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07/14/2020
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L’imponente Ponte Diocleziano di Lanciano

Il Ponte di Diocleziano, ubicato tra piazza Plebiscito e largo Paolo Tasso, rappresenta una delle costruzioni più imponenti di Lanciano. Al di sopra di esso fu eretta una prima cappella dedicata alla Vergine, restaurata e ampliata nei secoli successivi fino a raggiungere le dimensioni dell’attuale Chiesa della Madonna del Ponte.

Il Ponte di Diocleziano risalirebbe all’età tardo imperiale. Posto sulla strada consolare Flamina Adriatica, il ponte era una delle strade di passaggio per uomini, animali e carrozze; tutt’ora è un passaggio pedonale. I suoi ambienti sottostanti erano utilizzati come fondaci e rifugi nel periodo della guerra poi come mercato del pesce. Oggi, invece, ospitano l’auditorium.

Dopo il crollo a causa del forte terremoto del 1088, il ponte Diocleziano venne ricostruito nel corso del XIII secolo con forme architettoniche tipicamente medievali. Tipici della ricostruzione furono anche gli archi a sesto acuto. Nel 1429 furono commissionate alcune opere di rinforzo e allargamento della struttura: agli inizi del XVI secolo il ponte viene ampliato, con aggiunta di due campate e di due torri alle estremità, per evitare il transito di carri e persone all’interno della Chiesa della Madonna del Ponte. La nuova parte venne coperta da volte a crociera poggianti su pilastri e archi a tutto sesto visibili dalla valle sottostante, in modo da creare due passaggi: uno inferiore per i carri e uno superiore per pedoni e carrozze. Alla fine dello stesso secolo fu costruito il corridoio: si tratta di una muratura piena dotata di rinforzi poggianti sul sistema di arcate sottostanti che formano il tratto di ponte coperto costituito da volte a crociera in laterizio. La costruzione del ponte su 3 arcate a tutto sesto si fa risalire alla fine del III secolo d.C.

 Vi ricordo, inoltre, che i  sotterranei della Madonna del Ponte e della chiesa di s. Francesco ospitano un percorso museale dedicato alle fasi costruttive del ponte di Diocleziano, ai resti del primo santuario del Miracolo Eucaristico e alle campagne archeologiche effettuate in loco.

 

Cristina d’Armi

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