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03/30/2020
HomeChietiLe tradizioni del Carnevale d’Abruzzo

Le tradizioni del Carnevale d’Abruzzo

“Carnevale vecchio e pazzo

s’è venduto il materasso

per comprare pane e vino

tarallucci e cotechino.

E mangiando a crepapelle

la montagna di frittelle

gli è cresciuto un gran pancione

che somiglia ad un pallone.

Beve e beve e all’improvviso

gli diventa rosso il viso

poi gli scoppia anche la pancia

mentre ancora mangia, mangia…

Così muore carnevale

e gli fanno il funerale

dalla polvere era nato

ed in polvere è tornato”

 

 

Così recitava Gabriele D’annunzio nella filastrocca “Carnevale”.

Illustre poeta di origine pescarese, D’Annunzio scrisse diversi versi su Francavilla al Mare, piccolo paese del litorale abruzzese famoso anche per i festeggiamenti del carnevale d’Abruzzo. La tradizione di questa festa paesana nacque subito dopo il secondo Dopoguerra nel 1956. Inizialmente il Carnevale si festeggiava con l’esibizione del gruppo folkloristico “Zazzà cerca Zuzzù”, complesso originario francavillese che si esibiva lungo le strade, con balli e travestimenti. Con il passare del tempo, quella che era una piccola ricorrenza paesana, divenne presto una famosa festa conosciuta in tutta la regione. La sfilata dei carri è organizza e realizzata da maestri cartapestai, i quali, oltre alle divertenti figure per i bambini, propongono allegorie satiriche riguardo società contemporanea.

Ci sono diverse teorie riguardo l’etimologia della parola “carnevale”, questa deriverebbe dal latino, carnem levare “eliminare la carne”, poiché tale festività indicava il banchetto che si teneva l’ultimo giorno di Carnevale (Martedì Grasso), subito prima del periodo di astinenza e digiuno della Quaresima.

A Montorio al Vomano (TE), durante gli anni 20 del ‘900, alcuni ragazzi della zona non condividendo le severe regole del regime che proibì i festeggiamenti del carnevale, decisero perciò di indossare abiti funebri e dar vita, il giorno delle ceneri, al funerale del Carnevale: un corteo che si snoda, tuttora, per le vie del paese.

 

 

Altrettante sono le feste organizzate in occasione del Carnevale, fatta eccezione, fino a qualche anno fa, per L’Aquila, il capoluogo che nel 1703 venne distrutto interamente da un fortissimo terremoto. Da allora il lutto prevalse sui festeggiamenti ed i colori della città, dal bianco e rosso divennero verde e nero.

 

Ricordata la storia di questa tradizione, vi ricordo gli appuntamenti per questo fine settimana:

– Sabato 22 febbraio i carri sfileranno lungo le strade di Schiavi d’Abruzzo (CH), Luco dei Marsi (AQ) Poggio Picenze (AQ), Opi (AQ).

– Domenica 23 febbraio, invece, toccherà a L’Aquila, Francavilla al mare (CH), Oricola (AQ), Capistrello (AQ), Pratola Peligna (AQ), Carsoli (AQ) Canzano (TE), a Sant’Egidio alla Vibrata (TE).

Per concludere, grande replica il 25 febbraio.

 

Cristina d’Armi

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