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06/06/2020
HomeL'AquilaMassimo Cialente interviene sulla questione “Ospedali di Secondo Livello”

Massimo Cialente interviene sulla questione “Ospedali di Secondo Livello”

Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato dall’ex-sindaco di L’Aquila, Massimo Cialente:

“Come qualsiasi bravo ed attento cittadino sto seguendo le prime azioni del nuovo Governo regionale, con particolare interesse per quanto riguarda il problema sanità, uno dei più complessi, da me sempre attenzionato.
Sono rimasto colpito dallo scontro che comincia a profilarsi, pericolosissimo, sulla vicenda dell’identificazione delle sedi degli ospedali di II livello.
Nei giorni scorsi è uscita la notizia che la nuova Giunta Marsilio punterebbe sui due nosocomi di L’Aquila e Chieti, perché sedi di Facoltà di Medicina e Chirurgia.
La mattina dopo il nuovo Presidente del Consiglio Regionale, il pescarese Lorenzo Sospiri, ha tuonato che una delibera di giunta di quel tenore si rifiuterà di metterla nell’ordine del giorno del Consiglio.
Chiaramente è una sparata grossa: vorrebbe dire aprire uno scontro istituzionale senza precedenti. Immaginate se il Presidente di un ramo del Parlamento, o di qualsiasi Parlamento, si rifiutasse di portare in discussioni atti del Governo.
Battute ad effetto.
Ma questa reazione immediata di Sospiri rivela il clima che su questa vicenda si respira da sempre, dal gorno in cui fu varata la legge nazionale.
Nella passata legislatura, la scelta del centrosinistra e dell’assessore Silvio Paolucci, è stata quella di prevedere due ospedali di II livello, spalmati, funzionalmente, sui nosocomi di Chieti-Pescara e L’Aquila-Teramo.
A tal proposito si arrivò al decreto del Consiglio dei ministri 56/2016, adottato successivamente dalla Giunta Regionale con atto 565/2017.
Non è una scelta “salomonica”, ma frutto di un’analisi politica, storica, organizzativa.
Margini politici per scelte diverse non vi sono e crediamo non vi saranno mai. 
Ma il ragionamento è anche di tipo organizzativo. Spostare delle alta specialità da una città all’altra (immagino le barricate) è complesso. Non si tratta di far traslocare una targa, un Primario, un’equipe medica.
Dietro un’alta specialità vi sono competenze plurime (pensate equipe degli anestetisti, dei medici delle varie diagnostiche, tecnici ed infermieri altamente specializzati) raggruppate in veri e propri team pluridisciplinari.
Queste squadre non si formano all’istante, ma richiedono anni.
Abbiamo dimostrato invece che, oggettivamente, l’ipotesi dei due ospedali “spalmati” è assolutamente fattibile, anche grazie all’ottima organizzazione che abbiamo realizzato nell’emergenza-urgenza.
Io consiglierei di proseguire su questa strada, organizzando al meglio l’attuale rete ospedaliera, ma puntando soprattutto a realizzare un’efficace ed efficiente medicina sul territorio.
Vedo una grande attenzione al tema ospedali. Mi permetto di segnalare ancora una volta che negli ultimi 30 anni la medicina è cambiata completamente, sia nelle risposte di salute che riesce ad offrire, ma soprattutto rispetto alle nuove esigenze dei cittadini.
Ma nei prossimi mesi avremo modo di parlarne spesso”.

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