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02/22/2020
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Pescara, al via l’ottava edizione di “Docudì”: il concorso di cinema documentario

Si è tenuta stamattina nel Comune di Pescara la conferenza stampa di presentazione di Docudì 2020 – concorso di cinema documentario. Presenti l’assessore alla Cultura Mariarita Paoni Saccone, l’assessore all’ascolto del disagio Sociale Nicoletta Di Nisio, la Presidente dell’associazione A.C.M.A. M. Chiara Manni, la Segretaria dell’associazione Antonella Stucchi e il curatore della rassegna d’Arte Anthony Molino.

Ad organizzare il concorso di cinema è l’A.C.M.A. (Associazione Cinematografica Multimediale Abruzzese). Una associazione culturale senza scopo di lucro nata nel dicembre 2000 e costituita da volontari che ha la finalità di promuovere la cultura cinematografica e multimediale. L’associazione quest’anno corona i venti anni di attività proponendo la ottava edizione di Docudì.

Undici gli appuntamenti: con film in concorso, fuori concorso e film d’Arte che saranno tutti proiettati nel museo d’arte moderna Vittoria Colonna in via Gramsci a Pescara con ingresso libero.

Due i premi che saranno assegnati: “Docudì 2020” con il voto del pubblico e “Docudì sociale” che l’A.C.M.A. darà al film che avrà meglio trattato una tematica di natura sociale.

Tutti i film in concorso sono stati prodotti nel 2019 e dopo le proiezioni sono previsti incontri con gli autori e momenti di approfondimento e di dialogo con il pubblico in sala.

Con il Patrocinio della Fondazione Pescarabruzzo e del Comune di Pescara, la prima proiezione si terrà giovedì 23 gennaio ore 17:00 con il primo dei tre appuntamenti d’arte.

La caratteristica di questo incontro, hanno dichiarato gli organizzatori, è che siamo riuscito ad avere in sala, per il dibattito con il pubblico dopo la proiezione, proprio l’artista Giuliano Giuliani.

Verranno presentati due documentari:

Pietranima di Andrés Arce Maldonado 12′ 25” / 2012

Il respiro della pietra di Andrés Arce Maldonado 27′ 11” / 2016

del regista Andrés Arce Maldonado, dedicati entrambi ad uno degli scultori più importanti del panorama contemporaneo nazionale ed europeo.

I due documentari, Pietranima e Il respiro della pietra rivisitano l’opera e la figura di Giuliano Giuliani (Ascoli Piceno, 1954). Appassionato del materiale elettivo della sua città, il travertino, da decenni Giuliani ha trasformato la cava paterna sul colle San Marco (AP) nel suo luogo privilegiato e laboratorio di ricerca. Le sculture di Giuliani, oltre che in numerose raccolte private, sono presenti in collezioni importanti come i Musei Vaticani e il Museo della Scultura Contemporanea di Matera.

Scrive di lui il curatore della rassegna, Anthony Molino: “Giuliano Giuliani è poeta della pietra. Del nativo travertino, che da sempre esalta, generando onde e ali di un bianco solenne, leggero, quasi diafano. Onde di pietra, risacca del tempo stratificato nelle vene più profonde della terra, che Giuliani invoca e fa emergere come per un atto di resurrezione. E lo fa obliterando quasi ogni traccia della violenza che pure opera sulla materia, per evidenziarne – nel conferirle vita – la propria ferita, insita in quel suo tempo immemore. Ed è quella ferita sottile quasi una carezza, che vuole ricordare la precarietà che è di tutti noi, che l’artista rivela tanto nella dolente flessuosità della pietra levigata che negli spigoli acuti e taglienti delle sue opere. Precarietà che funge, infine, da soglia al sacro, dimensione che Giuliani dichiara essere, a noi uomini di oggi e domani, necessario e assoluto”.

I due film hanno impronta e obiettivo diversi, mentre Pietranima esplora il mondo e la sensibilità di Giuliani e ne invita le riflessioni sulla propria arte, Il respiro della pietra rivisita la grande mostra antologica dedicata allo scultore dalla sua città nativa, Ascoli Piceno, nel 2015.

 

Pietranima a cura e prodotto dalla Galleria Arialdo Ceribelli di Bergamo

Il respiro della pietra a cura della Galleria Arialdo Ceribelli di Bergamo e prodotto dalla Fainplast di Ascoli Piceno.

Le letture sono di Massimo Popolizio con una intervista a Mario Dondero

Alla proiezione interverrà l’artista, che dialogherà con il curatore e il pubblico convenuto.

Il regista Andrés Arce Maldonado è nato in Colombia ma da molti anni vive e lavora a Roma. Il lungometraggio “Falene” segna il suo esordio: selezionato al festival di Montpellier e al Raindance di Londra. Nel 2009 Maldonado vince il Premio della Regia ad Arcipelago col documentario “Ritratti “e il 48H Film Project con il cortometraggio “L’utero al dilettevole”. Ha curato la fotografia e il montaggio di vari film di Elisabetta Sgarbi tra cui “Il viaggio della signorina Vila” e “Quando i tedeschi non sapevano nuotare”. Ha diretto la serie web Pirula Pirula ed il lungometraggio “Carta Bianca” vincitore al Riff (Roma IndipendentFilm Festival) del premio della distribuzione, proiettato al Festival di Bogotà. Nel 2016 ha diretto il lungometraggio “Dentro” che vince il The Monkey Bread Film Awards 2017.


Seguiranno – per il ciclo Arte due appuntamenti:

– giovedì 26 marzo

“Emilio Vedova. Dalla Parte del Naufragio” sul lavoro dell’artista Emilio Vedova di Tomaso Pessina

– giovedì 14 maggio

“Ettore Spalletti” sul lavoro dell’artista Ettore Spalletti’ e “Capo Dio Monte” sul lavoro dell’artista Luigi Ontani di Pappi Corsicato

 

Tutte le informazioni sono disponibili alla seguente pagina: https://www.webacma.it/docudi2020-arte-uno/

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