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10/21/2019
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L’Aquila, la Barattelli per I Cantieri dell’Immaginario: un’opera di Alessandro Stradella

Anche quest’anno la Società Aquilana dei Concerti “B. Barattelli” propone all’interno de I Cantieri dell’Immaginario la nuova produzione dello Stradella Y-Project, con la messa in scena dell’opera “Amare e fingere” del compositore Alessandro Stradella  nato a Nepi nel 1639 e scomparso nel 1682, prima esecuzione moderna in Italia.

L’appuntamento è per sabato 13 luglio con inizio alle ore 19 presso il suggestivo Chiostro del Convento di San Giuliano.

 “Amare e fingere”: una coinvolgente storia di finzione ed intrecci amorosi nella suggestiva ed esotica cornice delle campagne di una Arabia immaginaria. Di incerta attribuzione fino ai giorni nostri è stata ricollocata all’interno del corpus delle opere di Stradella grazie alle ricerche e agli studi del Prof. Arnaldo Morelli. Tutti i giovani interpreti sono stati selezionati con apposito bando. Il cast è così composto: Beatriz Arenas Lago (Celia), Nikolay Statsyuk (Rosalbo), Sofie Garcia (Clori), Yuri Miscante Guerra (Fileno), Antonia Fino (Silvano), Magdalena Pikuła (Erinda) con la regia di Pawel Paszta.

Lo Stradella Y-Project nato nel 2011 in seno al Conservatorio di Musica “A. Casella” dell’Aquila con lo scopo di eseguire e far conoscere l’opera del grande compositore Alessandro Stradella, sotto la guida di Andrea De Carlo, è formato in questa occasione da Lucrezia Nappini violino I, Angelo Di Ianni violino II, Francesco Olivero tiorba e chitarra barocca, Elias Pfetscher tiorba, Irene Maria Caraba viola da gamba, Serena Seghettini viola da gamba, Amleto Matteucci contrabbasso, Diego Ruenes Rubiales organo e Lucia Adelaide Di Nicola clavicembalo.

Dato il periodo storico e lo stile musicale seicentesco, l’evento è stato inserito anche nella XXIII Rassegna di Musica Antica “Concerti di Euterpe”.

Al termine dello spettacolo sarà possibile, grazie alla disponibilità della comunità dei Frati, visitare il Conventino quattrocentesco all’interno del Complesso. Il Conventino o il Lochetto, come viene anche chiamato l’edificio, il cui nome ne suggerisce le ridotte dimensioni, è la parte più antica e più preziosa del complesso di San Giuliano ed è probabilmente il primo nucleo del Convento fondato nel 1415.

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