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05/25/2019
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Saral Food di Pescara Fiere: il 10 e l’11 lo “Show Cooking della Panificazione” con Simona Lauri

È una Tecnologa Alimentare di alto livello tecnico e scientifico, ma ama essere definita “Panificatrice artigiana” perché con e per il pane lei è cresciuta e si è qualificata. Parliamo di Simona Lauri, consulente tecnico, perito, docente, maestro e formatore di Panificazione (pane tradizionale italiano, pizza classica, pizza in pala, prodotti innovativi, prodotti da forno, grandi lievitati, prodotti tradizionali, soggetti artistici) per Professionisti, Associazioni, Enti Nazionali ed Internazionali, Privati, Aziende, Fiere e Manifestazioni Italiane ed Estere. Simona Lauri è anche Giudice di gara nelle tante Competizioni Nazionali e Mondiali. Iscritta all’Ordine dei Tecnologi Alimentari Regione Lombardia e Liguria all’Albo dei Giornalisti Pubblicisti. È Direttore Responsabile del mensile Quotidie Magazine. Ha all’attivo numerose pubblicazioni scientifiche su portali, testate giornalistiche del settore ed è autrice di quattro libri sulla panificazione.

Simona Lauri è un personaggio affascinante e irresistibile per gli appassionati dell’arte bianca ossia l’insieme della scienza universitaria, delle tecnologie alimentari, dei processi per preparare pane, pizza e prodotti da forno, tutti componenti essenziali della tradizione gastronomica italiana.

Il 10 e l’11 marzo prossimi, Simona Lauri sarà protagonista e animatrice dello “Show Cooking della Panificazione”, che si terrà al Saral Food in programma a Pescara Fiere, organizzato da Fiesa Assopanificatori Confesercenti.

L’attenzione dello Show Cooking sarà soprattutto per i giovani e per gli alunni dell’Istituto Alberghiero “E. De Panfilis” di Roccaraso ((AQ) ai quali è riservato un ricco calendario di iniziative ed eventi: “I prodotti del panificio del futuro” e “Impariamo un’Arte”. I ragazzi metteranno le mani in pasta proprio per acquisire conoscenze e competenze in materia di panificazione. Sarà una iniziativa diffusa che coinvolgerà anche tutti i visitatori del Saral Food. A tutto questo contribuirà il Laboratorio di Fiesa Assopanificatori che funzionerà per tutta la durata della Fiera, animando il contesto con degustazioni, laboratori aperti, show cooking e itinerari alla scoperta delle eccellenze tipiche e tradizionali del territorio.

Simona Lauri ha risposto ad alcune domande che le sono state poste da un gruppo di studenti, in preparazione dell’evento abruzzese:

Oggi si parla tanto del ritorno al passato, del cibo di una volta come simbolo di salute e benessere. Siamo sicuri che sia così o è il miraggio di un marketing/business emozionale falso che lo fa apparire così?

Quando si parla di futuro, non si deve dimenticare il passato, chi ci ha insegnato il mestiere, tramandato la passione, ha messo le mani sulle nostre e ha detto: fai così! Che cosa vuol dire ritornare al passato? Vuol dire macinare a pietra, impastare a mano, cuocere nel forno a legna, vangare la terra a mano con la zappa o vuol dire insegnare il mestiere dei nostri padri alle giovani leve, trasmettere l’amore per quest’arte affinché i ragazzi di oggi, tesorieri del nostro presente e passato possano divulgare con la forza e la grinta che li contraddistingue l’esperienza e la saggezza del passato. Rispetto ai nostri avi sono cambiati completamente sia lo stile di vita sia le abitudini alimentari; è innegabile che i cibi di allora non siano più adatti alla vita sedentaria e alla tecnologia di oggi, dove l’attività fisica è solo quella svolta nelle palestre e non nei campi.

Dottoressa Lauri, come sarà il nostro futuro?

Abbiamo una tradizione di tipicizzazioni nella panificazione che da secoli e secoli il mondo ci invidia, abbiamo una varietà di cultivar di frumenti impressionante (purtroppo non la quantità!), abbiamo i maestri panificatori con i cosiddetti capelli bianchi per l’esperienza (non la new generation dei presuntuosi venti- trentenni arroganti gastro maestri!), abbiamo una storia e un patrimonio nelle mani.

Lei, nelle sue numerose pubblicazioni, afferma che non si può fermare il progresso e pertanto anche il panificio si trasformerà e offrirà il pane parlante. Ma cosa intende con questo concetto?

Il pane che parla di se, della sua terra e della sua gente; il pane che unisce, che abbraccia e che ama. Personalmente ritengo che sia questa la prossima innovazione vera del futuro; un percorso sensoriale di abbinamenti che valorizzino le tipicizzazioni territoriali, le nicchie, il lavoro, le persone e le loro storie. Una sinergia di nuovi prodotti, nuovi sapori e culture che si uniscono in un abbraccio sensoriale che valorizzi fortemente il territorio e proietti verso nuove realtà internazionali; il meglio della cultura estera con il meglio del territorio nazionale. Il pane è scienza vera e solo grazie a questa diventa conoscenza, sinergia e arte.

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