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06/25/2019
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Edilizia L’Aquila, Fillea Cgil: “Allarme nel cantiere più grande d’Europa”

Alla fine del 2009 le imprese iscritte tra Cassa e Scuola edile della provincia dell’Aquila erano 1.424, nel 2018 sono scese a 1.166, con un saldo passivo pari a 258, i lavoratori del settore dell’edilizia iscritti sono passati da 8.703 del 2009 a 8.351 dello scorso anno, 352 in meno; è aumentata l’età media degli operai, che oggi si attesta intorno ai 45 anni e, in un anno, si sono perse circa un milione di ore di lavoro.

È il quadro emerso dal convegno “Il lavoro edile nei cantieri dei crateri sismici e nella regione. Esigenza di legalità e proposte di legge per un settore trasparente e sicuro”, organizzato all’Aquila dalla Fillea Cgil Abruzzo-Molise, il più grande sindacato dei lavoratori Edili.

A tracciare il bilancio dell’attività del settore edile nel processo di Ricostruzione,  in quello che viene considerato il cantiere più grande d’Europa, a dieci anni dal sisma del 6 aprile 2009, è stato Emanuele Verrocchi, segretario provinciale Fillea Cgil L’Aquila, insieme ad Alessandro Genovesi, segretario generale nazionale della Fillea Cgil, Graziano Gorla, segretario nazionale Fillea Cgil – dipartimento Legalità, Carmine Ranieri, segretario generale Cgil Abruzzo e Molise e Silvio Amicucci, segretario regionale Fillea Cgil Abruzzo-Molise.

Altri dati emersi durante l’incontro sono quello che riguarda i lavoratori domiciliati in provincia dell’Aquila, pari al 53% e quelli che provengono da altre province, pari al 47% e la percentuale di massa salari prodotti che sta crescendo proprio a favore dei domiciliati nel capoluogo (61%), rispetto a quelli di fuori (39%).

Inoltre, nell’ultimo anno nella provincia dell’Aquila si sono persi quasi 800 lavoratori, anche se nell’ultimo trimestre ne sono stati recuperati 168.

Durante il convegno sono state lanciate due proposte di legge: una per il ripristino del Documento unico di regolarità contributiva (Durc) congruità non solo per la ricostruzione post-sisma, ma per tutti i cantieri del territorio, e una legge quadro per la gestione ottimale delle emergenze post-calamità.

La giornata è iniziata con la festa del tesseramento in piazza Duomo all’Aquila, a cui hanno partecipato gli operai impegnati nella Ricostruzione del centro storico, un momento di aggregazione e condivisione, seguito dalla premiazione di quattro lavoratori: Camillo Di Marco, da poco in pensione, Redzep Uzairi, Pius Njiribeako e Tecle Di Pompeo, assente giustificato.

A spiegare le motivazioni che hanno spinto il sindacato a dare un riconoscimento a questi lavoratori è stato proprio Verrocchi: “Abbiamo voluto dare un riconoscimento simbolico a questi lavoratori, a 10 anni dal sisma, per omaggiarli e ringraziarli della loro passione. Njiribeako è un operaio nigeriano, rappresenta un esempio bellissimo di integrazione, è un grande lavoratore e abbiamo voluto ringraziarlo per il suo impegno. Abbiamo poi premiato Di Marco perché è da poco pensionato, tutti gli altri per la loro lealtà e il rispetto verso il proprio lavoro e verso l’organizzazione sindacale, sono tutti delegati della Fillea Cgil e svolgono le proprie mansioni con amore e dedizione e questo è importantissimo”.

La giornata è proseguita con l’incontro presso la sede della Cgil dell’Aquila.

Il sindacato ha chiesto urgenti modifiche normative, a livello regionale e nazionale, a favore della qualità e della regolarità del lavoro nei cantieri.

Proprio nel capoluogo abruzzese le imprese impegnate nella Ricostruzione hanno avuto l’obbligo di presentare il Durc congruità, fino al 31 dicembre 2016, successivamente con una legge nazionale è stato varato il Durc on line (Dol), ma la Fillea Cgil è tornata a chiedere la reintroduzione dell’obbligatorietà del documento, come “strumento fondamentale per la lotta al lavoro nero, grigio, fenomeni che nel cantiere più grande d’Europa sono molto preoccupanti”.

