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09/23/2019
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L’Aquila, una soluzione per il Convitto Nazionale “D. Cotugno”

Riceviamo e pubblichiamo da FLC CGIL L’AQUILA, MOVIMENTO GIOVANILE DELLA SINISTRA , UNIONE DEGLI STUDENTI, LINK e SCHOOL IN PROGRESS.

Cogliamo favorevolmente la notizia del raggiungimento delle iscrizioni necessarie per scongiurare, in organico di fatto, la chiusura del Convitto Nazionale Domenico Cotugno, di cui ci siamo ampiamente occupati nei mesi scorsi, sollevando la questione nell’ambiente politico cittadino e tra l’opinione pubblica che non ne era informata. La nostra preoccupazione per la chiusura di una istituzione di prestigio e, soprattutto, di un servizio negato alla città, ben espressa nell’assemblea cittadina del 28 giugno, nella conferenza stampa del 6 luglio, nei comunicati stampa e, soprattutto, nelle richieste formali all’USR fatte dalla FLC CGIL Abruzzo, hanno in gran parte collaborato alla soluzione di una vicenda che se non si fosse risolta avrebbe determinato un ulteriore impoverimento del tessuto sociale ed economico della nostra città.
Rimangono tuttavia aperte tutte le questioni da noi sollevate di cui, come più volte affermato, la chiusura del convitto, decretata dalla non attribuzione dell’organico di fatto degli educatori per mancanza di iscrizioni, è emblematica. La soluzione trovata per il Convitto insegna che la ricerca di alternative può essere perseguita uscendo dalla immobilità e dalla rassegnazione di fronte al calo demografico e alle difficoltà che rendono sempre meno attrattiva la nostra città per eventuali convittori. Come abbiamo già detto, è una soluzione che ci trova d’accordo perché mette in movimento una serie di iniziative concertate tra diversi agenti sul nostro territorio.
Ma è temporanea e non è sufficiente.
Chiediamo, ancora una volta con forza e determinazione, che non ci si accontenti di aver trovato una soluzione temporanea ad un problema strutturale della nostra città e della nostra provincia.
Crediamo che le criticità del sistema di istruzione e conoscenza non siano problemi a sé stanti, ma conseguenza e specchio di mancati investimenti economici, culturali, di idee e di impegno nella progettazione di un sistema condiviso ed organico del territorio.
Siamo ormai all’inizio di un nuovo anno scolastico senza cambiamenti sul fronte della ricostruzione dell’edilizia scolastica che non si è ancora incanalata in un discorso più ampio sulla ricostruzione sociale della città e delle aree interne del territorio provinciale. Ci sono tavoli istituzionali aperti dove si assumono decisioni che non vengono applicate. E’ vero che la scuola si ferma due mesi ogni anno per permettere ad alunni e docenti il doveroso recupero psicofisico, ma non si ferma certo la macchina organizzativa ad essa collegata che, anzi, durante il periodo estivo è estremamente attiva per quanto riguarda gli uffici e le segreterie scolastiche competenti alla definizione e alla pianificazione di ogni nuovo anno scolastico. Si ferma invece la politica che di anno in anno lascia insolute le difficoltà del nostro territorio che, regolarmente, si ripresentano anche con maggior forza il primo settembre di ogni anno, come ad esempio sta succedendo in questi giorni per il trasporto pubblico cittadino che non è al momento garantito.
L’unica iniziativa virtuosa di questa estate cittadina relativamente alla scuola è il mercato dei libri organizzato dall’UDS, a riprova e a conferma che dobbiamo ringraziare i ragazzi e le ragazze di questa città per la capacità di leggere i problemi sociali e di intraprendere iniziative dal basso.
Abbiamo appreso positivamente e anche con orgoglio che l’Università dell’Aquila risulta essere in ottima posizione nella classifica ARWU 2019, riteniamo che questo debba essere di stimolo agli amministratori perché si lavori a rendere migliore tutto il sistema di servizi che permettono agli studenti e alle studentesse, soprattutto fuori sede, di studiare e vivere serenamente nella nostra città.
In conclusione, plaudiamo alla soluzione per il Convitto Nazionale ‘D. Cotugno’, ma chiediamo, di nuovo, con forza che si apra un dibattito ampio e risolutivo sulle criticità del sistema di istruzione e conoscenza nel nostro territorio cittadino e provinciale. Chiediamo che lo stesso sistema sia riconosciuto parte integrante di ogni possibile progetto di città e di territorio, nonché sua principale risorsa.

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