussione relativa sia all’attuale emergenza sanitaria che al futuro dell’ospedale.
Abbiamo strappato a Schael l’impegno di provvedere, nella successiva delibera, ad indicare nero su bianco, come “TEMPORANEO” il trasferimento di reparti, servizi distrettuali e Pronto Soccorso, e a trovare per questi ultimi una collocazione atessana.
Ieri abbiamo appreso con soddisfazione (non piena) che la delibera del 31/03 contiene la “temporaneità” dei provvedimenti.. ma, con uno strano vizio di forma: nonostante le premesse che alludono ad una temporaneità nella chiusura dei reparti, nei fatti viene DELIBERATA solo la temporaneità del Pronto Soccorso… (strani giochi, se fatti con danno o con dolo lo scopriremo.. )
Consapevoli del momento di emergenza, e speranzosi che il covid-hospital non debba mai servire, non possiamo esimerci dall’esporre le nostre perplessità memori di un passato fatto di inganni e reparti mai tornati indietro..
Atessa ha già dato tanto e sta ancora dando tantissimo con questa ultima scelta di coraggio! É arrivato il tempo di ricevere qualcosa di concreto, il popolo è stanco e merita di più.
Pertanto, cari signori della Asl, vi ricordiamo che state gestendo, oltre al denaro pubblico già stanziato per strutturare il covid, anche tante offerte private che portano inciso il nome del “San Camillo” per l’acquisto di macchinari e di ventilatori polmonari! Risorse che sarebbero sufficienti per creare un covid hospital completo di rianimazione! E siccome non guardiamo solo al futuro ma anche al presente e alla salute della gente: senza rianimazione, poiché la delibera non la prevede, se un paziente covid si dovesse aggravare, ci dite come verrebbe salvato?!
Ecco perché 7 giorni fa abbiamo chiesto l’accesso agli Atti! E non finisce qui…
Ma abbiamo anche altre domande sulla tutela della salute dei cittadini…
Con la chiusura del pronto soccorso, é inconcepibile che un comprensorio vastissimo con 30.000 persone debba trovarsi costretti a ricorrere al PS di Lanciano già sovraccarico e a rischio di collasso! Complice anche le distanze, questa scelta scellerata quanti morti si porterà dietro?! Vogliamo chiederlo a quelli di Montazzoli?! Insomma se non muori con covid-19 potresti morire per malasanità (o meglio dire malagestione)?!
Con tutte le strutture libere di cui disponiamo non era possibile allestire un PS temporaneo su Atessa?! E i servizi distrettuali, la Guardia Medica, il centro vaccinale, era necessario spostarli a Casoli e ARRECARE ulteriore disagio a questo?! Insomma ad Atessa dobbiamo morire!
Vi rendete conto di che danno avete arrecato a questa comunità?!
E poi, siamo in emergenza, vi divertite ad aumentare gli spostamenti anziché ridurli?
In questa città non mancano strutture libere!
Attendiamo risposte concrete, è in gioco la vita di tutti, dei pazienti covid e no-covid!
É vero che in Italia siamo abituati male, ma esiste anche la trasparenza e la sana gestione! E siccome sarebbe buona norma rispettarla, noi la pretendiamo!
Il comitato continuerà a vigilare, giorno per giorno, senza mai allentare la morsa, con la consapevolezza di esprimere le richieste, le speranze e il diritto alla salute di un intero territorio!”
Il Comitato Spontaneo in Difesa del Territorio
il portavoce Vincenzo D’Amario

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