Il segretario provinciale della Fillea Cgil ha rilanciato la questione, ribadendo l’allarme sulla precarietà nel comparto: “Spesso il mondo operaio è dimenticato dalla politica, ma anche dalla cultura e dalla società in generale: oggi vogliamo ridare luce a questo mondo. Trascorsi 10 anni dal terremoto, finite le celebrazioni e i rituali istituzionali, vogliamo essere qui per festeggiare la bellezza che stanno ridando i lavoratori a questa città, ai centri e ai borghi del cratere sismico”.

Secondo Verrocchi, “Non solo viviamo la parabola discendente della Ricostruzione, ma per effetto del Dol siamo sicuri che molte imprese stanno lavorando nel nostro territorio, ma con iscrizione in altro luogo”, ha concluso.

Genovesi ha poi sottolineato che: “Spesso la gente non lo ricorda, ma in questo paese ci sono ancora un milione di edili che si alzano presto tutte le mattine e ricostruiscono i palazzi, le case, gli ospedali, le caserme. Gli operai sono fondamentali per il paese, ma soprattutto per quelle realtà che sono state colpite dal terremoto, o da altre disgrazie, perché dietro di loro non c’è solo la ricostruzione fisica, ma anche quella simbolica di un’intera comunità, di legami sociali. Ovviamente è un lavoro faticoso, un lavoro che purtroppo conosce il più alto indice di incidenti mortali: solo l’anno scorso sono morti 500 operai nei cantieri edili, un numero impressionate”.

La battaglia che portiamo avanti come sindacato, e che portano avanti anche i lavoratori, è quella di avere innanzitutto il rispetto del contratto, quindi corretti versamenti e rispetto delle norme sulla sicurezza. Per questo noi avevamo sperimentato a L’Aquila lo strumento del Durc congruità, che ha permesso di regolarizzare molti lavoratori e denunciare allo stesso tempo i ‘furbetti della ricostruzione’ – ha aggiunto Genovesi – Nel 2017 è venuto meno e noi temiamo che questo abbia portato di fatto ad un aumento del lavoro nero, ma anche dello sfruttamento. Tutto questo produce un effetto sugli operai, ma anche sulla qualità della ricostruzione stessa. Oggi, per questi motivi, siamo qui a rivendicare una legge regionale, che in Umbria è già realtà, che preveda l’obbligatorietà del Durc congruità come regola, non solo per la ricostruzione, ma per tutti i tipi di cantieri, indipendentemente dalla tipologia del manufatto”.

Ricordiamo che dove c’è trasparenza e legalità, quasi sempre c’è anche il rispetto dei diritti dei lavoratori, dove non c’è trasparenza di solito c’è maggiore insicurezza e sfruttamento”, ha concluso Genovesi.

Nel convegno è stato affrontato anche il discorso dello “Sblocca cantieri”, oggetto delle discussioni parlamentari per la sua trasformazione in legge.

Si tratta di una misura che sblocca tutto tranne i cantieri, poiché si limita a svuotare il ruolo dell’Autorità nazionale anticorruzione, a smantellare quelle regole costruite nel tempo con lo scopo di dotare questo benedetto Paese di strumenti di tutela, di controllo e di garanzia dei diritti dei lavoratori, per tutelare la libertà con la libera concorrenza tra le imprese, per dare trasparenza e legalità, attraverso attività atte a prevenire e contrastare i continui tentativi di penetrazione delle organizzazioni malavitose”, ha spiegato Amicucci.

Il segretario nazionale Gorla ha concluso, sottolineando che: “Prevenire si può, anzi si deve: questo è il nostro obiettivo di fondo. La prevenzione non è un costo, ma è un investimento, è una scelta che vuol dire migliorare la sicurezza e la vita umana, che per noi non ha prezzo e deve venire prima di ogni altra cosa”. 

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