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06/19/2019
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10a conferenza Europea sui Beni Intangibili e sul Capitale Intellettuale

La decima edizione della Conferenza Europea sul Capitale Intellettuale sarà ospitata a Pescara, nel Campus Universitario dell’Università degli Studi G. d’Annunzio, il 23 e 24 maggio prossimi. L’edizione 2019 è stata organizzata dal Dipartimento di Economia Aziendale della “d’Annunzio”. Il gruppo di lavoro è stato coordinato dal Prof. Massimo Sargiacomo (https://www.academic-conferences.org/conferences/eciic/eciic-committee/) ed ha avuto il sostegno di UBI Banca attraverso l’impegno del responsabile territoriale di Chieti, dott. Ivano Farotti. La Conferenza Europea sul Capitale Intellettuale è stata istituita 10 anni fa e si è svolta in paesi di tutta Europa, tra cui Spagna, Slovacchia, Finlandia, Paesi Bassi, Cipro ed ora in Italia. L’anno scorso il nome della conferenza è stato ampliato per includere i Beni Intangibili oltre che il Capitale Intellettuale. Dopo i saluti istituzionali della Pro-Rettrice, Augusta Consorti, del Direttore del Dipartimento di Economia Azienda, Michelina Venditti, e del Presidente SIDREA Stefano Marasca, si alterneranno autori, provenienti da 26 Paesi diversi, con presentazioni articolate in sessioni plenarie e sessioni parallele. Le relazioni plenarie saranno curate da cinque esperti mondiali, tra cui il Prof. Martin Piber, dell’Università di Innsbruck, Austria, e il Prof. John Dumay, della Macquarie University, Australia, che parteciperanno anche alla tavola rotonda sul tema “Fare ricerca su beni immateriali e capitale intellettuale: nuove frontiere, sfide e scenari futuri”. Vi prenderanno parte anche la Prof.ssa Rosa Lombardi, dell’Università di Roma “La Sapienza”, il Prof. Stefano Marasca, dell’Università Politecnica delle Marche, ed il Prof. Stefano Zambon, dell’Università di Ferrara. Il programma della 10th European Conference on Intangibles and Intellectual Capital è disponibile al seguente indirizzo: https://www.academic-conferences.org/conferences/eciic/.
“L’economia globale negli ultimi decenni – si legge nella presentazione della Conferenza – si è spostata in modo deciso dalla produzione manifatturiera ai servizi, con un numero crescente di aziende che creano valore grazie allo sviluppo ed al possesso di beni immateriali. Si va dai brevetti tecnologici sviluppati dai fornitori di software allo sviluppo di farmaci da parte delle compagnie farmaceutiche. Sempre più lo sviluppo e il possesso dei beni intangibili rappresenta il criterio per identificare i vincitori e i perdenti dell’economia. I beni intangibili e il capitale intellettuale svolgono un ruolo decisivo nel favorire la crescita e la creazione di valore ma non compaiono nei bilanci e nei report aziendali. Oltre il 75% dei beni immateriali non figurano nei bilanci ufficiali. Amazon ha sorpassato Apple come l’azienda più ricca di beni intangibili al mondo, ma il 98% del suo valore non appare nei bilanci. Le Internet companies e le aziende produttrici di software riportano nei loro bilanci meno del 10% del valore totale, nonostante siano in cima alle classifiche delle aziende più ricche al mondo. La non segnalazione dei beni intangibili e del capitale intellettuale genera una serie di problemi per analisti, investitori, consigli di amministrazione e stakeholders in generale. Con poche informazioni su tali beni, le valutazioni degli analisti non possono essere accurate, costringendo gli investitori ad agire in modi subottimali. Ciò, a sua volta, ha effetti negativi sulla volatilità dei prezzi delle azioni, influenzando la stabilità e la sostenibilità finanziaria delle aziende più innovative. Allo stesso modo, la mancanza di informazioni particolareggiate e specifiche sul valore dei beni intangibili lascia manager a azionisti indifesi nei confronti di acquisizioni ostili costringendoli spesso a vendere o concedere in licenza determinate attività al di sotto del loro prezzo reale. Di qui la necessità di adottare approcci innovativi alla loro corretta misurazione, gestione e segnalazione nei report aziendali”.

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