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12/09/2019
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Omicidio del brigadiere Rega, le parole dure di Palmieri: “Onore a lui, non ci rassegniamo!”

Riceviamo e pubblichiamo dal prof. Pierluigi Palmieri, presidente dell’Associazione CREDICI (Coordinamenti Regionali per la tutela dei Diritti Civili), nonché fondatore di Civiltà Italiana:

E’ stato scritto tutto, e anche il contrario di tutto, sul delitto di Via Cossa nel quartiere Prati di Roma e sui fatti che ne sono seguiti ( tra tutti l’assurdo  post pubblicato su Facebook da una sprovveduta signora di Novara, che non riesco a citare con il titolo di insegnante, e il clamore, ancora più assurdo, creato dalla foto del complice dell’assassino  scattata in caserma).  Da presidente di un’Associazione che si batte per la tutela dei Diritti Civili e sostenitore del movimento Civiltà Italiana,  ritengo doveroso onorare il servitore dello Stato, ennesima vittima  del dovere.

Sul fatto in sé al comunicato ufficiale diramato dall’Arma dei Carabinieri immediatamente dopo la tragica aggressione(1)

Evito di …”commentare i commenti”, a dir poco avventati, fatti  a caldo dei rappresentanti del governo  e dei partiti, tutti,  perché puzzano  di opportunismo. Propendo per un “sì comment” sulla vergognosa battuta partorita dalla mente marcia della “navigatrice”  di Novara (Uno in meno!…).

Tanti anni fa ho partecipato alla cattura  di un delinquente che aveva oltraggiato un tenente un  Carabiniere. Nel piazzale antistante la stazione Termini di Roma, Sergente dei Granatieri in libera uscita, con indosso la mia elegante divisa, stavo  imbucando una lettera in una cassetta delle Poste e,  vicino a me, un fante, dopo avermi rispettosamente salutato, stava facendo altrettanto. Fummo entrambi richiamati dalle urla di un Tenente del Carabinieri : “Al delinquente, al delinquente… prendetelo, prendetelo…” . Un rapido segnale d’intesa e partimmo per tagliare la strada ad un  lungaggione che fuggiva. Il fante (era un velocista da 11” netti) arrivò per primo all’’impatto col soggetto placcandolo alle caviglie alla maniera del più  navigato degli  All blacks. Steso a terra, supino, mentre il mio piede gli premeva il torace, tra lo sterno e il mento, e il mio pugno stava per arrivargli sulla fronte, implorava “No, Noo…”. Dopo qualche attimo sopraggiunse il tenente dicendomi “Grazie mille, ma lasciamelo …è mio…. mi ha sputato” e in un attimo lo ammanettò, mentre il mio pugno, un po’ deluso, si schiudeva,. L’ufficiale mi riferì che quel tizio, mentre partecipava ad un corteo  non autorizzato di studenti della Vicina Università, invitato ad arretrare rispetto allo schieramento delle forze dell’ordine,  aveva reagito sputandogli in faccia per poi fuggire.

Al primo impatto con la notizia dell’assassinio del Brigadiere Rega  nel quartiere Prati, ho provala la medesima senzazione di disgusto e di rabbia, che provai nel sentire che quello” studente- serpente” aveva osato sputare su un uomo nell’esercizio del suo dovere: “Peggio di una coltellata pensai” .

Mario Cerciello Rega è stato ucciso da undici coltellate,: “Molto peggio di uno sputo”.

Probabilmente la pseudo-insegnante che sputa veleno verso l’Arma Benemerita per antonomasia e ha il cervello sotto i piedi, è figlia del protagonista di quella storia, la cui epoca si caratterizzava per la rivendicazione del “27 politico”.

Ecco le mie considerazioni finali

1-       Disprezzo per il  procacciatore di droga che si rivolge ai Carabinieri per riavere il “maltolto”: il colmo della sfacciataggine.

2-       Disgusto per la “noninsegnante”, con zero etica. Eliana Frontini docente/serpente, va espulsa a vita da tutte le scuole della Repubblica. Nessuno  sentirà la mancanza della sua stupidità.

3-       Rammarico per la mancanza criteri d’ingaggio più duri rispetto alle attuali “ecoregole :  forse il delitto si sarebbe potuto evitare se, pistole alla mano i carabinieri avessero potuto  intimare, il “mani alla nuca” ai  due delinquenti americani ( ricchi, viziati e affamati di droga), ammanettarli e perquisirli.  All’americana ’appunto! Invece …eccesso di rispetto della “persona”.

4-       Indignazione per le proteste dei filistei alla vista della foto dell’interrogatorio con benda. La vita di un “uomo umano” distrutta  in modo incivile e la dignità della sua divisa, valgono cento,mille volte più di  una benda sugli occhi “intelligenti” di chi non le ha rispettate.

Siamo di fronte all’ ennesimo tibuto al Paese che è la culla della Civiltà.

Un paese che  da tutto il mondo, a milioni, guardano con ammirazione e rispetto,sentimenti questi inquinati dalla viltà di Finnegan Lee  studente –serpente come  Gabriel Hjorth.

Sarà  tagliata la testa ai serpenti? La speranza la ritrovo anche nell’Omelia dell’Ordinario Militare a Somma Vesuviana con il suo , quasi dannunziano , richiamo a porre la fiamma “sopra al moggio” e con  la sua conclusione  :Noi non ci rassegniamo.

Onore al Carabiniere Brigadiere Mario Cerciello Rega! 

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