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03/30/2020
HomeL'AquilaCovid-19: Non tutti possono seguire il Decreto

Covid-19: Non tutti possono seguire il Decreto

Nei periodi di crisi, gli effetti delle disuguaglianze formali e
sostanziali diventano ancor più evidenti. Le note che seguono
forniscono una prima panoramica sui diritti dei cittadini stranieri
messi a rischio dall’emergenza COVID-19.”
Così inizia il Documento sottoscritto da decine di associazioni per
spezzare il silenzio ed evidenziare le criticità che, in questa
drammatica situazione di emergenza da COVID-19, caratterizzano la
condizione delle persone straniere ed in particolare dei/delle
richiedenti asilo, delle persone senza fissa dimora e dei lavoratori e
delle lavoratrici ammassati negli insediamenti informali rurali.

Persone che ad oggi sono prive di effettiva tutela, nella maggioranza
dei casi anche degli strumenti minimi di contenimento (mascherine e
guanti – acqua, servizi igienici), ed oggettivamente impossibilitate a
rispettare le misure previste dal legislatore, vivendo in luoghi che
di per sé costituiscono assembramenti.

Il documento non si limita ad enucleare dette criticità ma propone e
chiede al legislatore soluzioni concrete ed immediate, che consentano
di garantire a tutte le persone le medesime tutele previste dai
provvedimenti per contenere il contagio da coronavirus.

Con specifico riguardo ai Centri straordinari di accoglienza (che
dalla riforma del cd. decreto sicurezza n. 118/2018 sono diventati
grandi contenitori di persone, con significativa riduzione dei
servizi, compresi quelli sanitari), le Associazioni firmatarie
chiedono che vengano chiusi, riorganizzando il sistema secondo il
modello della cd. accoglienza diffusa in piccoli appartamenti e
distribuiti nei territori, essendo impossibile nei contesti attuali il
rispetto delle misure legali vigenti, a partire dalla distanza tra le
persone e al divieto di assembramenti.

Il Documento chiede, altresì, che venga consentito l’accesso al
SIPROIMI anche per coloro che ne sono stati esclusi dal decreto
sicurezza (titolari di permesso umanitario, richiedenti asilo) e che
le persone senza fissa dimora o che vivono negli insediamenti
informali rurali (cioè che lavorano per l’agricoltura per fornire i
prodotti per la vita quotidiana) siano accolte in strutture adeguate,
con dotazione di acqua e servizi igienici, oggi assenti in questi
ultimi.

Analoghe richieste chiediamo per i CPR e gli Hot-Spot, evidenziando,
quanto ai primi, la necessità di impedire nuovi ingressi e per le
persone già trattenute di disporre le misure alternative al
trattenimento, stante l’impossibilità attuale di eseguire ogni
rimpatrio nei Paesi di origine.

Il documento non si dimentica neppure della situazione in cui versano
le persone migranti che anche in questo periodo possono arrivare in
Italia, per cercare di sottrarsi a morte e torture nei campi in Libia
o in fuga da situazioni di grave pericolo. Rispetto a costoro
chiediamo che vengano predisposte misure che consentano la rapida
indicazione di un porto sicuro per lo sbarco e la predisposizioni di
protocolli atti ad evitare la diffusione della pandemia in corso.

L’insieme di queste richieste, che ci auguriamo il legislatore e tutte
le competenti autorità prendano immediatamente in considerazione, non
rispondono solo ad una imprescindibile necessità di trattamento uguale
per tutte le persone, “senza distinzione di sesso, di razza, di
lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e
sociali” (art. 3 Costituzione), ma ad una necessità per la
salvaguardia dell’intera salute pubblica.

Il Documento non dimentica nemmeno di esortare il legislatore a non
ignorare le riforme che da tempo sono urgenti per le persone straniere
e per la democrazia tutta, dalla cittadinanza, all’abrogazione dei cd.
decreti sicurezza, alla sempre più urgente regolarizzazione.”

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