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06/27/2019
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Museo Colonna di Pescara, al via le proiezioni dei documentari dedicati all’arte

Venerdì 15 marzo al Museo Colonna di Pescara, alle ore 17:15, ci sarà il primo appuntamento con la sezione di #Docudì2016 attraverso la proiezione di due documentari dedicati all’Arte:

– Tre giorni con Matthias Brandes di Marco Agostinelli

– Una scultura di Beverly Pepper di Marco Agostinelli

È il primo dei tre appuntamenti (15 marzo, 26 aprile e 10 maggio 2019) per presentare cinque documentari. I documentari sono inseriti, fuori concorso, all’interno di #Docudì2019 – concorso di cinema documentario che da febbraio a maggio 2019 si svolge a Pescara presso il Museo Vittoria Colonna in via Gramsci organizzato dall’A.C.M.A (Associazione Cinematografica Multimediale Abruzzese), e dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Pescara.

Il concorso ospita film-documentari, tutti in anteprima regionale che concorrono alla assegnazione del Premio #Docudì2019. La particolarità di questo Concorso è che sarà la Giuria, formata dal pubblico in sala, a votare al termine di ciascuna proiezione. Il vincitore verrà proclamato nell’appuntamento finale dell’11 maggio.

Tutti i film in concorso sono stati prodotti nel 2018 e tutte le proiezioni sono con la presenza dei registi accompagnati, a volte, anche dagli autori, sceneggiatori o interpreti.

I tre appuntamenti d’Arte raccontano le opere di artisti internazionali da Gianni Novak a Matthias Brandes e Lawrence Carroll.

I DOCUMENTARI:

“Tre giorni con Matthias Brandes” di Marco Agostinelli 19′ 11” / 2018

Agostinelli, nel suo film, evidenzia il linguaggio artistico di Matthias Brandes che evoca la sospensione del tempo, tra contemplazione e meditazione. Esplora in modo sistematico e profondo il valore simbolico della casa, spazio in cui la nostra individualità, i nostri ricordi, sono protetti e riservati. Le sue case volanti sono un universo magico dove ogni oggetto può volare e assumere le simbologie più fantasiose, stravolgendone prospettive e significati. I “tre giorni” con lui aprono allo spettatore anche la casa dell’artista, dove non soltanto è visto al lavoro ma dove si potranno apprezzare, anche se forse in modo soltanto implicito, le motivazioni dietro alla scelta di Brandes di fare dell’Italia – paese fonte per lui inesauribile di bellezza – la propria casa.

“Una scultura di Beverly Pepper” di Marco Agostinelli 14′ 25” / 2018

Il film ci presenta l’artista mentre lavora ad un’opera concepita per un altro, famoso, parco di sculture, quello di Celle in provincia di Pistoia, appartenente al grande collezionista italiano Giuliano Gori. In una visione arricchita dalle riflessioni della Pepper, lo spettatore non solo “entra”, fisicamente, nell’opera e nello spazio circostante ma esplora, assieme all’artista, la privilegiata relazione che questa propone da sempre, tra la scultura, lo spazio e il paesaggio naturale e storico.

Marco Agostinelli è nato a Panicale (Pg) nel 1961. Vive e lavora a Venezia dal 2007. Nell’arco della sua carriera ha realizzato oltre 120 documentari e videoarte.

Regista di film che attenzionano prevalentemente l’arte moderna e contemporanea, in alcune sue opere si è rivolto anche al mondo dell’archeologia e di musei di arte antica, quali i Musei Capitolini ed altri. Suoi lavori sono stati presentati in musei e festival di tutto il mondo, tra cui: il Centro Pompidou di Parigi, la National Gallery di Washington, la New York University, il Museo della Permanente e l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, il Museo Archeologico di Napoli, i Musei Capitolini di Roma, i Musei Civici di Venezia, il Festival del Cinema di Locarno, il Viper Film Festival di Basilea, e la Biennale di Venezia. Nell’anno 2000 è stato insignito del Premio alla Carriera nell’ambito del 18° Festival del Cinema di Montreal.

Accademico di merito dell’Accademia Pietro Vannucci di Perugia, Marco Agostinelli è considerato tra i maggiori esponenti del documentario sull’arte, e il suo linguaggio narrativo è tra i più significativi e innovativi degli ultimi anni. Spesso il suo approccio narrativo è intimo e romantico, riuscendo a stringere uno stretto rapporto con la storia e il personaggio da raccontare. Lavora quasi sempre da solo. Un vero videomaker ante litteram, sono suoi anche i montaggi dei film e a volte le musiche. Negli ultimi anni si è occupato anche di documentari a carattere sociale, legati al mondo dell’immigrazione, dell’alto artigianato e della disabilità.

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